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articolo aggiornato il: Friday 13 April 2012

 


Il vero significato della donazione

Un libro realizzato per spiegare le dinamiche della donazione e permettere al medico di recuperare il proprio ruolo di mediatore sociale

di Giorgio J.J. Bartolomucci

Raggiungere un traguardo scatena un mix di reazioni che vanno gestite con attenzione. Alla soddisfazione di aver concretizzato un obiettivo su cui si e' a lungo lavorato, puo' tipicamente sovrapporsi un senso di soddisfazione che intacchera' la nuova sfida da intraprendere. Nella corsa tecnico-scientifica della medicina moderna sono tanti i traguardi che vengono battuti, da rendere complessa la possibilita' di impostare confronti utili per comprendere le direzioni dei percorsi intrapresi. A distanza di sessanta anni dalla nascita della medicina dei trapianti, una delle conquiste piu' importanti per la sua capacita' di restituire la vita a persone in condizioni altrimenti irreversibili, e' uscito un saggio che sviscera le prospettive e i problemi della donazione di organi da vivente: ''Santi o Schiavi?'' e' un libro realizzato da Franco Filipponi, docente e ordinario di Chirurgia Generale, oltre che presidente della SISQT (Societa' Italiana per la sicurezza e la qualita' dei trapianti) con i chirurghi Paolo De Simone e Davide Ghinolfi, e con la fondamentale collaborazione delle principali Associazioni che si occupano di donazioni e trapianti. Come raccontano gli autori, il libro, edito da B.C. Dalai Editore, nasce dalla percezione di un contrasto che affligge la moderna pratica trapiantologica, fra Italia ed estero, per cui ai progressi tecnologici si contrappone uno spazio sempre piu' scarso a disposizione del medico e alla sua funzione. Un'occasione per ragionare, a bocce ferme, e arricchire il dibattito con spunti di carattere filosofico, etico e normativo, oltre che scientifici, per meglio comprendere le diverse dimensioni della donazione di organi da vivente. Uno sforzo culturale che rischia di scontrarsi con la generale ammirazione di un'impresa ardua e grandiosa, in grado di riscattare il paziente dalla sofferenza e dalle limitazioni prodotte, ma che allo stesso tempo tende a ridurre l'esercizio del dubbio e della critica, minimizzando o addirittura tacendo i conflitti etici. Partendo da un'escursione sui principali sistemi organizzativi della donazione e del trapianto in tutto il mondo, cercandone di comprendere anche le basi fondamentali che le caratterizzano, si permette una riflessione generale sul valore delle dinamiche religiose, culturali, economiche, sociali e legislative che suggellano il sacrificio del singolo verso il prossimo. 

Cosi', se la tecnologia aumenta le opportunita' di venire incontro alle necessita' dei pazienti, come riescono la medicina e i suoi operatori a confrontarsi con tutte le difficolta' e le criticita' generate dal trapianto di organi da vivente? La possibilita' di donazione (principalmente per rene e fegato) ha messo in crisi la vulnerabilita' di un bacino di persone disperate che mettono a disposizione i propri organi per poter aspirare un futuro migliore, a cui e' necessario rispondere con politiche di garanzia, sicurezza e trasparenza. Allo stesso tempo, ricorda il testo, non e' possibile non dettare una riflessione volta a comprendere e regolamentare gli episodi di donazioni in favore di uomini e donne, per altruismo o puramente per spirito samaritano. Non esistono certezze o strategie vincenti, ma solo diversi approcci allo stesso problema, ovvero la carenza di organi, e la forza della Rete puo' renderne ancora piu' complessa la gestione. Sono sempre piu' frequenti le occasioni in cui su Internet si trovano richieste di aiuto o di scoprire storie di donazioni incrociate: situazioni che possono, probabilmente, ottenere risultati positivi, ma anche generare pratiche dubbie ed estranee al significato piu' profondo della donazione.  La venere perduta
Se non appare razionale e giustificato respingere la donazione da vivente, appare piuttosto opportuno limitare tutti i comportamenti e le pratiche condotte ai margini della legalita' o a rischio di compromettere il rispetto della dignita' della persona. Il libro di Filippone, De Simone e Ghinolfi, non offre risposte ma, piuttosto, raccoglie una serie di dubbi fondanti della professione del medico, che deve recuperare un ruolo sociale di mediatore tra il linguaggio della scienza e quello della vita.  




 


 



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