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Il Corpo Mutante.
Testo di Luca Magrini, immagini: Jasper Johns, Le quattro stagioni,
encausti su tela
Una riflessione sull'uomo e le manipolazioni del suo corpo, viene
dallaBody Art. Una tecnica in cui il medium e' il corpo, i campi di
esplorazione sono il corpo stesso, il sesso, la malattia come metafora di
una societa' alienata. Termini come robot. cyborg, corpo "postumano"
assumono nuovi significati alla luce dei trapianti e della clonazione
umana. Un discorso molto complesso, su cui si puo' non essere d'accordo,
ma che non si puo' ignorare
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Le opere di alcuni artisti moderni sempre piu' spesso pongono
in contatto scienza medica, tecnologia mediale e identita', con la ricerca e il
tentativo di riappropiazione della fisicita' di identita' virtuali ed estreme,
in una continua interazione corpo-mente che scavalca e supera la dicotomia
cartesiana res cogitans – res extensa rendendole unita' indivisibili.
Stelarc, performer australiano, include tecnologie prostetiche nell’immagine
di se stesso, trapiantandosi un terzo braccio elettromeccanico, che e' collegato
al proprio sistema nervoso e ad un computer, tenta di ridisegnare il corpo
secondo una concezione panplanetaria della fisiologia Stelarc utilizza, nella
sua performance Body Sculpture, la tecnologia medica per arrivare a sondare l’interiorita'
del suo corpo attraverso una gastro-endoscopia, con finalita' estetiche:
mostrare la bellezza dell’interiorita' umana. Stelarc evoca la figura di
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un
corpo cavo, aperto a ricevere nuovi organi artificiali: "Se potessimo
costruire una pelle sintetica capace di assorbire ossigeno direttamente
attraverso i pori e di convertire efficacemente la luce in sostanze chimiche
nutritive potremmo radicalmente ridisegnare il corpo, eliminando molti dei suoi
sistemi ridondanti, dei suoi organi malfunzionanti, minimizzando l’accumulazione
delle tossine nella sua chimica. Il corpo vuoto sarebbe un miglior ricettacolo
per i componenti tecnologici.", per Stelarc il corpo non va piu’
considerato come soggetto ma come oggetto , e non come oggetto di desiderio ma
come oggetto di riprogettazione. Modificare l’architettura del corpo significa
adeguare ed estendere al sua consapevolezza del mondo, il corpo puo’ essere
amplificato ed accelerato fino alla velocita' di fuga planetaria. Stelarc cioe'
sostiene che nel mondo dell’informazione in cui ogni dato e'
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disponibile
immediatamente in ogni punto del pianeta non si puo’ continuare a progettare
una tecnologia per il corpo quando la tecnologia usurpa e surclassa il corpo in
continuazione; Stelarc dice che il collegamento diretto macchina-cervello non e'
piu’ solo un’immagine fantascientifica ma una necessita' reale. Robot,
cyborg, corpo reso "postumano". Un’area che fa leva (al di la' dell’ondata
di emozione davanti ai primi sconvolgenti risultati) sulle forti pulsioni a
superare i limiti del corpo, a migliorarlo, perfezionarlo e renderlo non
deperibile, immortale.
Si prefigura il passaggio dal robot come sostituto (ma anche
come doppio), dal Cyborg come forma prostetica di tecnologie bio-meccaniche al
corpo "ri-creato"
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e finalmente "creato".
Il Cyborg che nasce nella fantascienza degli anni ’20 e' letterarmente cybernetic
organism, una creatura in cui corpo dell’uomo e corpo
della macchina si trovano inestricabilmente intrecciati.
Nel mondo reale il Cyborg e' sempre "medical Cybrorg"
dice Antonio Caronia,l’invasione del corpo da parte della tecnologia non si
esaurisce certo nella coesistenza fisica di dispositivi artificiali e tessuti
naturali. Nel Cyborg il processo di esteriorizzazione si e' talmente esteso da
rovesciarsi nel suo contrario, questo rende insensati la maggior parte dei
filtri attraverso i quali guardiamo il mondo.
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Ma se s' impone una differente prospettiva alla dicotomia
naturale/artificiale, allora va ripensata anche la centralita' del corpo umano
in quanto dato biologico che si costituisce nell' interazione fisica con il
reale. Il corpo nella nuova visione diviene una superficie d' incrocio per le
molteplici informazioni offerte dalla realta' circostante, un campo d'
iscrizioni di codici socio - culturali , un elemento che si struttura, si
delinea, non dal rapporto diretto con la natura ma attraverso l' operato
artificiale dell' uomo "...al momento in cui e' inteso come naturale il
panorama artificiale che ci circonda, non esiste piu' un sentito interesse alla
tutela e al mantenimento dell' uomo nella sua integrita' psicobiologica. L'uomo
cosi' si presta ad essere manomesso, migliorato, adeguato alle esigenze della
vita sociale, sia che si tratti di chirurgia estetica che d' ingegneria
genetica...". Dice Freud : " il corpo , e soprattutto la sua
superficie e' soprattutto , e' un luogo dove possono generarsi
contemporaneamente percezioni interne ed esterne. E’ veduto come qualsiasi
altro oggetto , ma alla palpazione da’ luogo a due specie di sensazioni, una
delle quali puo’ essere equiparata ad una percezione interna. E’ stata
illustrata a lungo dalla psicofisiologia la maniera in cui dal mondo delle
percezioni emerge la percezione del proprio corpo. L’Io e' anzitutto un’entita'
corporea,non e' soltanto un’entita' superficiale, ma anche la proiezione di
una superficie. Cioe' l’Io e' in definitiva derivato da sensazioni corporee,
soprattutto da sensazioni provenienti dalla superficie del corpo. Esso puo’
dunque venir considerato come una proiezione psichica della superficie del
corpo, e inoltre, come abbiamo visto, il rappresentante degli elementi
superficiali dell’apparato psichico". La differenza tra le concezioni
settecentesche dell’automa e quella novecentesca del cyborg e' chiara, l’automa
rassicurava riguardo l’eccellenza del corpo dell’uomo, il cyborg ci presenta
invece un nuovo uomo e un nuovo corpo mutante. Il Cyborg comunque e' uno dei
tanti possibili processi di ibridazione che riguardano la post-modernita', c’e'
una differenza tra l’ibrido dell’antichita' nella sua origine etimologica di
Hybris, cioe' insolenza, arroganza, sfida alla necessita':Ananke. Ananke non
stringe in modo cosi’ pressante i nuovi ibridi contemporanei, la devianza dell’
ibrido perde la sua caratteristica di trasgressione per essere riassorbita nel
tessuto capitalistico. Comunque quando il limite del corpo viene attraversato da
un’operazione chirurgica ed il corpo subisce una mutazione, divenendo cyborg
esso deve rinegoziare socialmente ,continuamente, la sua identita'; la sua
stessa vita diventa un rito di iniziazione permanente.
Con la performances degli anni ’90 Orlan ci ha resi
partecipi alla contaminazione tra il suo corpo e la nuove tecnologie; partendo
dalla certezza che il «corpo e' obsoleto», l’artista-mutante ci ha portati
nella sala operatoria per assistere alla metamorfosi tecnologica che le ha
consentito di sentirsi, finalmente, degnamente rappresentata dal suo nuovo
volto.
Grazie alle ultime tecniche chirurgiche l’artista ha potuto
modificare il suo viso, su cui convivono tratti dei visi femminili piu'
conosciuti della storia dell’arte, mettendo in scena la perdita e il
ritrovamento della sua identita', in nome dell’arte.
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