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Biodisponibilita' e assorbimento
La barriera cutanea rappresenta un ostacolo ben noto, che pero' puo' essere facimente superato.
Ce ne parla il dott. Ugo Citernesi
della dott.ssa Francesca Colafrancesco
Il problema della biodisponibilita' reale di un principio attivo in campo dermatologico
e' legato inevitabilmente a quello del suo assorbimento cellulare. Per aumentarne la mobilita' e la penetrazione, vengono utilizzate metodiche di vario genere: onde elettro-magnetiche, ultrasuoni, ionizzazione di molecole, attraverso la somministrazione di correnti di vario tipo e natura. Nel frattempo, le nano tecnologie, con la creazione di strutture sovramolecolari e sfruttando sistemi di biomimetismo strutturale, quale quello dei
liposomi, hanno reso piu' stabili le molecole funzionali favorendone l’assorbimento
percutaneo. Fra chi crede che il futuro del settore farmaceutico e cosmetico si
giochera', piu' che su nuovi macchinari, sull’incremento della biodisponibilita' e assorbimento di nuovi principi attivi attraverso la pelle, specie di origine naturale, c’e' da anni il dott. Ugo
Citernesi, Direttore dell’Istituto Ricerche Applicate di Usmate Velate (Milano) a cui abbiamo posto alcune domande.
Perche' la biodisponibilita' e' cosi' importante?
Qualsiasi principio attivo per esplicare la propria funzionalita' deve poter entrare all’interno del citoplasma cellulare o almeno legarsi stabilmente alla cellula stessa. Sappiamo che il passaggio attraverso lo strato corneo puo' avvenire solo per diffusione, attiva o passiva che sia.
Ci sono novita' sui fenomeni della permeazione e dell’assorbimento cutaneo?
Molto si discute sulla dinamica di questi meccanismi, diverse ipotesi, alcune decisamente insostenibili. Limitandosi a quanto scientificamente accertato, schematicamente la teoria dell’osmosi spiega ancora il trasporto passivo, mentre per chiarire quello attivo si fa via via ricorso all’applicazione di forze di varia natura in grado di accelerare il passaggio di soluti attraverso la barriera cutanea. In realta' siamo sempre in presenza di situazioni complesse, in cui piu' processi si integrano sinergizzandosi o annullandosi fra loro.
Quindi, niente di nuovo?
Non e' proprio cosi'. Negli ultimi anni si sono fatti grandi passi avanti nello sviluppo di sistemi di veicolazione transdermica che permettono di far giungere i principi attivi, in maniera mirata, prima all’organo e poi al tessuto e alle sue cellule. Per restare nella
dermocosmesi, la recente metodica di complessazione delle molecole funzionali con fosfolipidi
(Liposystem Complex®), ancor piu' che l’incapsulamento all’interno del
liposoma, ne permette un miglior uso nei prodotti topici e pertanto nei cosmetici. Per esempio, nel nostro Istituto abbiamo dimostrato un maggior grado di assorbimento cutaneo di Vitamina E complessata con fosfolipidi rispetto a quella originale, e una protezione del principio attivo dall’attacco chimico ed enzimatico. Molto si sa in piu' anche sulle
ciclodestrine, le loro proprieta' dielettriche e conduttive, spiegano perche' i complessi di inclusione
(Cyclosystem Complex), in cui queste molecole ospitano al loro interno delle sostanze attive cosmetiche, sono piu' protetti dai processi ossidativi e degradativi, vengono meglio assorbiti e mostrano un prolungato effetto del tempo, in base a proprieta' di rilascio controllato, aumentando
cosi', anche notevolmente, la biodisponibilita' del principio attivo sulla cute. Questo rende le ciclodestrine indicate non solo per i prodotti di trattamento ma anche per la formulazione di cosmetici per il make-up destinati a permanere a lungo sul viso. Oppure come stabilizzanti di emulsioni, deodoranti, riducendo i potenziali effetti irritanti di altri ingredienti.
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