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Labbro leporino
Tra le malformazioni neonatali, la labiopalatoschisi e’
certamente fra quelle che dal punto di vista estetico e funzionale creano
piu’ problemi al bambino e ai suoi genitori. Ora le moderne tecniche di
chirurgia plastica consentono di intervenire molto precocemente e di ridurre
le conseguenze che potrebbero determinare ostacoli alla vita di relazione e
affettiva. La cura e’ lunga e complessa, coinvolge numerosi specialisti,
ma i risultati possono essere sorprendenti
del dott. Marcello Cavallero,
chirurgo plastico
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La
labiopalatoschisi o labbro leporino e’ una malformazione che interessa
il labbro superiore ed il palato provocandone una fessura piu’ o meno
estesa.L'interessamento delle due strutture (in altre parole labbro e
palato) e’ molto variabile in quanto puo’ essere rappresentata da
una sola incisura del labbro superiore e/o del palato molle oppure nei
casi piu’ gravi puo’ interessare le strutture nella totalita’
determinando quindi una schisi del labbro, della gengiva e del palato,
generando quella condizione malformativa che e’ definita come
"gola lupina".
L'incidenza della labiopalatoschisi in Italia e’ di circa un caso su
800 nascite, il che sta a significare che nel nostro Paese esistono
all'incirca 75mila persone affette da questa malformazione (come se in
una citta’ di media dimensione, tutte le persone presentassero una
schisi del labbro o del palato). |
E'
evidente come una malformazione che interessa strutture così importanti
dal punto di vista funzionale e estetico sia piuttosto difficile da
rimediare e richieda soprattutto tempi discretamente lunghi che
vanno dalla nascita fino al raggiungimento della maggiore eta’ e
talvolta anche oltre.Va da se’ che prima vengono riparate le
malformazioni, migliori sono i risultati in quanto lasciate a se stesse
queste non fanno altro che peggiorare, rendendo sempre piu’
difficile la loro riparazione.
A tale scopo noi siamo soliti intervenire entro il primo mese di vita
per correggere la lesione del labbro seguendo una metodica abbastanza
complicata (ideata dal famoso chirurgo plastico di Miami, Dr. Millard)
ma ormai seguita in tutto il mondo, che permette la chiusura della
schisi in un tempo solo nella monolaterale ed in due tempi nella
bilaterale. |
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Il
secondo momento della tempistica operatoria consiste nella chiusura del
palato che viene eseguita entro il terzo mese di vita, al fine di
evitare che in futuro il paziente parli nel naso. Anche questo tipo di
intervento, eccetto casi particolarmente gravi, viene eseguito in un
tempo unico e permette non solo la chiusura del palato duro e molle
contemporaneamente, ma anche l'allungamento dello stesso.
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| Quest'ultimo
e’ forse il presidio piu’ importante perche’ permette al bambino
di parlare in modo corretto, eliminando quindi la rinolalia che e’ il
postumo piu’ temuto nella palatoschisi in quanto segna il piccolo
paziente come portatore di handicap e tende quindi ad emarginarlo sia
nella vita di relazione sia affettiva La stessa stigma dal punto di
vista estetico deriva da una cattiva riparazione del labbro, ma ancora
di piu’ dell'ala nasale e del naso. La malformazione, infatti, nella
sua evoluzione intacca anche le cartilagini nasali e il setto generando
una serie d'anomalie a livello della punta e della piramide nasale che
vanno riparate fin dalla nascita e successivamente nel corso dei primi
anni di vita, per culminare poi in una rinoplastica estetica da
eseguirsi intorno ai diciotto anni.Un'altra grave problematica e’
rappresentata dalla schisi della gengiva, gia’ di per se’
difficilmente riparabile chirurgicamente, ma che comporta pure un'
agenesia o un'anomalia di posizione e/o d'eruzione dei denti anteriori,
in altre parole, incisivi canini o premolari. |
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La
correzione della posizione dei denti e’ particolarmente indaginosa e
lunga e puo’ richiedere l'applicazione di apparecchi correttivi anche
per diversi anni. Nei casi piu’ complicati in cui sia presente una
forte discrepanza fra i segmenti mascellari e mandibolari si deve
ricorrere dopo la puberta’ a interventi di chirurgia maxillo facciale
per permettere una giusta articolazione intendentaria. Da questa breve
considerazione sulla labiopalatoschisi appare subito evidente come la
terapia di questa malformazione interessi un enorme numero della
popolazione (molto piu’ delle comuni malattie conosciute) sia
estremamente complessa e lunga ed implichi la partecipazione di numerosi
specialisti quali il chirurgo plastico, l'ortodontista, il logopedista,
nonche’ lo psicologo. |
| Se
la terapia chirurgica e’ iniziata nei primi anni di vita e se il
paziente e’ seguito con attenzione durante la crescita (specialmente
da parte dell'ortodontista) si ottengono risultati veramente
sorprendenti, che cancellano completamente i segni della malformazione e
permettono al paziente di condurre un'esistenza piu’ che normale sotto
tutti i punti di vista |
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