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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 

Prof. Stefano Calvieri, Direttore Clinica Dermatologica dell’Universita'  La Sapienza di Roma

Intervista al Prof. Stefano Calvieri

Prof. Stefano Calvieri, Direttore Clinica Dermatologica dell’Universita'  La Sapienza di Roma

I dermatologi italiani devono fare muro per difendere la specialita' dall’erosione delle competenze e dalle pretese di risparmio che la penalizzano in posti letto. E possono contare sullo spazio di comunicazione messo a disposizione da una storica rivista

Da anni si assiste a una lenta e progressiva erosione delle competenze del dermatologo. Basti pensare alle Malattie Sessualmente Trasmesse, alle malattie allergiche, a quelle autoimmuni, ecc. Senza sottovalutare il problema dei “medici estetici”, un gruppo eterogeneo di colleghi, alcuni senza specializzazione, che esercitano la loro pratica sulla cute, organo la cui conoscenza pero' e' prerogativa assoluta e caratterizzante del dermatologo”. 
Con queste parole, a caldo, appena terminato il suo intervento al Congresso Nazionale dell’ADOI, inizia l’intervista il Prof. Stefano Calvieri. Il direttore della Clinica Dermatologica dell’Universita' La Sapienza di Roma, ha voglia di continuare a parlare della politica della dermatologia italiana. “Come delegato SIDEV presso il Ministero della Sanita', insieme al Prof. Sergio Chimenti, stiamo svolgendo, una serie di battaglie a favore della nostra disciplina. La prima sul problema della dermochirurgia, un’altra sulla drammatica riduzione dei posti letto. Il nostro e' un ruolo piu' politico, quasi lobbyistico, di rappresentanza dei nostri legittimi interessi ma anche di quelli, ancor piu' importanti, dei malati e delle loro famiglie”.
Un periodo travagliato per i dermatologi...
Molto di piu'...da tempo molte Cliniche Universitarie e molti Reparti di degenza ospedalieri hanno visto una drammatica riduzione dei posti letto, e la frase piu' usata dagli Assessori alla Sanita' e dai Direttori Generali e' che si segue il modello anglosassone, in cui la Dermatologia non necessita di posti letto di degenza ordinaria. In questa direzione sembrano andare altri elementi come l’inadeguatezza dei DRG per le prestazioni ambulatoriali, ma ancor piu' per i ricoveri ordinari e di Day Hospital. 
In questo contesto s’inserisce il rilancio della vostra storica testata Dermatologia Clinica...
Certamente. La rivista fu fondata nel 1978, all’interno della nostra Clinica, su un’idea del Prof. Ribuffo, in parallelo alle Giornate di Dermatologia Clinica, ma lentamente, negli ultimi anni, e' andata incontro a un declino: i lavori arrivano con il contagocce e non sono sempre di buon livello scientifico. Con i miei collaboratori abbiamo quindi deciso di trasformarla in un giornale, nel solco della tradizione ancorato alla casistica clinica, ma anche luogo di dibattito e di confronto su problematiche di vita professionale quotidiana, nei rapporti fra dermatologo e SSN, Regioni, altre discipline mediche e chirurgiche. Per compiere un’opera di costante informazione dei nostri colleghi, e rendere, ove possibile, piu' omogenee, coordinate e piu' incisive le nostre azioni. Ci sara' inoltre uno spazio per le iniziative prese da tutte le Societa' dermatologiche nei confronti delle Autorita' competenti a favore della dermatologia. Per quanto riguarda la SIDEV, pubblicheremo i resoconti delle riunioni regionali che da quest’anno verteranno anche su questi temi. Speriamo che la rivista diventi uno strumento utile al Dermatologo e adeguato ai tempi.
Cosa si aspetta dai suoi colleghi?
La collaborazione di tutti: a livello individuale e delle varie Societa', per contribuire a creare un argine difensivo della nostra disciplina. Che ci inviino materiali e riflessioni, e, non ultimo che si abbonino al giornale per permettergli di continuare a vivere.


 

 

 

 


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