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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

ENPAM: 70anni di storia

Compie gli anni l'Ente di Previdenza e Assistenza dei Medici e Odontoiatri Italiani, il piu' grande fra gli enti privatizzati nel 1994

di Giorgio Bartolomucci


Correva l'anno 1937… a Roma il regime Fascista, al massimo del proprio impero, inaugurava gli stabilimenti cinematografici di Cinecitta' e nell'ambito della progettazione dell'Esposizione Universale del 1942 costruiva il bianco Palazzo dei Congressi che ancor oggi ospita importanti manifestazioni nazionali e internazionali. Quell'anno i medici italiani erano intorno ai quarantamila, uno ogni mille abitanti, e a loro favore veniva costituita per legge la Cassa di Assistenza del Sindacato Nazionale Fascista Medici che doveva rappresentare il gestore unico della tutela previdenziale dell'intera categoria, inclusi i liberi professionisti. Questa decisione s'inseriva nella generale linea di tendenza del fascismo a concentrare gli interlocutori del Governo per classi portatrici di interessi socio-economici omogenei, conferendo poi ad essi la funzione di referenti istituzionali del regime. Lo scopo era anche quello di non far gravare sullo Stato gli effetti economici del fenomeno dell'espansione di nuovi diritti previdenziali che non si potevano finanziare mediante il ricorso alla fiscalita' generale, ma sarebbero dovuti diventare l'espressione di una solidarieta' corporativa, a carico di tutti i soggetti appartenenti al medesimo gruppo professionale. In altre parole, l'onere economico connesso all'eliminazioni di eventuali disuguaglianze sociali veniva imputato alla collettivita' e ripartito fra tutti i suoi membri, mediante la nascente Cassa di Previdenza Sociale il cui scopo prioritario era quello di erogare assegni assistenziali temporanei o una tantum agli iscritti o ai loro familiari che si trovassero in particolari stati di bisogno. Il Regio Decreto che la costitui' e' datato 11 luglio 1937, ed e' quindi questa la data in cui si puo' far risalire la nascita e in base alla quale quest'anno si celebra il settantesimo compleanno. Una storia caratterizzata da diverse vicende storiche, a partire dalla seconda guerra mondiale e la successiva caduta del Fascismo cui segue nel 1946 la ricostituzione degli Ordini dei Medici con l'obbligo di iscrizione al proprio Ente di Previdenza. E' pero' la nuova Costituzione Repubblicana che con l'art. 38 stabilisce attraverso Istituti predisposti dallo Stato che i lavoratori, anche autonomi e liberi professionisti, hanno diritto e siano preveduti e assicurati mezzi, adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidita' e vecchiaia. Nel 1950 avviene la trasformazione dell'originale Cassa di assistenza in Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici, ente di diritto pubblico, che da' inizio all'erogazione di prestazioni assistenziali non piu' episodiche ma continuative. Il primo Presidente della nuova Enpam e' il professor Andrea Benagiano, e si deve a lui l'impegno che porto' nel 1958 al primo Regolamento di Previdenza e, l'anno successivo, al primo Statuto dell'Enpam. Gli iscritti erano tenuti al versamento di un contributo fisso di duemila lire al mese e dell'un per mille dei redditi imponibili. Le altre entrate erano rappresentate dalle apposite marche enpam che gli iscritti acquistavano e applicavano obbligatoriamente sui certificati medici. In cambio venivano previste una pensione di vecchiaia, o in caso di inabilita', una pensione di invalidita' che non poteva superare la misura fissa di 360mila lire annue. La pensione ai superstiti subiva una decurtazione in rapporto alla composizione del nucleo familiare. In questo modo si affermava, a fianco del concetto di Previdenza Generale, estesa a tutti gli iscritti, una seconda tutela basata sui redditi provenienti da una specifica attivita' professionale non gia' assicurata dall'Inpdap (per i medici in rapporto di pubblico impiego) o dall'Inps (per i lavoratori dipendenti a contratto). La nascita del Fondo Speciale (1959) e la sua tripartizione nel 1972 (ambulatoriali, medici generici, specialisti esterni) inizia la fase delle tante riforme strutturali, e dei complessi regolamenti di calcolo dei trattamenti, che si sono succeduti nel corso dei decenni successivi. Nell'ambito di un disegno politico di riforma dell'intero welfare state e di una piu' ampia riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, il 24 novembre 1995, con l'approvazione di un nuovo Statuto viene sancita la definitiva trasformazione dell'Ente in Fondazione Enpam, da ente di diritto pubblico ausiliare dello Stato in ente di diritto privato che persegue fini pubblicisticamente rilevanti. A guidarla viene chiamato il Prof. Eolo Parodi, uomo di riconosciute capacita' politiche e organizzative messe in mostra in anni di attivita' sindacale e da Presidente della Federazione degli Ordini dei Medici. E' con lui che attraverso un nuovo Statuto gli odontoiatri sono stati definitivamente inseriti fra le categorie di sanitari assicurati dall'Ente e che il processo di privatizzazione ha seguito il suo corso concretizzandosi nella piena autonomia gestionale, organizzativa e contabile, pur soggetta alla vigilanza del Ministero del Lavoro, del Tesoro e della Corte dei Conti in relazione alla natura pubblica dell'attivita' svolta. A distanza di oltre quattordici anni, oggi il Presidente Parodi, coadiuvato dalla Direzione Generale del dott. Alberto Volponi, si avvicina all'obiettivo iniziale di modernizzare il sistema previdenziale dei medici e degli odontoiatri, riqualificando patrimonio e investimenti finanziari che fungono da garanzia per la missione solidaristica dell'Ente e per l'erogazione delle attuali e future pensioni. Ma lo scopo e' anche quello di riuscire finalmente a trasformare l'errata percezione che la gran parte degli iscritti ha dell'Enpam, che non e' un esattore di tasse, ma un raccoglitore di contributi da gestire e restituire sotto forma di assegni mensili nel corso dell'intera fase post-lavorativa. Un momento della vita che ognuno di noi e' destinato a vivere, piu' o meno bene, a seconda di quello che avra' seminato - e in caso dell'Enpam versato - durante gli anni lavorativi. 
vita da medico di Eolo Parodi un medico che non invecchia
Eolo Parodi, medico, ricercatore, deputato europeo e nazionale, dal 1977 al vertice della categoria dei medici italiani. Il giornalista Giuliano Crisalli lo racconta nelle sue diverse sfaccettature nelle pagine di ''Eolo Parodi, vita da medico'' (ed. ReAd@zione, 165 pag.) parlando dell'impegno e delle tante battaglie sostenute per i medici e la medicina, per la salute e la sanita', a beneficio di pazienti e cittadini, in nome degli ideali di liberta' e cristiana solidarieta'. Una lunga intervista condotta sul filo della memoria, fra episodi e anneddoti anche divertenti, ma densa, al tempo stesso, di spunti e indicazioni su cui interrogarsi e riflettere. Ne emerge una figura rassicurante e incoraggiante, attiva e inarrestabile, dalla esuberante cordialita'. Un vero medico con la M maiuscola. E se per 140 pagine il protagonista si racconta sfuggendo l'autocelebrazione, gli ultimi interventi di amici ed estimatori rendono omaggio ai suoi 



 

 


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