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momento di confronto. I volumi pubblicati a stampa saranno a disposizione in rete, nel sito www.enpam.it e potranno essere scaricati direttamente e gratuitamente, nella piena applicazione dei principi di democrazia telematica e dell’accesso. La prima opera pubblicata: “la nutrizione come strumento di prevenzione”,
e' il resoconto delle raccomandazioni provenienti dall’OMS e dalla FAO, introdotto da una interessante prefazione dell’On. Prof. Eolo Parodi, Presidente dell’Enpam e il Prof. Antonino De Lorenzo, Ordinario di Alimentazione e Nutrizione Umana presso la
Facolta' di Medicina dell’Universita' di Roma Tor Vergata.
L’Organizzazione Mondiale della Sanita' e FAO (Food and Agricolture
Organization) sono due delle Istituzioni internazionali che piu' si occupano del problema dell’alimentazione nel mondo. Con
regolarita', esperti delle due organizzazioni s’incontrano per redigere delle raccomandazioni riguardanti la materia, alla luce del rapido sviluppo di diversi settori scientifici e soprattutto della
quantita' di evidenze epidemiologiche basate sulla popolazione. Il rapporto conclusivo di uno degli ultimi incontri, dedicato alla dieta, nutrizione e prevenzione delle malattie non trasmissibili, ha definitivamente riconosciuto che il notevole aumento delle malattie croniche, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo,
e' correlato a cambiamenti delle abitudini alimentari e dello stile di vita. Gli esperti hanno
cosi' messo in luce alcuni fattori di rischio e i meccanismi patogenetici delle varie malattie, chiarendo il ruolo della dieta nella prevenzione e nel controllo della
morbilita' e mortalita' correlate. Hanno inoltre identificato alcuni specifici composti alimentari che aumentano il rischio di sviluppare queste malattie, alla luce dei processi di industrializzazione, urbanizzazione, sviluppo economico e alla globalizzazione dei mercati. Fenomeno che sta producendo significativi cambiamenti sulla salute e sullo stato nutrizionale di intere popolazioni, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. I cambiamenti dell’economia dei prodotti alimentari a livello mondiale hanno influenzato modifiche dietetiche, a esempio, incrementando il consumo di diete ipercaloriche con elevato contenuto di lipidi, con maggior presenza di acidi grassi saturi e basso contenuto di carboidrati complessi. Le malattie cronico-degenerative sono in rapido aumento in tutto il mondo, tanto che tale crescita
e' stata definita “epidemica” e si calcola che esse rappresentino circa il 60% della
mortalita' generale. Almeno la meta' dei decessi dovuto a malattie croniche
e' attribuibile a malattie cardiovascolari: obesita' e diabete mostrano un andamento preoccupante non solamente
perche' riguardano un’ampia fascia della popolazione, ma iniziano a insorgere in
eta' precoce. L’OMS suggerisce quindi la necessita' di promuovere il controllo ma soprattutto la prevenzione di queste malattie (cardiovascolari, diabete,
obesita', osteoporosi, ipertensione, ictus e alcuni tipi di neoplasie) attraverso i cambiamenti dei principali fattori di rischio: dieta inadeguata,
attivita' fisica, esposizione al fumo. Uno stile di vita corretto puo' contribuire al mantenimento dello stato di salute nell’immediato ma anche nella prevenzione efficace. Secondo alcune indagini, le fonti principali cui gli italiani ricorrono per informazioni alimentari sono le trasmissioni televisive, i periodici specializzati, le organizzazioni di consumatori, i familiari e gli amici e poi i medici, nutrizionisti e dietologi ma anche medici generici. Inoltre, la scarsa conoscenza sui principi della nutrizione, dichiarata da due italiani su tre confermerebbe come si sia complessivamente lontani da una cultura alimentare diffusa a cui si
puo' arrivare con strategie ampie che coinvolgano l’industria, l’agricoltura, la
pubblicita', i media, le istituzioni, fra queste ultime principalmente la scuola.
L’educazione nutrizionale, gestita da medici ed esperti nelle scienze nutrizionali, anche in pensione, avrebbe in particolare lo scopo di creare una “coscienza nutrizionale” che consenta di bilanciare le esigenze fisiologiche, culturali e socio-economiche con la salute. Con la speranza che i medici possano costituire, nel territorio, una rete di sorveglianza nutrizionale, con lo scopo di organizzare un sistema in grado di valutare il modo di alimentarsi della popolazione e di analizzare i meccanismi che possono creare il presupposto di un danno alla salute. Un osservatorio capace anche di fornire gli strumenti necessari per la realizzazione di proposte di azioni preventive adeguate.
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