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Tempo di mutamenti
di Barbara Di Chiara
La professoressa Rita Levi Montalcini racconta il suo
impegno nel sociale e alcune idee per una nuova pedagogia
E' una delle grandi figure della ricerca e della cultura italiana. Nominata nel 2001 senatrice a vita, dopo il premio Nobel per la Medicina del 1986, riceve ancora innumerevoli riconoscimenti nazionali e internazionali. Ma al di la' dell’apporto dato allo sviluppo della medicina con la scoperta di una proteina, il NGF, acronimo per nerve growth
factor, capace di stimolare la crescita delle cellule nervose, e oggi al centro di interessanti studi per la cura dell’AIDS e del cancro, testimonia con la sua intera vita un impegno civico e sociale che le procurano rispetto anche al di fuori della comunita' scientifica. Nata a Torino nel 1909, si laureo' in Medicina con il famoso istologo Giuseppe Levi. Costretta a lasciare l’universita' a causa delle leggi razziali, inizio' le sue ricerche sul sistema nervoso in un laboratorio di fortuna allestito in casa. Dopo la guerra fu invitata negli Stati Uniti, alla Washington University di
St. Louis, dove rimase quasi trent’anni. Dopo il Nobel
e' tornata in Italia dove ha continuato i suoi studi presso i laboratori del CNR, dividendo il suo tempo fra un’intensa attivita' letteraria e un forte impegno sociale concretizzatosi nella creazione di una Fondazione che porta il suo nome e che
e' finalizzata ad aiutare le donne nei Paesi in via di sviluppo.
Una conferenza della Prof. Levi Montalcini e' sempre accolta con grande interesse e si trasforma in un bagno di folla che con il proprio applauso manifesta il rispetto e la gratitudine per una testimonianza di vita dedicata principalmente agli altri, ai malati, ai piu' deboli. E per diffondere con immutata passione le sue idee che la professoressa Rita Levi Montalcini ha accettato d’incontrare in due manifestazioni, organizzate a Roma e Milano dalla Johnson &
Johnson, diverse centinaia di farmacisti. Gli intervenuti, dopo una breve presentazione tenuta in rappresentanza dell’azienda americana da parte di Luciana
Zanghi, Professional Marketing Manager Italia, e Giusy Bonfantino, Pharmacy B.U. Director Italia, hanno avuto modo di ascoltare un interessante discorso sui mutamenti che avvengono dentro di noi in particolare nella prima infanzia fino all’adolescenza e come gli attuali sistemi educativi e formativi possono rivelarsi insufficienti a stimolare quella crescita umana e personale che trova nel cervello uno dei luoghi deputati piu' importanti.
“e' urgente attuare una totale revisione dei sistemi educativi e didattici dell’infanzia, e altrettanto importante
e' l’entrata in atto di due vaste categorie a tutt’oggi coinvolte: quella giovanile e la componente femminile del genere umano. All’inizio del millennio, queste stesse capacita' devono entrare in gioco per conseguire la vittoria nella partita in atto: la sopravvivenza della specie umana”. Si tratta di un concetto sviluppato piu' in profondita' nel volume della Montalcini di recente pubblicazione, “Tempo di mutamenti”, da cui il titolo della suddetta serata.
“L’uomo e la specie umana stanno lentamente andando incontro a una sorta di preoccupante auto-estinzione, causata dallo scarso utilizzo che spesso si fa della nostra arma principale, cioe' della capacita' raziocinante, privilegio esclusivo dell’homo sapiens. Sono in gioco la sopravvivenza della nostra e di altre specie viventi, poiche' le minacce crescono sempre di
piu'. Non
e' certo intenzione dare alcuna visione catastrofica, ma nemmeno assecondare questo incalzante atteggiamento fatalistico e pessimista che inibisce ogni possibilita' d’azione. Fattore di enorme importanza - secondo la professoressa -
e' rappresentato dai giovani: innanzitutto a partire dalla fase infantile, durante il quale la persona viene formata, proseguendo poi attraverso l’adolescenza, periodo in cui ci si confronta per le prime volte con la vita.
e' essenziale dunque il ruolo delle istituzioni educative, ma anche degli adulti, che devono mettere a disposizione la loro esperienza e insegnare ai giovani a non sopravvalutare gli aspetti negativi di un evento, e a sapere attendere quando arrivera' il lato positivo, magari a lungo termine, considerando in particolar modo la sfiducia assai diffusa fra gli adolescenti nel proprio futuro o nelle proprie potenzialita'”. Secondo la Levi
Montalcini, “i sistemi educativi devono innanzitutto essere ispirati a valorizzare le capacita' intellettuali, che la natura attribuisce e distribuisce in modo casuale e identico in ambo i sessi. Ne deriva la necessita' di un’acquisizione di consapevolezza del proprio valore anche da parte del sesso ancora oggi spesso denominato debole. I due cromosomi X che caratterizzano le donne, debbono essere valorizzati per aiutare a tirare fuori dal sesso femminile le enormi risorse di energia intellettuale, spesso inutilizzata da millenni, e a restituire loro il senso della dignita' di essere pensante e responsabile delle proprie azioni”.
Un discorso che qualcuno potrebbe considerare, con superficialita', di natura femminista, ma che la Levi Montalcini motiva con ragioni biologiche e sociali. Il messaggio finale
e' quello che ognuno di noi deve trasformarsi da spettatore ad attore nell’arena della vita e che questa
e' la vera rivoluzione socio culturale che potra' salvare l’uomo nel momento dell’impatto con le nuove realta' che la ricerca e la tecnologia gli pongono continuamente di fronte.
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