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La cute del bimbo cicciottello
Eravamo abituati a pensare che un bambino piu' mangia
meglio cresce. In realta' l'obesita' infantile e' ora vista come una grave
epidemia sociale
di Ernesto Ravaghe
Secondo alcuni dati messi a disposizione dall'OMS
(Organizzazione Mondiale della Sanita'), l'obesita' costituisce oggi uno dei
problemi di salute pubblica tra i piu' gravi e, purtroppo spesso trascurato, nel
mondo occidentale. L'obesita', infatti, contribuirebbe, a volte in maniera
determinante, all'insorgenza di quelle malattie croniche che ogni anno causano
la morte di quasi 34 milioni di individui, costituendo il 46% del totale
mondiale delle malattie. Numeri impressionanti che ci pongono davanti alla
consapevolezza che oggi questo fenomeno ha assunto, a tutti gli effetti, le
dimensioni di un'epidemia, una globesita' come e' stata definita, purtroppo
destinata ad aumentare se i Governi dei paesi maggiormente coinvolti non
adotteranno politiche alimentari piu' serie, e non forniranno la giusta
assistenza e informazione a quelle famiglie e a quei soggetti maggiormente a
rischio, come bambini e lavoratori che svolgono lavori sedentari. Soprattutto
tra i piu' piccoli, le organizzazioni assistenziali e i molti studi scientifici
condotti ci dicono che il fenomeno dell'obesita' e' in crescita costante. E'
stato infatti calcolato che in paesi molto ricchi come per esempio gli Stati
Uniti, e' obeso un minore su 4, ma il fenomeno ha assunto connotati preoccupanti
anche in nazioni a minor tenore economico come Cina e Russia. In Italia, che pur
puo' vantare una percentuale di adulti obesi sotto la media europea, l'obesita'
colpirebbe addirittura il 20% dei bambini. Una statistica molto grave se si
tiene presente che la cifra e' raddoppiata rispetto a soli dieci anni fa. Ma
quali sono le cause dell'obesita' nei bambini? Nella maggior parte dei casi
l'insorgere del problema deriva da cattive abitudini alimentari e
comportamentali. I bambini si nutrono male, spiluccando spesso alimenti
ipercalorici come patatine e dolcetti pluri pubblicizzati; evitano l'attivita'
sportiva e la vita all'aria aperta; stanno troppo tempo davanti alla tv o al
computer. Scientificamente parlando, a parte i rari casi di obesita' sindromica,
l'obesita' deriva da molti fattori tra cui oltre a quelli gia' accennati anche
una predisposizione genetica. "Nella meta' dei casi", scrive il Prof.
Franzese del Dipartimento di Pediatria Universita' Federico II di Napoli,
"il bambino obeso e' figlio di un genitore obeso o anche di due". Cio'
che appare piu' evidente a una prima analisi e' che in simili famiglie la tavola
e' solitamente abbondante, la durata dei pasti lunga e i momenti da dedicare
all'attivita' fisica scarsi e raramente incentivati. Spesso il fenomeno dell'obesita'
in tali contesti, viene scoperto per caso e solo quando ci si ritrova ad
affrontare complicanze come i piedi piatti, le ginocchia valghe oppure
l'apparente minor sviluppo dei genitali nei maschi. Appare piu' complesso,
invece, trovare le cause del fenomeno in bambini figli di genitori magri. In
questi casi molto spesso la causa e' da ricercarsi in un malessere psicologico
del minore. I bambini piu' a rischio sono quelli che vengono lasciati di solito
da soli o alle cure di nonni o tate apprensive che li sollecitano continuamente
a mangiare, che guardano molta tv e soffrono di solitudine, e vivono male il
rapporto coi genitori che al contrario sono magri. Se poi aggiungiamo che il
bambino grasso tende ad autoescludersi dalle attivita' sportive dei propri
coetanei onde evitare spiacevoli commenti o semplicemente perche' incapace di
competere, appare chiaro il perche' il cibo costituisca l'unico piacere a
portata di mano. Nel complesso la situazione e' preoccupante soprattutto perche'
sappiamo che i giovani obesi hanno livelli di colesterolo "cattivo" e
di trigliceridi notevolmente maggiore rispetto ai bambini di peso normale.
Inoltre pare che per loro sia maggiore il rischio di diabete di tipo II, con
conseguente ridotta tolleranza al glucosio e resistenza all'insulina. Senza
contare che da esami condotti con ultrasuoni e' venuto fuori che la
distensibilita' delle arterie dei bimbi sovrappeso sembra gia' essere ridotta e
che le arterie presentano segni di disfunzione endoteliale, indicatori dello
sviluppo precoce di arteriosclerosi. I bambini obesi appaiono inoltre soggetti a
problemi cardiovascolari e infarti anche in giovane eta'. Anche dal punto di
vista dermatologico l'obesita' puo' determinare da adulti alcuni significativi
sintomi: acanthosis nigricans, strie atrofiche, intertrigine, prurito, segni di
iperandroginismo, pigmentazione da stasi, linfedema e ulcere degli arti
inferiori. In uno studio recente, condotto dal Prof. Mino, della sezione di
Dermatologia clinica, Dipartimento di Patologia Sistematica, Universita' di
Napoli Federico II, e' stata valutata la prevalenza di manifestazioni cutanee in
64 bambini obesi: tra le manifestazioni cliniche piu' ricorrenti: striae
distensae, acne e cheratosi follicolare.
Tra i pazienti, invece, nessuno presentava - o aveva presentato in passato -
dermatite atopica. Che fare allora? Il primo necessario intervento e' certamente
quello sull'alimentazione: per crescere bene bisogna mangiare bene e' ancora
oggi estremamente valido. I pasti devono garantire tutti i nutrienti essenziali,
ma in generale si deve dare maggiore spazio a frutta e verdura ed eliminare i
cibi ricchi di grassi e zuccheri quali merendine, gelati, patatine fritte e
bevande gasate e zuccherate. Inoltre bisognerebbe mangiare a orari fissi e non
variare a seconda della flessibilita' di orario del genitore. Il secondo
intervento, invece, riguarda l'attivita' fisica, che andrebbe incentivata ma
senza pressioni psicologiche
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