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Ferite del bambino e ansie dei genitori
Lividi, escoriazioni, graffi e piccole ferite compaiono
all'improvviso su gambe, braccia e talvolta viso, del povero diavoletto che,
tutto preso com'è dalla sua attività, neanche si è accorto della causa
che li ha provocati.
di Francisco Marqeez E
cosi' ai genitori, che sono certamente più preoccupati di lui, spesso non sa
dare una risposta precisa sulla dinamica dell'incidente, ormai lontano nel
tempo, quasi un prezzo obbligato da pagare allo stare insieme con gli altri
bambini. E le domande dei genitori sono quasi sempre le stesse. Ti sei graffiato
con un ferro? Era arruginito? Hanno lavato la ferita? Ti hanno disinfettato
subito? Ed il bambino continua a rispondere alla sua maniera, a monosillabe,
distratto dal panino o dalla onnipresente televisione. t lui che deve
tranquillizzare i genitori che, ansiosi, continuano a chiedersi se la
vaccinazione antitetanica fatta a scuola è ancora valida, se non si dovrebbe
far ricorso al pronto soccorso, se forse c'è la necessità dei punti di sutura.
Questa focalizzazione. oltre misura, dell'attenzione sulla ferita ha quasi
sempre una duplice conseguenza: il bambino inizia ad impressionarsi, sente
maggiormente il dolore e chiede più attenzione. Il cerchio si è chiuso. Il
ruolo del genitore, mamma o papà poco importa, viene riconfermato: il bambino
soffre e noi siamo qui per aiutarlo. Un atteggiamento, ben inteso, estremamente
naturale, che ritroviamo in natura anche in altre specie e non a caso si dice
"leccare le ferite" riferendosi al gesto materno che permette,
attraverso la saliva e gli enzimi in essa contenuti, di accelerarne la
guarigione. Per far sì che il bambino viva questi piccoli traumi con serenità,
in modo tale che egli sappia gestire in maniera corretta e sempre più autonoma
quello che è il primo vero incontro con il dolore, sono poche le regole da
ricordare e da insegnargli. Va premesso che la pelle e le mucose dei bambini
sono molto più delicate di quelle di un adulto, meno protette perché lo strato
corneo è più sottile, ma decisamente più elastiche e facilmente rinnovabili.
Il contatto violento e rapido con un corpo tagliente, con l'asfalto o il
brecciolino, produce una lesione, un danno a livello cellulare, che può
variare a seconda della profondità, rimanendo spesso superficiale
(escoriazione) o approfondendosi verso il derma con conseguente fuoriuscita di
sangue, fino a giungere a livello del tessuto sottocutaneo e muscolare. Per
poter valutare in maniera precisa l'entità e la gravità della ferita bisogna
quindi immediatamente, ove essa appaia sporca e coperta di polvere, procedere
alla detersione della lesione. Il lavaggio con acqua corrente è sufficiente
allo scopo, mentre andrebbe tenuto presente che l'uso di saponi aggressivi oltre
che irritare la parte aumenta la sensazione di bruciore e di dolore. Meglio
ricorrere, se necessario, ad un prodotto complessa ovvero ad una sapone non
sapone. Per la disinfezione, ormai quasi del tutto abbandonato il vecchio alcool
denaturato, che secondo alcuni ricercatori aumenterebbe il numero degli
stafilococchi a causa di un effetto di rimozione degli acidi grassi che ne
limitano la crescita, ci sono in commercio tanti prodotti che uniscono ad una
minore azione irritativa una buona funzione di sterilizzazione. Nel caso di
ferite che non necessitano di punti di sutura e che possono essere, quindi,
trattate a casa, il passaggio successivo è quello della scelta di un prodotto
efficace e con alcune caratteristiche specifiche. Per la medicazione va tenuto
in conto, infatti, che il farmaco, al contatto con le zone cruente, non deve
aumentare il dolore o il bruciore, deve essere facilmente applicabile e deve
impedire la sopravvivenza di quelle specie batteriche anaerobiche, come
corinebatteri e clostridi che spesso contaminano le ferite e ne ritardano la
guarigione. Uno sguardo al libretto delle vaccinazioni, che andrebbe conservato
in un posto facilmente ritrovabile, permetterà di verificare se il bambino è
ancora protetto dalla vaccinazione trivalente, altrimenti è sempre
consigliabile di rivolgersi al proprio medico di fiducia o al più vicino pronto
soccorso. Per finire, ricordate sempre che promettere a vostro figlio un regalo
o una ricompensa per essersi fatti medicare, non ha un buon valore pedagogico,
perché egli si abitua a ritenere il suo comportamento quasi un favore fatto nei
riguardi dei genitori e tende a deresponsabilizzarsi nei confronti delle azioni
che lo hanno portato a ferirsi.
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