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L'ansia e il timore dei cambiamenti
Affrontare situazioni nuove spinge a riorganizzare la
propria esistenza e a focalizzarsi sulle proprie potenzialita' evolutive, pena
stati d'ansia e crisi di panico
del dott. Marco Ventola - Psicologo,
Psicoterapeuta, Fondatore del Centro Studi Counseling Psicologico per le
problematiche di Gelosia e Amore
Nel precedente numero abbiamo provato a raccontare come l'ansia, l'angoscia e le crisi di panico si possano manifestare attraverso segnali del corpo e sensazioni dolorose che simulano gravi patologie cardiache e respiratorie. In questo articolo provero' invece a chiarire
l'ipotesi necessaria alla comprensione della dinamica dell'ansia, a come non si riesca talvolta a riconoscere, accettare ed esprimere le proprie emozioni. E come il corpo, soffocando la propria individualita' costringe la persona, in maniera anche dolorosa, a prendere coscienza dei suoi vissuti emotivi. Tradurre in parole quello che avviene dentro di noi non e' un compito semplice come non e' facile il confronto con i propri limiti, o le proprie paure.
C'e' bisogno di coraggio. Lo psicologo che analizza la dimensione emotiva dell'individuo non fa altro che aiutarlo a cogliere il senso del linguaggio ricollegandolo alla sfera emotiva relazionale, aiutandolo a dispiegare aspetti della propria identita' che erano nascosti e azzardare nuove strade verso la comprensione della propria realta' psichica. Ogni individuo legge la realta' e attribuisce significati diversi a identiche circostanze: nel sentire dei passi al piano di sopra si puo' pensare che si tratti di un ladro, e scattera' la paura; se prevale
l'idea che sia il vicino di casa, allora ci si sente al sicuro. La realta' come dato oggettivo, infatti, non esiste: uno stesso evento vissuto insieme ad altre persone puo' dar vita a una diversa versione perche' e' proprio la dimensione interna che carica la realta' di valore e attribuisce significato
all'esperienza. Se si cerca di arrivare ad un ''punto della situazione'' obiettivo e concreto, si commette un errore pericoloso, cioe' quello di svuotare gli stimoli esterni della connotazione emotiva che attribuiamo loro. Pensare alla realta' come a qualcosa di definito e coerente puo' essere rassicurante, ma bisogna sempre tenere a mente che, come esseri umani, non si puo' che filtrare la realta' attraverso la propria individualita'. La realta' psichica e' ancorata a dimensioni che non conoscono la logicita' scientifica ed e' per questo che la contraddizione e' una parte inevitabile della vita di ciascuno. Una competenza tipica
dell'essere umano e' quella di donare un senso narrativo alla percezione; percepire, immaginare, e costruire storie sono funzioni in relazione tra loro, e non capitoli distinti
dell'essere umano. E allora diviene comprensibile per chi attraversa l'esperienza della paura esterna quanto sia necessario rivolgere lo sguardo verso la propria costellazione emotiva riuscendo a cogliere quei conflitti interiori che risultano inaccettabili, per rendersi consapevoli delle proprie fantasie interne. Questo vuol dire compiere un viaggio nella propria psiche per potersi confrontare con le proprie emozioni e riuscire a darne un senso distinguendo tra la realta' e la propria interpretazione della realta'. Probabilmente una persona che si rivolge allo psicologo utilizza delle categorie piuttosto rigide per leggere la realta', e ha difficolta' a comprendere quanto determinate certezze siano controproducenti nello sviluppare un processo di sviluppo personale. In genere ogni uomo e' chiamato, lungo la propria esistenza, ad affrontare dei cambiamenti di vario tipo: professionali, affettivi o biologici, che rappresentano una sfida e talvolta producono un alto livello di ansia. Cambiamenti come la morte di un coniuge, il divorzio o la separazione,
l'inizio di una nuova attivita', l'iscrizione all'Universita', un trasferimento in
un'altra citta', l'imminente matrimonio: circostanze che segnano un passaggio nella storia di un individuo, in cui si e' costretti a riorganizzare la propria esistenza, possono essere
all'origine dell'esordio del disturbo di panico, paura del nuovo. Nel periodo precedente
all'insorgenza del disturbo e' come se l'individuo si rifugiasse in ricostruzioni storiche, in tempi passati come momenti ideali della propria vita quali punti
d'appoggio per svalorizzare il momento attuale. Erich Berne, padre dell'analisi transazionale, descriveva questa sorta di autoinganno attraverso
l'analisi del mito della bella addormentata nel bosco: la principessa si addormenta punta da un fuso ma dopo tanti anni il principe la bacia e lei si sveglia; e i due vissero felici e contenti; con
l'unico piccolo particolare che nella realta' la principessa ha vent'anni di piu', e li ha persi dormendo. Cio' che e' necessario capire in questi casi e' che indispensabile volgere lo sguardo verso il futuro focalizzando
l'attenzione sulle proprie possibilita' evolutive; ogni uomo e' chiamato ad attraversare dei momenti di passaggio: cambiamenti biologici e psicologici che non possono essere che alimentati dalle proprie scelte di vita e in cui e' necessario rischiare la propria personalita' e accettare le sfide. Forse e' proprio in queste rinascite dettate dai cambiamenti che
l'individuo avverte con maggior impeto la propria fragilita' e la paura davanti al salto nel vuoto, che pure consente una qualita' della vita diversa. Non e' difficile incontrare persone che si sono negate questi passaggi, continuando con noncuranza a condurre la vita di sempre, rimanendo fedele alla stesse premesse iniziali e finendo per accettare tutta una serie di compromessi dolorosi con la faticosa sensazione che
''cosi' e' la vita''. Bisogna invece attivarsi per poter ridecidere della propria esistenza, riaprendo le porte alla fantasia, alla creativita' tenendo viva la fiamma della propria energia vitale. Cercare un antidoto che possa sconfiggere tutte le paure e' ovviamente
un'impresa pressoche' impossibile mentre e' possibile riuscire a diventare piu' consapevoli dei timori che ci attanagliano, capirne i motivi profondi per poi avere la chance di avere un confronto piu' franco con la realta'. E' poi vero che cio' che viviamo come eventi spesso non corrisponde strettamene a cio' che succede concretamente; si tratta piuttosto di
un'evoluzione, di un cambiamento interno che porta a una nuova ottica rispetto ai problemi che si e' portati ad affrontare. E' per questo che nelle storie tante volte non e' la conclusione che conta, ma la chiave di lettura, il modo in cui la persona
''da' un nuovo posto'' alle categorie utilizzate per sperimentare se stesso. In questo passaggio pero' vi e' un momento in cui la persona sente di non avere punti di riferimento certi e che questa trasformazione corrisponda a un salto nel buio, alla sensazione del cadere, della mancanza di terreno sotto i piedi, in definitiva di una perdita delle certezze. La sensazione puo' essere avvertita come terribile, perche' si sente mettere in discussione principi, valori e credenze che ci hanno accompagnato per anni. Accanto a questa sensazione pero' sopraggiunge quella di liberarsi di un peso, di poter finalmente accostarsi a nuove liberta', confrontandosi con parti di se' ritenute inaccettabili e separate dalla propria consapevolezza. Il coraggio per affrontare questo tipo di passaggi e per comprendere che la liberta' interiore e' qualcosa di possibile solo ad una condizione: che venga conquistata. La conquista della propria unicita', la scoperta della propria identita', non avvengono
''naturalmente'', non sono doni divini, ma vanno perseguite con convinzione e costanza. Non esiste prova e cambiamento che non possano essere superati se
s'impara dall'esperienza e cio' porta a vedere se stessi attraverso una nuova luce. Chi utilizza la rinuncia come strategia per affrontare la vita si accorge ben presto che e' come se scegliesse di mettersi al bordo campo della propria partita invece di partecipare con entusiasmo. Essere coinvolti in un processo vitale di cambiamento continuo porta ad un arricchimento reciproco. Riconquistare la propria pienezza permette di non autolimitarsi e vivere profondamente la propria esistenza; interagendo con
l'ambiente, esplorandolo con curiosita' e liberandosi dalle tensioni della paura del nuovo. Abbiamo un grandissimo potere interno in grado di modificare realmente la nostra vita: e' una forza dettata dalla unicita', dal Se' creativo capace di costruire e tessere trame dalla bellezza indomabile.
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