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Nel panorama del Sistema Previdenziale Italiano convivono con buoni
risultati Enti di previdenza pubblici e privati. Dalle indagini svolte da
Istituti specializzati, non mancano su ambedue i fronti problemi e
difficolta' di carattere strutturale e contingente. Fa piacere sapere,
pero', che nel recente Rapporto Italia 2010, redatto dall'Eurispes, e'
emerso che il nostro Ente previdenziale, la Fondazione Enpam (Ente
Nazionale di Previdenza e Assistenza Medici e Odontoiatri) e' stato
indicato come ''Un esempio di buona amministrazione, di conduzione
economica corretta e trasparente, di capacita' e competenza del
management''. In altre parole, una promozione a pieni voti che valuta come
virtuoso il passaggio dal pubblico al privato avvenuto nel 2000, ''per
aver prodotto i risultati sperati imprimendo all'Ente maggiore agilita' e
flessibilita' senza metterne in discussione la missione sociale ed
economica''. Non tutti conoscono la storia dell'Epam che puo' essere
riassunta in pochissime date: nel 1937 viene istituita la Cassa di
Assistenza del Sindacato Nazionale Medici. Nel 1950 viene trasformata in
Ente di diritto Pubblico assumendo la denominazione attuale, e 45 anni
dopo, il 24 novembre 1995, sotto la gestione del Presidente, Prof. Eolo
Parodi, viene approvato lo Statuto della privatizzazione dell'Ente. Alla
luce dei risultati degli ultimi dieci anni e del riconoscimento che viene
dall'Eurispes parliamo dello stato di salute della Fondazione, con il
Direttore Generale dell'Enpam, dott. Alberto Volponi. ''All'interno del
capitolo dedicato dall'Eurispes al caso Enpam e alla virtuosa
trasformazione da Ente Pubblico a Privato, vengono messi in evidenza
diversi indicatori di cui siamo molto orgogliosi. Il primo ha a che fare
con il personale. Nel 1994 era di 464 unita' e alla fine del 2009 e' fermo
a 472: una crescita di 8 unita' cui ha fatto riscontro, nello stesso
periodo, un aumento di ben 75.000 iscritti attivi di cui l'Ente si ooccupa
quotidianamente e - come scrive l'Eurispes - con migliori risultati in
termini di efficienza e di servizio agli assistiti. Lei crede che i medici
conoscano abbastanza il ruolo e le attivita' svolte dalla Fondazione Enpam
a loro favore? Probabilmente dobbiamo fare di piu' per far sapere quali
sono i nostri risultati, ma credo che prima o poi, durante la carriera di
ognuno di noi, arriva il momento in cui ci si dovrebbe fermare e capire
che noi non siamo - come spesso purtroppo si crede - esattori di tasse e
balzelli vari, ma gestori dei risparmi, pagati sotto forma di contributi
dai medici, in base al loro reddito e alla loro occupazione. Tutti
dovrebbero sapere che la Fondazione attua la Previdenza e l'Assistenza a
favore degli iscritti, dei loro familiari e superstiti attraverso la
gestione di quattro Fondi: quello di Previdenza Generale che comprende la
Quota A, obbligatoria come conseguenza automatica all'iscrizione all'Albo
Professionale, e la Quota B, quest'ultima legata alla Libera professione;
il Fondo di Previdenza per i Medici di Medicina Generale, i Pediatri di
libera scelta e gli Addetti ai servizi di continuita' assistenziali; il
Fondo di Previdenza per i Medici Specialisti Ambulatoriali e, per finire,
il Fondo per i Medici Specialisti Esterni. Ci parli delle prestazioni che
fornite. Attualmente, a fronte di circa 343.000 iscritti attivi,
garantiamo a piu' di 82.000 colleghi una pensione anticipata di anzianita'
o ordinaria di vecchiaia, una pensione di invalita' assoluta o permanente,
oltre alla pensione ai superstiti, indiretta o di reversiilita'. In piu'
riconosciamo e paghiamo l'indennita' di maternita', di adozione, di
affidamento produttivo, di aborto e l'integrazione delle pensioni al
trattamento minimo dell'INPS. Con quali denari?In primo luogo i contributi
annuali degli iscritti che entrano a far parte del Patrimonio della
Fondazione, la cui gestione e' stata di recente promossa anche dalla Corte
dei Conti che ha riconosciuto come la nostra politica di ristrutturazione
del patrimonio immobilizzato, in particolar modo in abitazioni e immobili
di prestigio, e la cura nell'impiego della liquidita', abbiano aumentato
la redditivita' complessiva e contenuto la volatilita' del suo valore
anche in presenza delle gravi crisi economiche e finanziarie
internazionali. Una stabilita' gestionale cui va aggiunta la crescita del
patrimonio netto che in 15 anni si e' quadruplicato arrivando oggi a
sfiorare i 10 miliardi di euro.
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