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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 

LA PROTEZIONE DEI NAS

di Andrea Bernardini

Il Nucleo antisofisticazione dei Carabinieri svolge una serie molto ampia di controlli, dagli alimenti ai farmaci. Per la nostra tranquillita'

L’attenzione al problema dell’igiene e della salute da parte dei gestori dei pubblici esercizi e' cresciuta nel corso degli anni. Oggi sono molti di piu' i locali che rispettano le norme igienico-sanitarie. Come conferma anche un’indagine relativamente recente dei carabinieri del Nucleo antisofisticazione (Nas): su 750 controlli effettuati in stabilimenti balneari all’inizio dell’estate scorsa, oltre la meta' e' risultato perfettamente in regola e, cosa ancora piu' importante, tra le infrazioni segnalate solo 23 sono risultate di natura penale. Dati sicuramente confortanti, che non devono pero' far abbassare la guardia (basti pensare che nell’imminenza delle festivita' di fine anno, i Nas hanno ispezionato, su tutto il territorio nazionale, 905 supermercati e discount, accertando 531 infrazioni). Di solito gli accertamenti e le contestazioni riguardano problemi legati alla disattenzione nella conservazione degli alimenti, alla promiscuita' di alimenti di origine animale nei frigoriferi, alla promiscuita' senza corretta chiusura in contenitori di alimenti cotti e crudi o parzialmente cotti e alla mancata verifica delle scadenze sulle etichette dei prodotti commercializzati. Piu' rari i casi di locali non conformi dal punto di vista igienico e di accertata contaminazione alimentare; sporadiche le situazioni di violazione per frode.

I controllori

I controlli relativi al rispetto delle norme igienico-sanitarie nei locali pubblici sono effettuati da diverse figure professionali. Solo gli ufficiali sanitari (appartenenti agli organi di polizia giudiziaria) possono entrare nelle cucine e fare ispezioni. Tutti gli altri controllori hanno soltanto la facolta' di accertare la regolarita' delle licenze e dei permessi. Le differenze tra Nas e Asl, i due principali controllori, risiedono nella natura dei controlli: straordinaria quella dei primi, ordinaria quella dei secondi. Con una competenza territoriale locale per le Asl e nazionale per i Nas.

L’ispezione e le sanzioni

Una normale ispezione dei Nas dura all’incirca mezz’ora. Nella circostanza che l’ispezione non sia di routine ma derivi da una segnalazione, gli ispettori possono essere autorizzati ad agire con piu' forza rispetto alla norma. La verifica prevede il controllo dell’autorizzazione sanitaria (quale garanzia dell’originaria idoneita' igienico-sanitaria e tecnico-funzionale dei locali) e dei libretti sanitari di tutto il personale; si passa poi a un’accurata ispezione delle cucine (viene controllata la corretta etichettatura, la conservazione dei cibi, lo stato dei materiali deperibili) e dei bagni. L’analisi dello stato dei pavimenti e dei muri e la valutazione dell’igiene generale del locale costituiscono gli atti finali del controllo. Il risultato dell’ispezione viene redatto su un verbale che l’esercente verra' invitato a firmare e sul quale potra' far scrivere le proprie osservazioni. Piuttosto severe le sanzioni previste: un’ammenda di circa 200 euro e un giorno di chiusura e' la pena per ogni libretto sanitario scaduto; per una piccola infrazione, come una mattonella spezzata in cucina, si arrivano a pagare fino a 250 euro di multa; piu' o meno lo stesso importo deve sborsare un esercente per un pavimento leggermente sporco. Oltre le ammende, nei casi piu' gravi di infrazione si puo' aggiungere l’arresto fino a un anno.

Le proteste degli esercenti pubblici

Secondo alcuni le infrazioni piu' frequenti scaturirebbero spesso dall’applicazione al mondo dei pubblici esercizi del decreto legislativo 155/97 in materia di autocontrollo. L’Haccp (introdotto dal decreto legislativo), nato come sistema per le aziende che hanno processi standardizzati, si rivelerebbe quasi sempre inadeguato per certe tipologie di locali pubblici come quelle rappresentate da un bar o da un ristorante. La normativa vigente in sostanza finirebbe piu' per conformarsi alle esigenze della grande distribuzione delle catene industriali che a quelle dei piccoli esercenti pubblici (e sovente le multe sono della stessa entita' sia per i piccoli imprenditori che per le grandi multinazionali). Esercenti che dicono di trovarsi il piu' delle volte in balia di norme poco chiare, che lasciano spazio alla libera interpretazione. Spesso, infatti, l’interpretazione della legge data dai diversi controllori non sarebbe univoca e neanche la valutazione in merito all’applicazione delle norme. Riguardo all’idoneita' strutturale dei laboratori potrebbe capitare cosě che un agente dei Nas non rilevi alcuna infrazione, mentre un ispettore sanitario della Asl prescriva, per lo stesso laboratorio, delle modifiche; o ancora, che un ispettore della Asl consideri legale l’uso di abbattitori di calore, mentre un agente dei Nas lo ritenga illegale. Quello che gli esercenti soprattutto lamentano e', dunque, la mancanza di un coordinamento generale tra i vari organismi di controllo. Ad alcuni esercizi pubblici sarebbe capitato di subire ispezioni (e andare incontro a valutazioni divergenti), da parte di differenti organi di controllo, anche 3-4 volte nello stesso mese.

I centri estetici

Un discorso a parte, visti anche i recenti fatti di cronaca (lo scorso novembre, nel napoletano, una donna e' morta in un centro estetico durante una seduta di ozonoterapia, il cui uso non e' consentito nei beauty center), meritano gli istituti di bellezza. Di recente i carabinieri dei Nas hanno ispezionato 817 beauty center in tutta Italia. Due sono state le chiusure imposte ad altrettanti istituti per la mancanza delle autorizzazioni necessarie e due le apparecchiature elettromedicali (tenute in attivita' in modo improprio) sequestrate. Tra gli illeciti piu' frequenti riscontrati dai carabinieri, l’esercizio abusivo della professione medica e la mancanza del titolo di qualificazione professionale. Dati tranquillizzanti perche' quello dei centri estetici non e' piu' un mondo fatto di finti medici e fattucchiere ma di seri professionisti. Lo confermano anche le parole di Enzo Piroddi, colonnello dei Nas:”Pochi sono stati i provvedimenti di natura penale e solo cinque di questi riguardano l’esercizio abusivo della professione medica. Pensavamo che esistesse una situazione ben peggiore, evidentemente le associazioni di categoria si sono date molto da fare e i correttivi sono stati apportati. Anche per il ricorso a farmaci, mentre prima era evidente un abuso di medicinali nei centri estetici, ora sono emerse solo 24 infrazioni. Nel complesso abbiamo trovato condizioni sufficientemente garantiste della salute dei cittadini”. Niente piu' far west, insomma.

LE INFRAZIONI PIu' FREQUENTI

(sulla base di 215.000 visite eseguite dai Nas nel corso del 2000)
Mancanza di autorizzazione sanitaria relativa ai locali e/o alla produzione (L.283/62)
Mancanza di libretto di idoneita' sanitaria (L.283/62 e Dl n.155/97)
Carenze igienico-sanitarie e strutturali (Dpr 327/80)
Detenzione di derrate alimentari in cattivo stato di conservazione (L.283/62)
Mancata attuazione del piano di autocontrollo (Dl.155/97)
Adulterazione di alimenti



 

 

 


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