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Intervista a cura di Filippo Testa
Il Prof. Enzo Berardesca e' uno dei piu' noti dermatologi italiani. La sua
specialita' e' l'applicazione delle tecniche non invasive nel campo della
ricerca cutanea e in questa veste viene spesso invitato a partecipare a studi e
congressi scientifici in cui si analizzano le potenzialita' e i risultati
ottenibili con cosmetici di nuova generazione. Nell'ultimo anno, il Prof.
Berardesca, che dirige il Dipartimento Clinico Sperimentale di Dermatologia
Infiammatoria e Immunoinfettivologica ed e' responsabile della Dermatologia
Clinica presso l'Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma, ha
contribuito allo studio di un innovativo sistema che e' riuscito a imbrigliare
il potere della bio-elettricita' per aiutare a restituire alla pelle un aspetto
sano e piu' giovane. Abbiamo chiesto al Professor Bernardesca di parlarci della
tecnologia e-pulseTMche e' coperta da 10 brevetti internazionali e che associa
minerali essenziali in grado di trasmettere segnali bio-elettrici simili alla
naturale bio-elettricita' cutanea.
Quali sono le basi dell'applicazione di bassissime frequenze elettriche come
terapia?
L'interesse degli studiosi per l'uso terapeutico della elettricita' e' molto
antico. Oltre due secoli fa, prima ancora dei classici esperimenti di Galvani,
si curava il mal di testa e la gotta applicando piccole scosse elettriche emesse
da un pesce che si chiama Torpedo. Dopo la pubblicazione dei lavori di
Alessandro Volta, ci fu chi provo' a curare l'insonnia, l'emicrania, diverse
malattie renali, ma anche la calvizie, attraverso l'applicazione di campi
elettrici. Il vero fondatore della moderna elettrofisiologia e' pero' un
tedesco, Emil Du Bois-Reymond, che a meta' dell'800 riusci' a documentare con
precisione l'attivita' elettrica associata con l'eccitazione e la contrazione
muscolare, ma anche gli scambi elettrici naturali che si riscontrano sulla pelle
umana in occasione di una ferita. Da allora sempre piu' studiosi hanno provato a
chiarire come il campo elettrico dell'organismo intervenga proprio nel processo
di rigenerazione cutanea. Ricerche condotte nel tempo e in diverse parti del
mondo hanno cosi' portato alla conclusione che l'applicazione protratta di
piccole quantita' di energia, aiuta per esempio la guarigione di ferite e piaghe
della pelle. Oggi sappiamo che la spiegazione per questi incoraggianti risultati
terapeutici, che si possono ottenere ricorrendo a basse frequenze elettriche
applicate ai margini delle lesioni, risiede nella migrazione di cellule legate
al processo dell'infiammazione all'interno della zona trattata, e nella
stimolazione di altre cellule apparentemente quiescenti. I flussi bio-elettrici
sarebbero sotto il controllo del Tumor Suppressor Phosphatase and Tensin homolog
(PTEN) e del Phosphatidylinositol-3-OH Kinase-gamma. Uno studio pubblicato nel
2006 su Nature, mette in evidenza l'esistenza di un gene che influenzerebbe il
movimento delle cellule necessarie per la guarigione del tessuto cutaneo
danneggiato, e che, attivato tramite l'applicazione esterna di impulsi
bio-elettrici di intensita' pari a circa 10mV, e' in grado di stimolare gli ioni
e le proteine dell'area malata, facilitando l'arrivo di cellule
riparatrici.
E' da queste scoperte che e' nata la cosiddetta cosmesi bio-elettrica?
L'epidermide genera naturalmente un Potenziale elettrico Transepidermico (TEP)
fra i 20 e i 50 mV. In occasione di una ferita, all'interno della lesione il TEP
scende a zero e si crea quindi una differenza che determina un flusso di
elettroni che facilita il processo di guarigione. Ora, considerato che e' ormai
documentato che a mano a mano che l'essere umano invecchia i segnali
bio-elettrici si riducono, con una conseguente diminuzione della comunicazione
intra e intercellulare e deficit della produzione di proteine essenziali quali
collagene ed elastina, si e' voluto capire se l'applicazione di piccole
quantita' di energia elettrica dall'esterno potessero supplire a questo
rallentamento nella capacita' di rigenerazione cutanea, e allo stesso tempo
stimolare il ringiovanimento della cute stessa. È iniziato cosi' l'interesse
della cosmesi per la scienza della bio-mimetica, ovvero l'applicazione alla
pelle di flussi di bio-elettricita' impercettibile e non fastidiosa, finalizzata
a riattivare il turnover cellulare e a favorire la penetrazione di formulazioni
antiaging attraverso la barriera cutanea.
Come funziona la cosmesi bio-elettrica?
La tecnologia e-pulseTM, che e' stata messa a punto da scienziati americani
dopo anni di ricerca sembrerebbe unica perche' per la prima volta il potere
della bio-elettricita' e' stato imbrigliato in un prodotto cosmetico per
combattere l'invecchiamento cutaneo. L'innovazione e' quella di associare nella
formulazione del prodotto minerali essenziali capaci di trasmettere impulsi
bio-elettrici molto simili alla bio-elettricita' cutanea naturale, tipica della
pelle giovane. La tecnologia consiste nel mantenere latente la bio-elettricita'
dei minerali in un gel inerte e riattivarla direttamente sul viso applicando
sopra una seconda emulsione acquosa. Si induce cosi' un flusso bio-elettrico ad
effetto antieta'.
In poche parole sembrerebbe una piccola batteria..
E' vero, la tecnologia e-pulseTM infatti somiglia molto a una microbatteria
endogena, le particelle energizzate permangono negli strati superiori cutanei,
mimando i naturali impulsi elettrici dell'organismo, e ottimizzando la
comunicazione intracellulare e il rinnovamento cellulare. Una ricerca del 2009
ha dimostrato che dopo 7 giorni di trattamento con la formulazione topica a base
di Zinco e Rame, si verifica l'aumento e la riorganizzazione delle fibre
elastiche, rispetto a un campione cellulare di confronto. Un altro lavoro
chiarisce come lo stesso trattamento riduca significativamente il rilascio di
citochine pro-infiammatorie da parte delle cellule T e ne inibisca la produzione
da parte di cheratinociti e macrofagi esposti a batteri. La riduzione della
risposta infiammatoria viene interpretata come una forma di protezione nei
riguardi di numerosi fattori esterni, inclusi i raggi UV.
Questo flusso bio-elettrico innescato da una crema e' percepito dalla
pelle?
Assolutamente no, sono impulsi impercettibili. La tecnologia e-pulseTM induce
un flusso bio-elettrico di ioni di circa 10-mV in grado di stimolare i
fibroblasti alla produzione di collagene ed elastina, riattivando il metabolismo
e il ringiovanimento intrinseco della pelle regalando solo effetti visibili
antieta' (L. Baumann, The Antiaging Potential of Electric Stimulation, Skin
& Allergy News February 04-2010). Per valutare la sicurezza e la
tollerabilita' della tecnologia e-pulseTM, sono stati trattati oltre 1000
soggetti sani, con eta' media di 35 anni, sottoposti a test che hanno mostrato
l'assenza di sensibilizzazione cutanea o oculare, il che la rende applicabile
anche alla zona periorbitale. Questa indicazione e' stata oggetto di 8 studi
clinici in USA, Francia, Singapore e Cina, con risultati che fanno considerare
questa tecnologia oltre che efficace anche non irritante, non fototossica ne'
fotoallergenica per ogni tipo di pelle.
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