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LA PROTEZIONE DEI NAS
di Andrea Bernardini
Il Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri svolge una
serie molto ampia di controlli, dagli alimenti ai farmaci. Per la nostra
tranquillita'
L’attenzione al problema dell’igiene e della salute da
parte dei gestori dei pubblici esercizi e' cresciuta nel corso degli anni. Oggi
sono molti di piu' i locali che rispettano le norme igienico-sanitarie. Come
conferma anche un’indagine relativamente recente dei carabinieri del Nucleo
antisofisticazione (Nas): su 750 controlli effettuati in stabilimenti balneari
all’inizio dell’estate scorsa, oltre la meta' e' risultato perfettamente in
regola e, cosa ancora piu' importante, tra le infrazioni segnalate solo 23 sono
risultate di natura penale. Dati sicuramente confortanti, che non devono pero'
far abbassare la guardia (basti pensare che nell’imminenza delle festivita' di
fine anno, i Nas hanno ispezionato, su tutto il territorio nazionale, 905
supermercati e discount, accertando 531 infrazioni). Di solito gli accertamenti
e le contestazioni riguardano problemi legati alla disattenzione nella
conservazione degli alimenti, alla promiscuita' di alimenti di origine animale
nei frigoriferi, alla promiscuita' senza corretta chiusura in contenitori di
alimenti cotti e crudi o parzialmente cotti e alla mancata verifica delle
scadenze sulle etichette dei prodotti commercializzati. Piu' rari i casi di
locali non conformi dal punto di vista igienico e di accertata contaminazione
alimentare; sporadiche le situazioni di violazione per frode.
I controllori
I controlli relativi al rispetto delle norme
igienico-sanitarie nei locali pubblici sono effettuati da diverse figure
professionali. Solo gli ufficiali sanitari (appartenenti agli organi di polizia
giudiziaria) possono entrare nelle cucine e fare ispezioni. Tutti gli altri
controllori hanno soltanto la facolta' di accertare la regolarita' delle licenze
e dei permessi. Le differenze tra Nas e Asl, i due principali controllori,
risiedono nella natura dei controlli: straordinaria quella dei primi, ordinaria
quella dei secondi. Con una competenza territoriale locale per le Asl e
nazionale per i Nas.
L’ispezione e le sanzioni
Una normale ispezione dei Nas dura all’incirca
mezz’ora. Nella circostanza che l’ispezione non sia di routine ma derivi da
una segnalazione, gli ispettori possono essere autorizzati ad agire con piu'
forza rispetto alla norma. La verifica prevede il controllo
dell’autorizzazione sanitaria (quale garanzia dell’originaria idoneita'
igienico-sanitaria e tecnico-funzionale dei locali) e dei libretti sanitari di
tutto il personale; si passa poi a un’accurata ispezione delle cucine (viene
controllata la corretta etichettatura, la conservazione dei cibi, lo stato dei
materiali deperibili) e dei bagni. L’analisi dello stato dei pavimenti e dei
muri e la valutazione dell’igiene generale del locale costituiscono gli atti
finali del controllo. Il risultato dell’ispezione viene redatto su un verbale
che l’esercente verra' invitato a firmare e sul quale potra' far scrivere le
proprie osservazioni. Piuttosto severe le sanzioni previste: un’ammenda di
circa 200 euro e un giorno di chiusura e' la pena per ogni libretto sanitario
scaduto; per una piccola infrazione, come una mattonella spezzata in cucina, si
arrivano a pagare fino a 250 euro di multa; piu' o meno lo stesso importo deve
sborsare un esercente per un pavimento leggermente sporco. Oltre le ammende, nei
casi piu' gravi di infrazione si puo' aggiungere l’arresto fino a un anno.
Le proteste degli esercenti pubblici
Secondo alcuni le infrazioni piu' frequenti scaturirebbero
spesso dall’applicazione al mondo dei pubblici esercizi del decreto
legislativo 155/97 in materia di autocontrollo. L’Haccp (introdotto dal
decreto legislativo), nato come sistema per le aziende che hanno processi
standardizzati, si rivelerebbe quasi sempre inadeguato per certe tipologie di
locali pubblici come quelle rappresentate da un bar o da un ristorante. La
normativa vigente in sostanza finirebbe piu' per conformarsi alle esigenze della
grande distribuzione delle catene industriali che a quelle dei piccoli esercenti
pubblici (e sovente le multe sono della stessa entita' sia per i piccoli
imprenditori che per le grandi multinazionali). Esercenti che dicono di trovarsi
il piu' delle volte in balia di norme poco chiare, che lasciano spazio alla
libera interpretazione. Spesso, infatti, l’interpretazione della legge data
dai diversi controllori non sarebbe univoca e neanche la valutazione in merito
all’applicazione delle norme. Riguardo all’idoneita' strutturale dei
laboratori potrebbe capitare cosě che un agente dei Nas non rilevi alcuna
infrazione, mentre un ispettore sanitario della Asl prescriva, per lo stesso
laboratorio, delle modifiche; o ancora, che un ispettore della Asl consideri
legale l’uso di abbattitori di calore, mentre un agente dei Nas lo ritenga
illegale. Quello che gli esercenti soprattutto lamentano e', dunque, la mancanza
di un coordinamento generale tra i vari organismi di controllo. Ad alcuni
esercizi pubblici sarebbe capitato di subire ispezioni (e andare incontro a
valutazioni divergenti), da parte di differenti organi di controllo, anche 3-4
volte nello stesso mese.
I centri estetici
Un discorso a parte, visti anche i recenti fatti di cronaca
(lo scorso novembre, nel napoletano, una donna e' morta in un centro estetico
durante una seduta di ozonoterapia, il cui uso non e' consentito nei beauty
center), meritano gli istituti di bellezza. Di recente i carabinieri dei Nas
hanno ispezionato 817 beauty center in tutta Italia. Due sono state le chiusure
imposte ad altrettanti istituti per la mancanza delle autorizzazioni necessarie
e due le apparecchiature elettromedicali (tenute in attivita' in modo improprio)
sequestrate. Tra gli illeciti piu' frequenti riscontrati dai carabinieri,
l’esercizio abusivo della professione medica e la mancanza del titolo di
qualificazione professionale. Dati tranquillizzanti perche' quello dei centri
estetici non e' piu' un mondo fatto di finti medici e fattucchiere ma di seri
professionisti. Lo confermano anche le parole di Enzo Piroddi, colonnello dei
Nas:”Pochi sono stati i provvedimenti di natura penale e solo cinque di questi
riguardano l’esercizio abusivo della professione medica. Pensavamo che
esistesse una situazione ben peggiore, evidentemente le associazioni di
categoria si sono date molto da fare e i correttivi sono stati apportati. Anche
per il ricorso a farmaci, mentre prima era evidente un abuso di medicinali nei
centri estetici, ora sono emerse solo 24 infrazioni. Nel complesso abbiamo
trovato condizioni sufficientemente garantiste della salute dei cittadini”.
Niente piu' far west, insomma.
LE INFRAZIONI PIu' FREQUENTI
(sulla base di 215.000 visite eseguite dai Nas nel corso
del 2000)
Mancanza di autorizzazione sanitaria relativa ai locali e/o
alla produzione (L.283/62)
Mancanza di libretto di idoneita' sanitaria (L.283/62 e Dl
n.155/97)
Carenze igienico-sanitarie e strutturali (Dpr 327/80)
Detenzione di derrate alimentari in cattivo stato di
conservazione (L.283/62)
Mancata attuazione del piano di autocontrollo (Dl.155/97)
Adulterazione di alimenti
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