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Perdita di feci nei bambini
Del dr Giacinto Marrocco aiuto
chirurgo pediatra ospedale S. Camillo La perdita di
feci, non correlata a un'anomalia o malattia organica dell'intestino, puo'
riscontrarsi fin dalla prima-infanzia e rappresentare il sintomo di un piu'
profondo disturbo: la stipsi funzionale. Frequente nei bambini, e' legata a una
massiva ritenzione fecale cui si associa, comunemente, distensione addominale e
dilatazione dell'ampolla rettale. E' causata da problemi di natura psicologica e
relazionale. Puo' essere considerato stitico il bambino che presenta feci con
ridotto contenuto idrico e, pertanto, di difficoltosa evacuazione. La frequenza
delle evacuazioni e' solo uno degli elementi per valutare la normalita' della
funzione intestinale e va confrontata con quella di soggetti della stessa eta',
tenendo conto del fatto che la variabilita' dell'alvo nei primi anni di vita e'
rilevante e e' correlata in maniera significativa con l'apporto totale
giornaliero di cibo. L'acquisizione della continenza fecale e' un fenomeno che
si realizza intorno al 2°/3°anno di vita, corrisponde al progressivo abbandono
del pannolino e in molti bambini coincide con il raggiungimento della continenza
urinaria. Gia' nei primi mesi di vita, la comparsa di difficolta' nelle
evacuazioni puo' essere legata ad un problema funzionale derivante dalla
esperienza di evacuazioni dolorose di feci dure con lacerazione della mucosa
anale e comparsa di ragadi. Una drastica modifica della qualita' dei cibi puo
indurre un quadro di stipsi improvvisa. Talvolta il dolore e' evocato dal
passaggio di feci nell'area perianale sede di gravi dermatiti da pannolino. Vi
sono lattanti di eta' compresa tra una e dieci settimane in cui l'atto della
defecazione sembra richiedere un grande sforzo. I genitori, con preoccupazione,
descrivono il proprio bambino come "stitico" perche' al momento di
evacuare si lamenta, piange, diviene rosso in viso e solo dopo 5-10 minuti di
sforzi espelle feci di aspetto, volume e calibro normale. Dopo l'evacuazione, si
tranquillizza e non presenta ulteriori disturbi, cresce bene e non ha feci dure
nell'ampolla rettale. Si tratta, in sintesi, di quei bambini che traggono
giovamento dall'uso del famoso "prezzemolo" o della stimolazione anale
con il termometro. Il sintomo cessa dopo poche settimane e non si verificano
altri problemi connessi all'evacuazione nel resto della vita. Questo quadro
clinico e' causato da una incapacita' del lattante di coordinare rilasciamento
del pavimento pelvico e contrazione dei muscoli addominali (manovra di Valsalva),
fenomeno necessario perche' si verifichi una agevole espulsione delle feci. Non
e' necessario alcun intervento terapeutico. I genitori devono essere rassicurati
riguardo la normalita' di un fenomeno che si risolve spontaneamente nell'arco di
poche settimane e che e' legato esclusivamente al normale processo di
maturazione neurologica. Statisticamente, al di sotto dei due anni, cause
organiche e funzionali di stipsi sono presenti in eguale misura, oltre i due
anni la stipsi e' quasi sempre funzionale (90% dei casi) ovvero non dovuta a
patologia organica intestinale o extra-intestinale. Le cause sono: l'educazione
al vasino troppo precoce e/o coercitiva, problemi psicologici di varia natura e
diete carenti in fibre oppure improntate a bizzarre preferenze alimentari del
bambino. Alcuni bambini diventano stitici perche' troppo sedentari o perche'
trattengono le feci per non interrompere le proprie attivita' ludiche, altri
perche' le condizioni dei servizi igienici disponibili sono scadenti o,
comunque, poco adatte alle esigenze (dimensioni, privacy) di un bambino. La
stitichezza puo' insorgere in occasione di stress familiari o emozionali
(cambiamenti di vita, traslochi, vacanze, nascite di fratelli, separazione dei
genitori e qualsivoglia alterazione della routine giornaliera). In tutti i casi,
piu' a lungo le feci sono trattenute, piu' acqua viene riassorbita nel retto e
piu' difficile diviene eliminarle a causa dell'aumento del loro volume e della
loro consistenza. Cio' comporta fastidio e dolore ingravescente al passaggio del
materiale fecale, responsabile a sua volta di ulteriori e sempre piu' evidenti
tentativi di differire le successive evacuazioni. Si stabilisce quindi un
accumulo di fecalomi nell'ampolla rettale e il continuo contatto con le pareti
rettali determina l'assuefazione del sistema sensoriale propriocettivo viscerale
che cessa di inviare segnali al sistema nervoso centrale con conseguente perdita
della capacita' di apprezzare la sensazione di riempimento del retto. La stipsi
diviene pertanto strutturata e compare il sintomo tipico della costipazione di
tipo funzionale l'encopresi. Il comportamento di bambini con stipsi cronica
funzionale e' caratterizzato dalla comparsa di tipici atteggiamenti del corpo e
del viso: natiche strette, gambe incrociate, deambulazione sulle punte dei piedi
saltellando qua e la per la casa senza un motivo apparente. Durante tali episodi
si hanno piccole perdite fecali perche' i voluminosi fecalomi, accumulatisi
nell'ampolla rettale, distendono il retto, comprimendo il canale anale e
dilatando lo sfintere interno e compromettendo il meccanismo di continenza. Le
feci "liquide"che provengono dal colon trasverso scivolano tra massa
fecale ritenuta e pareti del retto, imbrattando in maniera continua gli
indumenti. I genitori interpretano i comportamenti e la perdita fecale come
tentativi volontari di defecazione impedita da motivi contingenti quali ragadi,
stitichezza, etc. Spesso il bambino viene portato all'attenzione del medico
perche' presenta, secondo i genitori, "diarrea". Talvolta, la comparsa
di scariche diarroiche imponenti e di odore nauseabondo, e' legata all'infezione
dell'ammasso fecale per una rapida riproduzione batterica e conseguente colite
tossica. Raramente il genitore e' cosciente della reale problematica vissuta dal
bambino che, al contrario di quanto si possa supporre, e' concentrato in uno
sforzo il cui unico fine e' quello di non evacuare. Circa i due terzi di questi
bambini hanno una storia, che risale al periodo neonatale, caratterizzata da
evacuazioni infrequenti o difficolta' nell'eliminazione fecale, interventi
terapeutici ripetuti sotto forma di clisteri, supposte e modifiche
dell'alimentazione, tentativi di persuasione, rimproveri e punizioni che
culminano tutte in un sentimento di disperazione e sconforto. I genitori
interpretano l'intero processo come un loro fallimento o come una provocazione o
pigrizia del figlio. I bambini giocano poco con i loro coetanei e si isolano,
anche per il cattivo odore delle feci emesse involontariamente. Nelle forme piu'
gravi, la palpazione dell'addome rivela le masse fecali ritenute. Le evacuazioni
sono rare, con intervalli talora superiori alla settimana, e caratterizzate dall'emissione
di feci voluminose che sorprendono i genitori. Molti bambini escludono qualsiasi
riferimento alle feci e negano il bisogno di defecare. Spesso preferiscono
restare soli in un angolo o sdraiarsi sul pavimento. I maschi sono interessati
con una frequenza circa quattro volte superiore a quella delle femmine. E'
frequente un'instabilita' emotiva caratterizzata da una vasta gamma di
manifestazioni tra cui intense risposte motorie associate a scarsa espressivita'
del viso, eccessiva sensibilita' nei confronti delle critiche, stato ansioso con
facilita' al pianto, etc . Nella maggior parte dei casi esiste una turba nei
rapporti sia con i genitori sia con i coetanei.
Falla per mamma
L'uso di cibi omogeneizzati protratto oltre i 10 mesi di vita, l'impiego
preferenziale di amidi purificati nella dieta ed una dieta ad elevato contenuto
proteico possono facilitare l'insorgere di stipsi. Le proteine, infatti, sono
quasi completamente digerite ed assorbite, lasciando scarso residuo. L'errata
educazione all'uso della toilette e', spessissimo, se non causa, almeno concausa
dell'insorgenza della stipsi. L'abitudine al vasino pero e' qualcosa di ben piu'
complesso di una semplice maturazione funzionale neuro-motoria che risente
fortemente della variabilita' individuale del bambino e della sua interazione
con l'ambiente familiare. A 18 mesi gia' il 60% dei bambini e' in grado di
utilizzare il vasino; questa percentuale sale al sale al 90% verso i tre anni.
Un bambino costretto a sedere sul vasino troppo precocemente o per periodi
troppo protratti e che avverte un eccessiva ansia familiare rispetto alle
proprie evacuazioni reagisce trattenendo le feci. Il controllo sulle feci e' uno
dei primi poteri che il bambino impara ad esercitare: dal momento in cui
intuisce che le evacuazioni compiacciono i genitori e che egli e' in grado di
trattenerle a suo piacere, l'evacuazione diventa un modo per conquistare
l'approvazione dei genitori e la ‘non-evacuazione' un modo per esprimere la
propria volonta'. Punizioni, comportamenti rigidi o coercitivi nel corso
dell'educazione al vasino portano ad una contenzione reattiva delle feci ed alla
resistenza al toilette training stesso. L'uso di clisteri e supposte, sebbene
utile nei primi periodi di trattamento dei bambini con impacco fecale, enfatizza
in misura eccessiva le funzioni intestinali, causando una tensione nei rapporti
madre figlio.E' opportuno, quindi, ricorrere il meno possibile a questi mezzi
nell'ambiente domestico. Se il problema di fondo e' rappresentato da un problema
emotivo piu' radicato, e' necessario riocrrere ad un trattamento
neuropsichiatrico che possa risolvere la turba emotiva di base causa della
stipsi. Spesso la sola terapia neuropsichiatrica non riesce a risolvere il
sintomo stipsi. L'associaione di terapia psicologica familiare e terapia
farmacologica consente un sostanziale miglioramento della sintomatologia. E'
fondamentale che gli eventuali insuccessi terapeutici, coś come le temporanee
ricadute, non siano vissuti dal paziente, dalla sua famiglia e dal medico
curante con un'eccesso di ansia o di colpa che potrebbe aggravare la
sintomatologia. I rapporti fra il medico ed i familiari del paziente dovrebbero
essere frequenti, non solo in occasione dei controlli (almeno mensili), ma anche
sotto forma di contatti telefonici. A volte le interazioni familiari si
strutturano intorno all'alvo del bambino in maniera cosi rigida che la
risoluzione del problema stipsi puo' rappresentare una minaccia per l'equilibrio
familiare.
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