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articolo aggiornato il: Wednesday 04 April 2012

 

 

Prof. Enzo Berardesca Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma

Come funziona la cosmesi bio-elettrica?

Abbiamo posto alcune domande al Prof. Enzo Berardesca sulle basi teoriche che sottendono allo sviluppo della cosmesi bio-elettrica nei trattamenti antiaging

Prof. Enzo Berardesca Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma

Intervista a cura di Filippo Testa
Il Prof. Enzo Berardesca e' uno dei piu' noti dermatologi italiani. La sua specialita' e' l'applicazione delle tecniche non invasive nel campo della ricerca cutanea e in questa veste viene spesso invitato a partecipare a studi e congressi scientifici in cui si analizzano le potenzialita' e i risultati ottenibili con cosmetici di nuova generazione. Nell'ultimo anno, il Prof. Berardesca, che dirige il Dipartimento Clinico Sperimentale di Dermatologia Infiammatoria e Immunoinfettivologica ed e' responsabile della Dermatologia Clinica presso l'Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma, ha contribuito allo studio di un innovativo sistema che e' riuscito a imbrigliare il potere della bio-elettricita' per aiutare a restituire alla pelle un aspetto sano e piu' giovane. Abbiamo chiesto al Professor Bernardesca di parlarci della tecnologia e-pulseTMche e' coperta da 10 brevetti internazionali e che associa minerali essenziali in grado di trasmettere segnali bio-elettrici simili alla naturale bio-elettricita' cutanea. 

Quali sono le basi dell'applicazione di bassissime frequenze elettriche come terapia? 
L'interesse degli studiosi per l'uso terapeutico della elettricita' e' molto antico. Oltre due secoli fa, prima ancora dei classici esperimenti di Galvani, si curava il mal di testa e la gotta applicando piccole scosse elettriche emesse da un pesce che si chiama Torpedo. Dopo la pubblicazione dei lavori di Alessandro Volta, ci fu chi provo' a curare l'insonnia, l'emicrania, diverse malattie renali, ma anche la calvizie, attraverso l'applicazione di campi elettrici. Il vero fondatore della moderna elettrofisiologia e' pero' un tedesco, Emil Du Bois-Reymond, che a meta' dell'800 riusci' a documentare con precisione l'attivita' elettrica associata con l'eccitazione e la contrazione muscolare, ma anche gli scambi elettrici naturali che si riscontrano sulla pelle umana in occasione di una ferita. Da allora sempre piu' studiosi hanno provato a chiarire come il campo elettrico dell'organismo intervenga proprio nel processo di rigenerazione cutanea. Ricerche condotte nel tempo e in diverse parti del mondo hanno cosi' portato alla conclusione che l'applicazione protratta di piccole quantita' di energia, aiuta per esempio la guarigione di ferite e piaghe della pelle. Oggi sappiamo che la spiegazione per questi incoraggianti risultati terapeutici, che si possono ottenere ricorrendo a basse frequenze elettriche applicate ai margini delle lesioni, risiede nella migrazione di cellule legate al processo dell'infiammazione all'interno della zona trattata, e nella stimolazione di altre cellule apparentemente quiescenti. I flussi bio-elettrici sarebbero sotto il controllo del Tumor Suppressor Phosphatase and Tensin homolog (PTEN) e del Phosphatidylinositol-3-OH Kinase-gamma. Uno studio pubblicato nel 2006 su Nature, mette in evidenza l'esistenza di un gene che influenzerebbe il movimento delle cellule necessarie per la guarigione del tessuto cutaneo danneggiato, e che, attivato tramite l'applicazione esterna di impulsi bio-elettrici di intensita' pari a circa 10mV, e' in grado di stimolare gli ioni e le proteine dell'area malata, facilitando l'arrivo di cellule riparatrici. 

E' da queste scoperte che e' nata la cosiddetta cosmesi bio-elettrica? 
L'epidermide genera naturalmente un Potenziale elettrico Transepidermico (TEP) fra i 20 e i 50 mV. In occasione di una ferita, all'interno della lesione il TEP scende a zero e si crea quindi una differenza che determina un flusso di elettroni che facilita il processo di guarigione. Ora, considerato che e' ormai documentato che a mano a mano che l'essere umano invecchia i segnali bio-elettrici si riducono, con una conseguente diminuzione della comunicazione intra e intercellulare e deficit della produzione di proteine essenziali quali collagene ed elastina, si e' voluto capire se l'applicazione di piccole quantita' di energia elettrica dall'esterno potessero supplire a questo rallentamento nella capacita' di rigenerazione cutanea, e allo stesso tempo stimolare il ringiovanimento della cute stessa. È iniziato cosi' l'interesse della cosmesi per la scienza della bio-mimetica, ovvero l'applicazione alla pelle di flussi di bio-elettricita' impercettibile e non fastidiosa, finalizzata a riattivare il turnover cellulare e a favorire la penetrazione di formulazioni antiaging attraverso la barriera cutanea. 

Come funziona la cosmesi bio-elettrica? 
La tecnologia e-pulseTM, che e' stata messa a punto da scienziati americani dopo anni di ricerca sembrerebbe unica perche' per la prima volta il potere della bio-elettricita' e' stato imbrigliato in un prodotto cosmetico per combattere l'invecchiamento cutaneo. L'innovazione e' quella di associare nella formulazione del prodotto minerali essenziali capaci di trasmettere impulsi bio-elettrici molto simili alla bio-elettricita' cutanea naturale, tipica della pelle giovane. La tecnologia consiste nel mantenere latente la bio-elettricita' dei minerali in un gel inerte e riattivarla direttamente sul viso applicando sopra una seconda emulsione acquosa. Si induce cosi' un flusso bio-elettrico ad effetto antieta'. 
In poche parole sembrerebbe una piccola batteria..

E' vero, la tecnologia e-pulseTM infatti somiglia molto a una microbatteria endogena, le particelle energizzate permangono negli strati superiori cutanei, mimando i naturali impulsi elettrici dell'organismo, e ottimizzando la comunicazione intracellulare e il rinnovamento cellulare. Una ricerca del 2009 ha dimostrato che dopo 7 giorni di trattamento con la formulazione topica a base di Zinco e Rame, si verifica l'aumento e la riorganizzazione delle fibre elastiche, rispetto a un campione cellulare di confronto. Un altro lavoro chiarisce come lo stesso trattamento riduca significativamente il rilascio di citochine pro-infiammatorie da parte delle cellule T e ne inibisca la produzione da parte di cheratinociti e macrofagi esposti a batteri. La riduzione della risposta infiammatoria viene interpretata come una forma di protezione nei riguardi di numerosi fattori esterni, inclusi i raggi UV. 

Questo flusso bio-elettrico innescato da una crema e' percepito dalla pelle? 
Assolutamente no, sono impulsi impercettibili. La tecnologia e-pulseTM induce un flusso bio-elettrico di ioni di circa 10-mV in grado di stimolare i fibroblasti alla produzione di collagene ed elastina, riattivando il metabolismo e il ringiovanimento intrinseco della pelle regalando solo effetti visibili antieta' (L. Baumann, The Antiaging Potential of Electric Stimulation, Skin & Allergy News February 04-2010). Per valutare la sicurezza e la tollerabilita' della tecnologia e-pulseTM, sono stati trattati oltre 1000 soggetti sani, con eta' media di 35 anni, sottoposti a test che hanno mostrato l'assenza di sensibilizzazione cutanea o oculare, il che la rende applicabile anche alla zona periorbitale. Questa indicazione e' stata oggetto di 8 studi clinici in USA, Francia, Singapore e Cina, con risultati che fanno considerare questa tecnologia oltre che efficace anche non irritante, non fototossica ne' fotoallergenica per ogni tipo di pelle. 



 

 

 


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