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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 

Le magie della finanza creativa

del dott. Alberto Volponi, esperto di programmazione sanitaria

dottor Alberto Volponi

Le Regioni per fare cassa vendono gli ospedali pubblici per poi riacquistarli con il leasing. I docenti universitari sono sempre piu' vecchi. Si fa strada il concetto di tolleranza zero. Problemi che l’Italia affronta senza essere credibile 

Tutta la comunita' scientifica internazionale e' concorde nel ritenere che nel nostro DNA di italiani e' ben sviluppato il gene della creativita'. 

L’arte di arrangiarsi, che tante volte ci ha tirato fuori dai guai, e' in effetti patrimonio di tutti gli italiani. Di fronte alle difficolta', di qualunque genere, sappiamo cavarcela lasciando le briglie alla nostra fantasia, capace di inventare soluzioni spesso magiche. Non c’e' quindi da meravigliarsi se di fronte al buco nero dei conti della Sanita' scendono in campo gli esperti non gia' di programmazione, gestione o di economia sanitaria, ma di finanza; e quale finanza, se non “creativa”?
Cosi' in Sicilia parte la sale and lease back ovvero le aziende ospedaliere vendono i propri beni, compresi gli ospedali, attraverso un’asta internazionale. Chi vince l’asta deve lasciare la gestione alle ASL che in dieci anni rimborsano il valore degli immobili, compresi gli interessi, per poi riscattarli con l’ultima rata.
Il risultato? No comment!
La Regione Lazio ha il primato di avere, per prima, praticato la cartolarizzazione, altra parola magica, ovvero ha venduto a una societa' creata ad hoc, la Gepra, il patrimonio ospedaliero delle Aziende. e' evidente che scegliere la cartolarizzazione significa impoverire, e gravemente, l’azienda che avra' un futuro sempre piu' incerto e stentato. Purtroppo altre Regioni si avviano verso soluzioni analoghe.
Le strade, in verita' sono altre: razionalizzare il sistema, ridurre gli sprechi anche attraverso l’appropriatezza delle prescrizioni e degli atti medici, e dall’altro versante garantire un flusso certo, puntuale, programmato di risorse, e reperire eventuali risorse aggiuntive, attraverso un riequilibrio delle voci di spesa del Welfare. 
In questa direzione bisogna muoversi in un quadro chiaro di interventi che abbiano una precisa valenza nazionale, evitando confuse e contraddittorie soluzioni localistiche e sperimentali. Basta con il disastroso “fai da te”.
Qui si rischia il destino del personaggio della Roma stracciona di Pasolini a cui non restavano nemmeno “gli occhi pe' piagne”, altro che finanza creativa.

Universita' della terza eta'
Non e' quella riservata agli ultrasessantenni che trovano nuovi interessi culturali a frequentare corsi universitari appositamente organizzati. e' l’istituzione Universita' italiana che puo' definirsi, grazie all’eta' media dei suoi docenti, della “terza eta'”. 
Il 65% dei professori ordinari e il 40 % degli associati ha tra i 55 e i 75 anni (!); il 47% dei ricercatori piu' di 45 anni.
Lasciamo stare, poi, l’impegno profuso dei docenti, giustificato anche dall’eta', e da come si vincono i concorsi (nove volte su dieci sono i docenti dello stesso ateneo a vincere le cattedre).
Cose note a tutti eccetto al Ministro di turno. Ci viene da pensare, a proposito di ricambio generazionale del “corpus” accademico universitario, all’episodio per cui passo', in qualche modo, alla storia, il professor Isaac Barrow della Trinitry College di Cambridge.
Il professor Barrow, illustre insegnante di matematica, aveva fra i suoi studenti un certo Isaac Newton, giovane molto promettente che gli sottoponeva frequentemente ingegnose soluzioni a problemi matematici.
Il giorno in cui il ventiquattrenne Newton spiego' al suo professore la legge di gravitazione universale il professor Barrow scese dalla cattedra e lascio' definitivamente il posto al suo allievo. Era l’Inghilterra del 1677.

Tolleranza zero
Nel lessico parlamentare e' entrata di prepotenza l’espressione “tolleranza zero”. Ormai e' lungo l’elenco delle materie: tolleranza zero contro la prostituzione, l’immigrazione clandestina, scippi, pirati della strada, violenza negli stadi, droghe leggere.
A ben vedere l’invocata “tolleranza zero” rimane, appunto, una forma di invocazione anche perche' appare poco credibile uno Stato che minaccia sfracelli per chi viola alcune regole e premia, e che premi, chi fa strame di altre. Probabilmente si rende necessario ricondurre i parametri di misurazione del principio della legalita' a criteri piu' rigidi e meno, meno elastici.
Come si puo' essere presi sul serio nello sbandierare la cultura della legalita', da riaffermare a ogni costo, se si insiste nei condoni edilizi, fiscali ormai tombali tanto da arrivare alla conclusione che il condono, oltre ad essere immorale, e' immortale?
Come si fa a perseguire anche con il carcere, chi fuma lo spinello e a graziare chi fa scempi delle nostre bellezze paesaggistiche, chi falsifica i bilanci delle aziende, truffando gli azionisti, fino ad acclamare in modo festoso coloro che, finalmente premiati, riportano in Italia, i soldi dalle banche svizzere, o chi non paga le tasse?
Al Capone ci fini' in galera per aver evaso le tasse.
Altre storie, altri paesi, altra serieta'! 



 

 

 


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