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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 


La cute del bimbo cicciottello

Eravamo abituati a pensare che un bambino piu' mangia meglio cresce. In realta' l'obesita' infantile e' ora vista come una grave epidemia sociale

di Ernesto Ravaghe

Secondo alcuni dati messi a disposizione dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita'), l'obesita' costituisce oggi uno dei problemi di salute pubblica tra i piu' gravi e, purtroppo spesso trascurato, nel mondo occidentale. L'obesita', infatti, contribuirebbe, a volte in maniera determinante, all'insorgenza di quelle malattie croniche che ogni anno causano la morte di quasi 34 milioni di individui, costituendo il 46% del totale mondiale delle malattie. Numeri impressionanti che ci pongono davanti alla consapevolezza che oggi questo fenomeno ha assunto, a tutti gli effetti, le dimensioni di un'epidemia, una globesita' come e' stata definita, purtroppo destinata ad aumentare se i Governi dei paesi maggiormente coinvolti non adotteranno politiche alimentari piu' serie, e non forniranno la giusta assistenza e informazione a quelle famiglie e a quei soggetti maggiormente a rischio, come bambini e lavoratori che svolgono lavori sedentari. Soprattutto tra i piu' piccoli, le organizzazioni assistenziali e i molti studi scientifici condotti ci dicono che il fenomeno dell'obesita' e' in crescita costante. E' stato infatti calcolato che in paesi molto ricchi come per esempio gli Stati Uniti, e' obeso un minore su 4, ma il fenomeno ha assunto connotati preoccupanti anche in nazioni a minor tenore economico come Cina e Russia. In Italia, che pur puo' vantare una percentuale di adulti obesi sotto la media europea, l'obesita' colpirebbe addirittura il 20% dei bambini. Una statistica molto grave se si tiene presente che la cifra e' raddoppiata rispetto a soli dieci anni fa. Ma quali sono le cause dell'obesita' nei bambini? Nella maggior parte dei casi l'insorgere del problema deriva da cattive abitudini alimentari e comportamentali. I bambini si nutrono male, spiluccando spesso alimenti ipercalorici come patatine e dolcetti pluri pubblicizzati; evitano l'attivita' sportiva e la vita all'aria aperta; stanno troppo tempo davanti alla tv o al computer. Scientificamente parlando, a parte i rari casi di obesita' sindromica, l'obesita' deriva da molti fattori tra cui oltre a quelli gia' accennati anche una predisposizione genetica. "Nella meta' dei casi", scrive il Prof. Franzese del Dipartimento di Pediatria Universita' Federico II di Napoli, "il bambino obeso e' figlio di un genitore obeso o anche di due". Cio' che appare piu' evidente a una prima analisi e' che in simili famiglie la tavola e' solitamente abbondante, la durata dei pasti lunga e i momenti da dedicare all'attivita' fisica scarsi e raramente incentivati. Spesso il fenomeno dell'obesita' in tali contesti, viene scoperto per caso e solo quando ci si ritrova ad affrontare complicanze come i piedi piatti, le ginocchia valghe oppure l'apparente minor sviluppo dei genitali nei maschi. Appare piu' complesso, invece, trovare le cause del fenomeno in bambini figli di genitori magri. In questi casi molto spesso la causa e' da ricercarsi in un malessere psicologico del minore. I bambini piu' a rischio sono quelli che vengono lasciati di solito da soli o alle cure di nonni o tate apprensive che li sollecitano continuamente a mangiare, che guardano molta tv e soffrono di solitudine, e vivono male il rapporto coi genitori che al contrario sono magri. Se poi aggiungiamo che il bambino grasso tende ad autoescludersi dalle attivita' sportive dei propri coetanei onde evitare spiacevoli commenti o semplicemente perche' incapace di competere, appare chiaro il perche' il cibo costituisca l'unico piacere a portata di mano. Nel complesso la situazione e' preoccupante soprattutto perche' sappiamo che i giovani obesi hanno livelli di colesterolo "cattivo" e di trigliceridi notevolmente maggiore rispetto ai bambini di peso normale. Inoltre pare che per loro sia maggiore il rischio di diabete di tipo II, con conseguente ridotta tolleranza al glucosio e resistenza all'insulina. Senza contare che da esami condotti con ultrasuoni e' venuto fuori che la distensibilita' delle arterie dei bimbi sovrappeso sembra gia' essere ridotta e che le arterie presentano segni di disfunzione endoteliale, indicatori dello sviluppo precoce di arteriosclerosi. I bambini obesi appaiono inoltre soggetti a problemi cardiovascolari e infarti anche in giovane eta'. Anche dal punto di vista dermatologico l'obesita' puo' determinare da adulti alcuni significativi sintomi: acanthosis nigricans, strie atrofiche, intertrigine, prurito, segni di iperandroginismo, pigmentazione da stasi, linfedema e ulcere degli arti inferiori. In uno studio recente, condotto dal Prof. Mino, della sezione di Dermatologia clinica, Dipartimento di Patologia Sistematica, Universita' di Napoli Federico II, e' stata valutata la prevalenza di manifestazioni cutanee in 64 bambini obesi: tra le manifestazioni cliniche piu' ricorrenti: striae distensae, acne e cheratosi follicolare. 
Tra i pazienti, invece, nessuno presentava - o aveva presentato in passato - dermatite atopica. Che fare allora? Il primo necessario intervento e' certamente quello sull'alimentazione: per crescere bene bisogna mangiare bene e' ancora oggi estremamente valido. I pasti devono garantire tutti i nutrienti essenziali, ma in generale si deve dare maggiore spazio a frutta e verdura ed eliminare i cibi ricchi di grassi e zuccheri quali merendine, gelati, patatine fritte e bevande gasate e zuccherate. Inoltre bisognerebbe mangiare a orari fissi e non variare a seconda della flessibilita' di orario del genitore. Il secondo intervento, invece, riguarda l'attivita' fisica, che andrebbe incentivata ma senza pressioni psicologiche



 

 

 


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