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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 


Bambini e fotoprotezione

di Clorinna Salvadori

Lo scorso 15 marzo si e’ tenuta in 9 citta’ italiane una videoconferenza dal titolo: "Fotoprotezione del bambino. Perche’, quando e come?" organizzata dalla Biochimici PSN e rivolta ai pediatri italiani che hanno potuto ascoltare due dei dermatologi piu’ esperti nel campo: il Prof. G. Monfrecola della Clinica Dermatologica dell’Universita’ di Napoli Federico II° e il Dott. G. Leone del Polo Dermatologico IFO di Roma. Ecco un resoconto di alcune domande e delle risposte dai relatori

In quali bambini bisogna suggerire una fotoprotezione totale e in che cosa consiste?

G. Leone: Per i bambini, escludendo i fototipi 5 e 6, meglio parlare sempre di fotoprotezione "estrema" soprattutto nelle condizioni fotoclimatiche maggiormente a rischio: ore centrali del giorno, basse latitudini, ecc. Esistono poi patologie indotte o aggravate dall’esposizione solare come le fotodermatosi idiopatiche (LEB, DPS), malattie genetiche con aumento di suscettibilita’ agli UV (xeroderma), soggetti con immunodepressione anche iatrogena, che stanno assumendo farmaci fotosensibilizzanti o che hanno subito interventi chirurgici.

Anche fra i bambini sani ce ne sono alcuni a maggior rischio?

G. Manfrecola: E’ errata la convinzione che il bambino, in quanto tale, sia piu’ sensibile di un adulto ai raggi solari. La sua cute non possiede un numero minore di melanociti ne e’ piu’ sottile di quella dell’adulto. Tuttavia i meccanismi di fotoprotezione naturali di cui e’ provvisto ogni essere umano necessitano di tempo per divenire operativi e le esposizioni brusche e incontrollate quando la cute e’ ancora pallida sono un serio fattore di rischio. Come per gli adulti, pero’, ci sono bambini che vanno incontro con maggior frequenza a reazioni eritematose. Per quelli con capelli rossastri, con efelidi e occhi verde-azzurri, il riconoscimento e’ piu’ facile, per gli altri bisogna affidarsi a una anamnesi positiva o alla storia dei genitori.

Qual’e’ la risposta della cute infantile allo stress ossidativo indotto dai raggi solari?

G. Leone: Si puo’ parlare di effetto patogeno dei radicali liberi quando si verifica una rottura dell’equilibrio tra quelli prodotti su effetto delle radiazioni UV, capaci di indurre fotodanno cutaneo, fotoinvecchiamento e fotocarcinogenesi, e la loro distruzione a opera dei sistemi di protezione e regolazione endogeni (melanina, superossido-dismutasi, glutatione perossidasi, e antiossidanti endogeni a basso peso molecolare come la vit. E, la vit. C, il beta-carotene, il glutatione, l’acido urico e i tioli nelle proteine). Sebbene la cute possieda questo efficiente e vario network antiossidante, molte sostanze ossidanti possono sfuggire e causare un danno, specie nei casi in cui i meccanismi di difesa si trovino a fronteggiare un sovraccarico.

Ma se la cute del bambino sano non e’ diversa da quella dell’adulto, perche’ dovrebbe essere piu’ protetto?

In condizioni di intensa irradianza solare, diversamente dagli adulti, i bambini tendono a rimanere al sole oltre il necessario perche’ giocano all’aperto per molte ore anche quando la loro pelle non e’ ancora pigmentata. Dati statistici hanno evidenziato che esposizioni insolitamente intense durante l’infanzia fanno aumentare notevolmente il rischio del melanoma e probabilmente anche di basalioma. Per tali motivi reputo che anche bambini normocostituiti e non fotosensibili andrebbero comunque fotoprotetti.

Che tipo di fotoprotezione suggerire a un bambino sano e non particolarmente fotosensibile?

G. Monfrecola: Per questi bambini non suggerisco filtri a protezione totale ma il prodotto solare deve essere inteso alla stregua di un "tutore" capace di evitare i danni acuti (eritemi intensi) e limitare la quantita’ totale di UV. Importante e’ l’eta’. Da 1 a 3 anni la copertura anti-UV deve essere bilanciata e proteggere sia contro l’UVB che contro l’UVA. Il veicolo del prodotto deve essere formulato in modo da non occludere la pelle ma comunque consentire al filtro di rimanere sulla pelle anche in condizioni particolari (immersioni in acqua, sudorazione, ecc.). Qualcosa di simile dovrebbe essere scelto anche per i bambini di eta’ superiore ai tre anni, tuttavia il potere attenuante del filtro dovrebbe essere piu’ basso e la spalmabilita’ del prodotto piu’ facile per evitare rifiuti di carattere psicologico.

E’ utile la somministrazione di sostanze antiradicaliche? Quando e con quali controindicazioni?

E’ fuor di dubbio che esistono basi scientifiche solide che giustificano l’impiego degli antiossidanti nella fotoprotezione. Noi abbiamo evidenziato, nel corso di studi eseguiti con l’impiego del simulatore solare e con tecniche di diagnostica non invasiva (spettrofotometria, colorimetria) anche nel soggetto sano un effetto protettivo con la somministrazione di composti a base di antiossidanti. Va sottolineato come per via sistemica abbiano mostrato maggiore efficacia le miscele di antiossidanti rispetto ai singoli principi attivi, poiche’ viene svolta un’attivita’ nei confronti dei diversi tipi di radicali. Per quanto io sappia, e nei dosaggi comunemente impiegati nella pratica clinica, propri ai prodotti attualmente reperibili in Italia, non esistono controindicazioni di sorta all’impiego di sostanze antiossidanti in fotoprotezione.

 


La protezione in granuli

Se si considera che oltre il 50% della quantita’ totale di radiazioneUV assorbita nel corso della vita e’ ricevuta prima dei 18 anni, una fotoprotezione per via sistemica nell’infanzia e nell’adolescenza puo’ essere indispensabile nei bambini con fototipi I e II o con fotosensibilita’ costituzionale (lucite polimorfa solare, lucite estivale benigna, orticaria solare) e diventare un’imprtante arma preventiva per prevenire o ridurre quadri di fotodermatosi e fotosensibilizzazioni della pelle delicata. 

fotoprotezione dei bambini

Per facilitare l’assunzione di un pool di sostanze anti-ossidanti, la Biochimici PSN ha messo a punto Carovit granulare, un integratore dietetico con dosaggi di beta-carotene (3 mg), vit.E (6 mg) e vit.C ( 40 mg) nutrizionalmente corretti per il bambino e in grado di preparare la sua pelle all’esposizione solare. Non contiene conservanti ne coloranti o dolcificanti di sintesi ed e’ quindi utilizzabile anche sotto i tre anni La posologia e’ di una bustina al giorno in concomitanza dei pasti, sciolto nel latte o in un succo di frutta. Il trattamento va iniziato 20-30 giorni prima dell’esposizione prolungata al sole e continuato durante l’esposizione stessa. La combinazione del beta-carotene, Vit.E e Vit.C, aumenta la tollerabilita’ cutanea alle radiazioni solari per evitare eritemi e allergie cutanee.





 

 

 


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