|
La scienza si chiede perche' sbadigliamo?
L'antropologia, la medicina, la psicologia e la sociologia da tempo
s'interrogano sul significato di questo comportamento che non e' solo umano
di Pia Mastrangelo Per mostrare i denti o per
solidarieta', per prepararci a qualcosa o come atto riflesso? Probabilmente il solo leggere la parola sbadiglio potra' indurre il lettore a simulare
quest'atto corporeo istintivo, come la stessa persona che scrive non e' riuscita a trattenersi dallo sbadigliare scrivendo
sull'argomento. Da tempo oggetto di ricerca di studi medici e non, attualmente non si
e' ancora potuto attribuire un significato esaustivo a tale fenomeno, umano, ma anche comune nel mondo animale.
D'altra parte la ricerca in questo campo e' portata avanti per puro interesse scientifico data la limitata gravita' del contagioso atto che arriva a manifestarsi anche nel feto a partire dalle 20 settimane dal concepimento. Una delle teorie piu' accreditate, che risale addirittura a
Ippocrate,
e' quella che fa risalire la causa dello sbadiglio a una mancanza di ossigeno data da un ritmo respiratorio piu' basso, come nei momenti di stanchezza o di noia. La immediata reazione del cervello, non appena percepisce un eccessivo abbassamento del livello di ossigeno nel sangue, con conseguente aumento di diossido di carbonio,
e' quello di prendere una generosa boccata d'aria per espandere i polmoni e aiutare
l'organismo a reagire. Questa spiegazione, sicuramente convincente da un punto di vista medico e di senso comune, lascia irrisolti numerosi dubbi e questioni. Infatti, rimane
l'incognita per quale motivo cio' accada nel feto dato che e' ancora incapace di utilizzare i polmoni respirando attraverso il cordone ombelicale, o perche' sarebbe, come effettivamente
e', irresistibilmente contagioso. A tale proposito sono stati fatti vari esperimenti tra cui nel 1987 quello del professore di psicologia
all'Universita' del Maryland, Baltimore County, Robert Provine, che si basa sull'osservazione del comportamento di due gruppi di persone in due stanze diverse di cui uno dei due sottoposto a una presenza maggiore di diossido di carbonio
nell'aria (da 3% a 5% contro lo 0,03% del normale). Il risultato e' stato piuttosto insoddisfacente per i sostenitori di questa prima teoria, probabilmente la piu' diffusa, infatti, nei due gruppi la frequenza degli sbadigli non variava. Su presupposti diversi si basano le ipotesi formulate dagli psicologi: come per esempio il fatto che obiettivamente chi si veda o addirittura senta (come succede ai non vedenti)
un'altra persona sbadigliare inevitabilmente lo imita, e cosi' via, producendo intorno una sorta di reazione a catena. Inoltre a tutti sara' capitato di notare, come lo sbadiglio spesso sia collegato a momenti di transizione biologica del corpo: quando ci si sveglia, o quando si va a dormire, anche prima di un avvenimento importante, come talvolta accade agli sportivi prima di una gara o a personaggi politici prima di un discorso pubblico, insomma un vero e proprio modo di preparare
l'organismo e la mente, come sostiene lo psicologo Olivier Walusinski. Per alcuni studiosi infatti questo comportamento avrebbe una spiegazione soprattutto sociologica, ovvero la funzione nel gruppo di coordinare uno stato di allerta o di torpore, come avveniva forse nelle tribu' per regolare i ritmi sociali, o per prepararsi a un avvenimento o a un rito, come la caccia o una battaglia. Ad avvalorare la tesi, uno studio su un gruppo di bambini dai 2 agli 11 anni a cui venivano proiettate immagini di persone che sbadigliavano, o lette favole e testi sullo sbadiglio. I bambini con meno di 5 anni sono risultati assolutamente immuni dal contagio e questo perche' non hanno ancora sviluppato
l'empatia sufficiente, non essendo nemmeno completamente coscienti di se' stessi tanto da non essere ancora in grado, a esempio, di riconoscersi allo specchio. Questa singolare spiegazione, darebbe anche una chiave di lettura al fatto che le persone che possiedono una maggiore coscienza di se' o una maggiore empatia con gli altri siano piu' propensi allo sbadiglio, e al motivo per cui nei soggetti affetti da autismo o schizofrenia, la tendenza allo sbadiglio sia praticamente nulla. Ma non dimentichiamo di non essere gli unici abitanti del pianeta a mostrare di quando in quando ugola e denti! Anche il mondo animale, uccelli, rettili, pesci, anfibi e in particolare i mammiferi, partecipano a questo curioso rito censurato dal galateo. Forse una funzione intimidatoria, o anche, come nel caso del leone, che sbadiglia quando gioca o prima della caccia, per svegliare membra e cervello. Charles Darwin in un primo momento rifiuto'
l'ipotesi che fosse un segnale aggressivo prima di vedere un babbuino dello zoo di Londra sbadigliare in risposta a una serie ripetuta di provocazioni. In particolare da un punto di vista evoluzionistico apparterrebbe alla categoria dei
''egnali dispendiosi'', quelli cioe' che richiedono energia e caratteristiche fisiche che possono permettersi solo gli animali in salute.
D'altra parte Annika Paukner, psicologa dell'Universita' di Stirling, ha dimostrato come nei macachi, alla pari degli esseri umani, avvenga lo stesso effetto a catena provocato dallo sbadiglio anche solo guardato in un video, il che spiegherebbe in parte
l'origine del nostro comportamento forse radicato appunto in cambiamenti di stato del gruppo. Il tema dello sbadiglio ha costituito
un'ottima ispirazione anche per l'artista italiano di origine libica Richard
Journo, che nel Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Universita' di Roma ''La
Sapienza'', ha recentemente esposto in una mostra dal titolo AIterazione inversa delle istallazioni video in cui appare lui stesso
nell'atto di sbadigliare. L'intenzione e' quella di esplorare gli automatismi indotti, far interagire il pubblico e renderlo parte
dell'opera d'arte, in particolare facendo leva proprio sullo sbadiglio per far partecipare gli osservatori attraverso
l'esperienza personale del gesto, come sappiamo, incontenibile. Non solo la scienza, insomma, si occupa di questo gesto, parte del nostro modo di relazionarci con noi stessi e con gli altri fin dalla notte dei tempi. Chissa' se intorno ai dolmen sassoni o ai fuochi sacri dei latini si ripetesse il gesto di sbadigliare; se Achille, sbadiglio' prima di combattere contro Ettore, o questi salutando per
l'ultima volta la sposa Ecuba. La storia e' forse costellata di sbadigli importanti, come la vita di tutti i giorni per prepararci alla nostra battaglia quotidiana. A ogni modo si continua a investigare, lasciando spazio a innumerevoli teorie e lasciando aperta qualsiasi ipotesi e possibilita'
sull'origine di un comportamento tanto spontaneo quanto sostanzialmente misterioso.
|