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Gli esantemi meno noti
Le malattie esantematiche meno frequenti possono
divenire un vero puzzle diagnostico per il medico di base ma anche per lo
specialista. Una breve rassegna per non perderle di vista.
del dott. Giuseppe Di Giovanni,
pediatra Le malattia esantematiche cosiddette minori, perche’
meno frequenti rispetto a quelle piu’ note, possono costituire un quesito
diagnostico impegnativo. In questa breve esposizione riassumiamo i caratteri
fondamentali di ognuna di loro. IV MALATTIA (FILATOW - DUKES)
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Eritema infettivo |
Era
chiamata rosolia scarlattinosa, e’ una malattia infettiva,
contagiosa a eziologia ignota. Colpisce i bambini tra i 2-8 anni senza
lasciare immunita’ verso le altre malattie esantematiche. L’incubazione
e’ in media di 15 giorni al termine dei quali si ha una brusca
elevazione febbrile (38°- 39°C) con brividi; dopo alcune ore compare
un esantema puntiforme, rosso, che inizia dal volto, e, rispettando le
labbra e le zone vicine, si estende al corpo. Si esaurisce verso il 3°
giorno con abbondante desquamazione che dura 10-15 giorni circa. |
Coesiste
lieve flogosi delle mucose, tonsille e le linfoghiandole
latero-cervicali appaiono leggermente tumefatte. La prognosi e’ buona
e la profilassi e’ rappresentata da un isolamento della durata di due
settimane. La terapia e’ sintomatica.
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IV malattia |

Herpes Zoster |
V
MALATTIA (MEGALORITEMA)
Detta anche eritema infettivo o eritema variabile, e’
una malattia infettiva scarsamente contagiosa, provocata dal parvovirus
umano B19, caratterizzata da un esantema tipico per morfologia e
localizzazione; lascia una immunita’ permanente. Il periodo di
incubazione e’ di 7-10 giorni. A volte all’inizio del periodo
esantematico si hanno fenomeni respiratori catarrali e generali
rappresentati da malessere e astenia
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| L’esantema,
accompagnato da una febbricola, e’ caratterizzato da lesioni
maculopapulari di grandi dimensioni, scarsamente rilevate, di colore
rosso intenso, calde al termotatto, che ricoprono la cute delle guance
in modo simmetrico, risparmia la zona periorale conferendo un aspetto
"a farfalla". Dalla cute della faccia l’esantema si estende
alla superficie estensoria degli arti, al tronco e alle regioni glutee;
e’ rosso intenso perifericamente e rosso pallido, lievemente bluastro,
al centro. Nell’evoluzione l’esantema diviene bluastro, cianotico,
per inpallidire progressivamente e scomparire nel giro di una settimana;
di rado possono verificarsi recrudescenze dell’eruzione. |

Herpes Zoster |

Febbre esantemica bottonosa |
Il
parvovirus puo’ provocare una artrite a lenta risoluzione nei soggetti
con anemia emolitica (talassemia, anemia drepanocitica, sferocitosi)
crisi aplastiche per un particolare tropismo del virus per le cellule
eritroidi del midollo osseo. In gravidanza il virus puo’ essere
trasmesso per via placentare e essere causa di idrope fetale. Nonostante
cio’ la prognosi e’ buona; e’ bene tenere il bambino a letto per
tutto il periodo esantematico e somministrare antipiretici in caso di
febbre elevata.
EXANTHEMA CRITICO (VI MALATTIA)
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Denominata
anche exanthema subitum oppure roseola infantum e’ una
malattia infettiva provocata dal virus erpetico HHV6. E’ scarsamente
contagiosa e la trasmissione avviene mediante la saliva, di solito da
adulti sani asintomatici che eliminano il virus dal faringe. Ha un
andamento stagionale con maggior incidenza in primavera e in autunno.
Colpisce i bambini dal secondo semestre di vita al termine dei due anni;
sporadici casi possono verificarsi nel periodo scolare. L’incubazione
e’ di 7-10 giorni.
L’esordio della malattia e’ brusco; la febbre diviene ben presto
elevata (39° - 40°C) e oltre, persiste in media 3 giorni e scompare
per crisi. |

Eruzione da virus ECHO |
L’esantema compare quando la temperatura rientra nella norma - da cui
la denominazione "critico - inizialmente e soprattutto al tronco e
si estende successivamente agli arti. E’ costituito da macule rosse
separate da cute sana (esantema rubeoliforme) e regredisce in un paio di
giorni. I segni generali, non costanti, sono rappresentati da stato di
agitazione, irritabilita’, artralgie, interessamento delle meningi con
episodi convulsivi che scompaiono rapidamente dopo la crisi febbrile. Un
emocromo eseguito tra il 2° e 5° giorno di malattia mette in evidenza
una leucopenia con netta neutropenia e linfocitosi relativa che puo’
arrivare al 90%; tale alterazione ematologica scompare durante la
convalescenza. Non vi e’ terapia specifica, e’ sufficiente il riposo
a letto, la somministrazione di antipiretici e, negli stati di
agitazione e convulsivi dei sedativi
HERPES ZOSTER
L’herpes zoster o zona, e’ provocato dalla riattivazione del
virus della varicella e e’ caratterizzato dalla comparsa di una
eruzione vescicolare, dolore nevralgico; di solito limitato a un
dermatomero. Tale affezione e’ relativamente poco comune nei bambini
al di sotto dei 10 anni di eta’ e la sua incidenza aumenta
progressivamente negli anni successivi. Il paziente ha di solito una
storia di infezione di varicella ma vi sono anche casi in cui essa puo’
manifestarsi in forma lieve (denominata anche varicella
"ambulatoriale") e quindi passare inosservata. Clinicamente la
malattia ha un esordio piuttosto brusco; dolore ed iperestesia del
dermatomero colpito e, non di rado, malessere generale e febbre. Entro
pochi giorni compaiono gittate di papule rossastre che evolvono
attraverso le stesse fasi di quelle della varicella.
L’eruzione scompare, nei soggetti al di sotto dei 20 anni, in 1-2
settimane. Analogamente alla varicella le gittate successive continuano
fino a una settimana, con distribuzione lungo il decorso del nervo. Le
localizzazioni piu’ frequenti in soggetti giovani vanno dal 2° nervo
dorsale al 2° nervo lombare, ma nei bambini anche lo zoster cefalico e
l’infezione dei nervi sacrali sono una evenienza non rara e di cui si
debbono temere le possibili complicanze che sono nel primo caso l’uveite
e la cheratite, nel secondo, le lesioni agli arti inferiori e ai
genitali. L’herpes zoster colpisce di frequente bambini affetti da
leucemia o altre affezioni che comportano una immunodepressione.La
diagnosi e’ clinica e con la comparsa dell’eruzione, la sua
distribuzione e l’evolversi delle lesioni, relativamente semplice. Il
dolore puo’ essere controllato con analgesici, mentre l’aspirina
deve essere possibilmente evitata a causa del rischio di insorgenza
della sindrome di Reys. Nei soggetti immunocompromessi, con zoster grave
e generalizzato, si e’ dimostrato efficace il ricorso all’acyclovir
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FEBBRE ESANTEMATICA MEDITERRANEA
Detta anche febbre bottonosa o, in Italia, febbre eruttiva del
Carducci, e’ una rickettiosi provocata da zecche, caratterizzata
da febbre, fenomeni generali e da un esantema maculo-papuloso rilevato a
"bottone". L’agente patogeno e’ la Rickettsia Conori che
compie il suo ciclo vitale in parte nel cane o altri piccoli mammiferi,
in parte nella zecca nella quale vive a lungo; la trasmissione all’uomo
avviene tramite la puntura della zecca del cane. E’ endemica nel Sud
Europa, nel sud e nell’est dell’Africa, in India e in Medio Oriente.
Negli ultimi anni l’incidenza della malattia sembra essere
notevolmente aumentata in Italia, Spagna, Francia e Israele.
L’incubazione e’ di 7-10 giorni, l’inizio e’ acuto con febbre
elevata (39°- 40°C ) che persiste per una settimana e cade per lisi,
accompagnata da cefalea, malessere, mialgia, artralgia, compromissione
variabile del sensorio che puo’ arrivare ad uno stato soporoso,
congiuntivite.L’ esantema compare in 3-4a giornata, a volte a gittate
successive. Interessa gli arti inferiori, successivamente il tronco, gli
arti superiori, e e’ costituito da maculo-papule inizialmente rosse
rilevate, variabili per grandezza (2-10 mm) che regrediscono senza
reliquati. Reperto quasi costante nel punto della morso della zecca che
puo’ essere l’ascella, la piega inguinale, le pieghe interdigitali e’
la macchia nera (la tache noire dei francesi) conseguenza della
reazione escaro-emorragica. La diagnosi, oltre al criterio clinico, e’
confermata dalla dimostrazione del microrganismo nell’escara o nella
lesione maculare mediante l’immunofluorescenza o dal riscontro di un
titolo anticorpale elevato nei sieri dei pazienti con malattia acuta o
convalescenti. La prognosi e’ favorevole specie se s’ inizia
precocemente la terapia antibiotica con tetracicline o cloramfenicolo.
INFEZIONI DA VIRUS COXSACKIE ED ECHO
Le prime vennero descritte alla fine degli anni ‘40 con la scoperta
nelle feci di alcuni poliomielitici di un virus sino allora sconosciuto,
che prese il nome della piccola citta’ di Coxsackie. Si dividono in un
gruppo A e un gruppo B dei quali si conoscono vari tipi. L’affezione
si verifica prevalentemente nel periodo primavera-estate e clinicamente
si possono verificare una gamma di eruzioni cutanee che comprendono
esantemi morbilliformi e scarlattiniformi, petecchiali e vescicolari. Il
virus Coxsackie A16 (meno frequentemente A5 e A10) e’ ritenuto
responsabile della particolare forma: mani, piedi, bocca (hand-foot-and
mouth disease). Dopo disturbi prodromici non caratteristici (febbre,
dolori lombari, diarrea) compare una manifestazione eruttiva che si
protrae per circa due settimane e interessa le regioni palmari (fig. 389
pag. 147 Atlante di M. I.) e plantari (fig. 390)L’eruzione cutanea e’
rappresentata da macule di color rosso vivo, che compaiono in gittate
successive e si trasformano in piccole vescicole dai contorni
singolarmente angolosi. A livello della mucosa orale si osservano
lesioni eritematose di alcuni mm di diametro, si trasformano in
vescicole assumendo infine l’aspetto di afte erose. La malattia e’
di solito benigna e guarisce senza alcuna terapia. Anche i virus ECHO
furono isolati nel 1950 dalle feci di poliomielitici e vennero chiamati
Enteric Cytogenetic Human Orphan, "virus orfani" perche’
inizialmente non si conosceva alcuna malattia con cui correlarli.A
differenza dei primi, pero’, l’esantema si verifica in un terzo dei
casi, mentre la malattia febbrile non specifica e la meningite asettica
costituiscono le manifestazioni piu’ consuete del virus ECHO (tipo 4,
9, 16). L’eruzione e’ piu’ frequentemente roseoliforme (fig. 391),
ma in associazione o come unica manifestazione possono comparire
elementi petecchiali. L’eruzione dura di solito 3 -5 giorni. Non
esiste terapia specifica; si puo’ tentare un trattamento sintomatico. |
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