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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 


Il vero significato della Bellezza

Capire i molti significati della parola bellezza, attraverso la sua storia, l'evoluzione e la genesi filosofica del concetto stesso di bello 

di Patrizia Necci, psicologa


In grammatica il termine Bellezza viene definito come astratto, questo significa che, come per altre parole astratte: Etica, Bruttezza, Amore ecc., cio' che manca e' l'oggettivita'. Le parole astratte infatti, indicano qualcosa che non possiamo ne' vedere ne' toccare; filosoficamente parlando sono delle categorie assolute perche' inconoscibili attraverso i sensi. Possiamo vedere e toccare cio' che riteniamo ''bello'' ma non la sua Bellezza. Questi termini esprimono quindi sensazioni, stati d'animo cioe' qualcosa di estremamente soggettivo. Nel tempo si e' cercato di dare una dimensione ''fisica'' alla Bellezza creando canoni, parametri, ecc... diversi in ogni epoca, che la definissero in modo tale da permetterne il riconoscimento e la condivisione dal maggior numero di persone possibile. Ogni societa' umana si crea specifici canoni estetici e agli individui che vi appartengono viene insegnato fin da piccoli a riconoscerli e a farli propri, cosi' che dal momento in cui il bambino ne prende coscienza, tentera' in ogni modo di rientrarvi per sentirsi accettato dagli altri cosi' come riconoscera' coloro che non appartengono al suo ''gruppo''. Malgrado tutto quello che e' stato detto, scritto, ci sfuggono ancora pero' alcune risposte: perche' ci sia questa ricerca, cosa vediamo nella bellezza ma soprattutto che cosa e' la bellezza. Il filo di Arianna di questa ricerca e' stato, ed e' l'arte nelle sue varie espressioni e se cio' permette di valutare il concetto di bello nel tempo, pone, anche la questione di comprendere se una particolare opera, un quadro, una musica, una danza si debbano considerare belli al di la' dello spettatore. Posti dinanzi a una stessa opera il giudizio sara' lo stesso, bella o brutta, diverse saranno le motivazioni perche' a parlare sara' l'emozione estetica provata. Cio' che e' difficile comprendere e' che ci si trova davanti alla realta' di cui fa esperienza l'artista cosi' come a esempio, l'amore e' la realta' esperita dall'amante, per cui soltanto attraverso l'oggettivita' dell'opera, l'artista comunica la propria esperienza. Tornando all'osservatore potra' provare piacere o meno sia da un punto di vista sensibile che morale. Ma non sono ne' il piacere ne' il dolore a rendere la Bellezza fruibile bensi' lo sforzo dell'immaginazione dello spettatore un po' come i bambini che creano il mondo con la sabbia o i pezzi di legno.

 

 



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