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Detersione infantile
Il rapporto fra la superficie cutanea e il peso
corporeo, che e' maggiore alla nascita tende a diminuire progressivamente
durante l'infanzia, per cui aumenta l'assorbimento di sostanze che possono
passare attraverso la cute
di Alessandra Grassi dermatologa I
principi della detersione infantile sono notevolmente cambiati da quando Galeno
suggeriva di aspergere i neonati di sale "per indurire fin dalla nascita i
loro nervi", o dal settecento quando Andre' Tissot, medico di Losanna,
consigliava di lavare i bambini appena nati con due terzi di acqua ed un terzo
di vino, e dopo pochi giorni fortificare la pelle con acqua fredda di sorgente.
La detersione ha lo scopo di a cute, asportando sia le sostanze che derivano
dall'ambiente esterno che i detriti tissutali, quali le cellule cornee
desquamanti, e le secrezioni sudorali. La pulizia della pelle comporta quindi la
necessaria rimozione anche di parte del film idrolipidico stesso, sono quindi
possibili effetti collaterali quando la detersione risulta aggressiva o troppo
frequente. I principali problemi dermatologici connessi alla detersione sono
l'azione delipidizzante, le modificazioni del pH, le possibili azioni sulla
flora cutanea, le alterazioni dello strato corneo, la disidratazione con aumento
della TEWL, l'azione irritante e la possibilita' di sensibilizzazione. Per una
corretta detersione della cute infantile si devono considerare le
caratteristiche della pelle in questo periodo della vita. La cute del neonato e'
sterile alla nascita, ma dopo poche ore e' colonizzata da una flora batterica,
per convenzione i microrganismi che la costituiscono sono suddivisi in
"transitori o contaminanti" e " residenti o permanenti". La
flora cutanea rappresenta uno dei principali mezzi di resistenza all'infezione,
insieme alla secchezza della cute che contribuisce a ridurre la crescita dei
batteri, all'integrita' della barriera epidermica, il pH cutaneo fortemente
acido, la continua desquamazione dello strato corneo, lo stato immunitario
dell'ospite. Condizioni che invece favoriscono la crescita microbica sono la
macerazione e l'occlusione.Alla nascita la cute e' coperta dalla vernice caseosa,
una patina di colore bianco giallastro essenzialmente dovuta al prodotto di
secrezione delle ghiandole sebacee durante il periodo fetale. La vernice caseosa
svolge l'importante funzione di proteggere la cute neonatale dalla macerazione,
gia' dopo pochi giorni viene eliminata grazie alla detersione cutanea. Il
fattore naturale di idratazione (NMF), composto di amminoacidi liberi, e' meno
presente nello strato corneo del neonato rispetto all'adulto. Questo dato e'
importante perche' spiega la causa della secchezza della cute infantile. E'
necessario, quindi, prestare attenzione nell'impiego non solo di saponi, ma
anche di detergenti ed e' raccomandata l'inclusione nei prodotti per la pulizia
del bambino di fattori NMF-simili. La cute del neonato e' caratterizzata,
microscopicamente, rispetto all'adulto, da un'epidermide piu' sottile, mentre il
derma si presenta normale. Fino al terzo mese di vita, e' sotto l'influenza
degli ormoni androgeni materni e parzialmente di origine fetale. Questo fenomeno
spiega la possibilita' che si verifichi in questo periodo, se la seborrea e' di
notevole entita', una dermatite seborroica . Mentre dopo l'ottava settimana, le
ghiandole sebacee vanno incontro ad un riposo funzionale fino alla puberta', per
cui queste manifestazioni tendono a risolversi spontaneamente. Per una corretta
formulazione del prodotto dermocosmetico adatto all'igiene della cute del
neonato e poi del bambino, bisogna considerare alcune caratteristiche della
cute, come il pH, la secrezioone sebacea, la secrezione sudorale, la
colorizzazione batterica, lo spessore dello strato corneo, l'elesticita' della
cute, variabili a seconda dell'eta' e delle zone cutanee prese in esame. I
prodotti dermocosmetici indicati per la detersione della cute del bambino devono
rispettare l'acidita' della sua pelle, essere estremamente delicati considerando
la facile irritabilita' e fragilita' cutanea. Inoltre, che a causa del minore
spessore dell'epidermide e della maggiore vasodilatazione, presente nella cute
del bambino rispetto all'adulto, in eta' infantile e' presente un maggiore
assorbimento transcutaneo. Per tale motivo, i prodotti detergenti per la pulizia
della pelle del bambino devono essere preferibilmente privi di profumi e di
tensioattivi troppo aggressivi, che sono potenzialmente irritanti a contatto con
la cute infantile e potenzialmente sensibilizzanti. La detersione della cute
infantile ha come obiettivo la pulizia e l'antisepsi. Il sapone e' stato il
primo detergente utilizzato, ottenuto dalla neutralizzazione o saponificazione
di acidi grassi con idrossido di sodio o di potassio, e' alcalino con pH di
9.0-10.5. I detergenti sintetici o syndet sono distinti in anionici, anfoteri e
non ionici, in forma liquida o solida. In genere si preferiscono i syndet
liquidi in quanto presentano un basso pH capace di riacidificare la cute. I
saponi ed i syndet possono essere irritanti a causa della presenza di
tensioattivi. I tensioattivi sono le basi lavanti, che si pongono
nell'interfaccia tra l'acqua e lo sporco da asportare. Anche gli oli da bagno
spesso preferiti per l'azione emolliente e lenitiva, sono dei syndet che
contengono quindi tensioattivi. In eta' infantile una cura particolare spetta
alla pulizia del cuoio capelluto, se il neonato presenta dermatite seborroica, e'
preferibile utilizzare baby-oil o lozioni emollienti, passando agli shampo dopo
il quarto mese di vita. Gli shampo per bambini non devono bruciare gli occhi e
pertanto il loro pH deve essere simile a quello lacrimale. Gli shampo piu'
impiegati sono quelli cationici e quelli non ionici. Gli shampo per bambini
hanno una base lavante molto delicata e non irritante su cute e mucose, una
bassa tossicita' orale e non devono provocare sensibilizzazioni, inoltre una
buona viscosita' evita la loro discesa sul viso durante l'utilizzo.
Un'attenzione particolare deve essere rivolta alla detersione del bambino con
dermatite atopica, che presenta una cute iperattiva ed irritabile, spesso
colorizzata dallo stafilococco aureo. Questa cute deve essere lavata spesso per
prevenire sovrinfezioni batteriche, ma allo stesso tempo in modo non aggressivo,
utilizzando oli da bagno o comunque detergenti privi di tensioattivi come il
laurilsolfato di sodio, e' preferibile evitare i saponi alcalini, preferendo i
detergenti non alcalini come i latti detergenti acidi. La temperatura dell'acqua
del bagnetto deve essere mediamente di 36°C, in quanto l'acqua troppo calda
peggiora il prurito e dopo il bagno su cute ancora umida, si applicano i
prodotti emollienti allo scopo di ottimizzare l'idratazione. Per la pulizia
della cute sensibile, bisogna evitare preparati fortemente, sgrassanti, i saponi
che alterano il pH cutaneo, danneggiano la normale flora batterica e risultano
talvolta irritanti. Le ferite dovrebbero essere pulite utilizzando detergenti
sintetici, eventualmente aggiungendo un agente antimicrobico come la clorexidina
per evitare che diventino porta d'ingresso per germi responsabili di infezioni
batteriche, che nel bambino sono molto frequenti e causate soprattutto da cocchi
gram positivi come lo Streptococcus piogenes e lo Staphylococcus aureus. I
prodotti dermocosmetici per la detersione dell'area del pannolino, devono tenere
conto che in questa sede la cute e' spesso a contatto con sostanze irritanti
provenienti dalle feci e dalle urine e percio' devono contenere sostanze
antisettiche riacidificanti ed assorbenti. Se il bambino presenta dermatite da
pannolino risulta indispensabile effettuare lavaggi frequenti ad ogni cambio di
pannolino, evitare l'applicazione di sostanze grasse, preferendo paste
protettive come quelle all'ossido di zinco, e lasciando la zona eritematosa il
piu' possibile scoperta senza pannolino. Grazie ai progressi conseguiti nel
campo della detersione, sono stati formulati prodotti sempre piu' innovativi,
che contengono tensioattivi delicati e che rispettano il pH e le caratteristiche
della pelle, prodotti che non si limitano a pulire la cute ma che integrano
quelle sostanze eliminate dalla detersione, necessarie a ripristinare il film
idrolipidico.
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