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Elettrochemioterapia e metastasi tumorali
Incoraggianti risultati emergono da studi clinici condotti in Europa e presso la Clinica Dermatologica
dell'Università di Torino
di Giorgio Bartolomucci
La lotta contro i tumori non ha confini e si avvale dei più recenti avanzamenti terapeutici. Uno di questi
è la Elettrochemioterapia, un trattamento locale che associa farmaci chemioterapici alla
elettroporazione. In altre parole si applicano brevi e intensi impulsi elettrici al tumore che causano una permeabilizzazione della membrana cellulare e ciò determina un aumento del trasporto trans-membrana di farmaci antineoplastici non permeabili o scarsamente permeabili, quali a esempio la bleomicina o
cisplatino, che possiedono elevata citotossicità intrinseca, e in tal modo ne viene potenziata
l'azione antitumorale. Questo incremento dell'efficacia dei farmaci è dovuta
all'accumulo che - secondo alcuni studi - aumenta da due a quattro volte rispetto al trattamento di analoghi tumori senza
elettroporazione. Ma, secondo Sersa et al. dell'Instituto di Oncologia di
Ljubliana, l'effetto citotossico dell'elettrochemioterapia nei tumori non si limita esclusivamente alle cellule tumorali in quanto agisce anche sulle cellule
stromali, incluse le cellule endoteliali del rivestimento dei vasi sanguigni del tumore, dando luogo alla loro morte, interruzione
dell'afflusso di sangue al tumore e, conseguentemente, a cascata la morte delle cellule tumorali circostanti i vasi. Le differenze riscontrate inoltre
nell'efficacia antitumorale dell'elettrochemioterapia in animali da esperimento immunocompetenti (80%) e immunodeficienti (0%) dimostrerebbe il coinvolgimento della risposta immunitaria sia nella riduzione della crescita neoplastica che nella cura. Grazie a un massiccio versamento antigenico tumorale negli organismi trattati con
elettrochemioterapia, infatti, si induce una risposta immunitaria sistemica che secondo molti autori può essere ulteriormente intensificata con il trattamento con modificatori biologici di risposta quali IL-2, IL-12, GM-CSF e TNF-a. A supporto di queste affermazioni ci sono diversi studi clinici il primo dei quali fu pubblicato nel 1991
(L.M. Belehradek et al. CR Acad Sci III 1991; 313:613-8). che descriveva il trattamento di noduli di melanoma cutaneo. Altri studi evidenziavano la risposta anche in noduli metastatici al seno, testa e collo così come sarcoma di
Kaposi, ipernefromas, condrosarcoma e carcinoma delle cellule basali. In totale in bibliografia, prima di un recente studio denominato
Esope, di cui stiamo per parlare, si legge che sono stati trattati 247 pazienti, per un totale di 1009 noduli di cui due terzi con elettrochemioterapia e bleomicina e il restante terzo con elettrochemioterapia e
cisplatino. Nonostante il buon riscontro in termini di risultato espresso dagli autori degli studi, la metanalisi delle ricerche, effettuata a posteriori sui dati pubblicati, ha evidenziato come la maggior parte degli studi fosse stata condotta con diversi protocolli di trattamento, elettrodi differenti e differenti generatori di impulsi, su limitati numeri di lesioni cutanee e come mancasse una reale completezza del follow up e della durata della risposta clinica. Per eliminare tale carenza,
è stato organizzato e realizzato uno studio svolto secondo le linee guida
ESOPE, di natura prospettica non randomizzato e multicentrico, per valutare i risultati ottenuti tramite elettrochemioterapia con Bleomicina endovena, utilizzando
l'apparecchiatura CliniporatorTM, (IGEA srl - Carpi) nel trattamento di metastasi cutanee e sottocutanee da melanoma recidivante o refrattario. Lo studio che ha avuto come campione 41 malati oncologici con 171 noduli metastatici ha coinvolto un consorzio di 4 centri oncologici
nell'ambito del 5° Programma Quadro della Commissione Europea e ha dato i seguenti risultati.
E' stato registrato un tasso di risposta obiettiva dell'85% (tasso di risposta completa 73,7%) nelle lesioni trattate con
elettrochemioterapia, indipendentemente dalla istologia del tumore e dal metodo o dalla via di somministrazione, sistemica o
intratumorale, del farmaco utilizzato. Sono stati trattati prevalentemente noduli tumorali da melanoma, tumori al seno, al colon, carcinoma cutaneo a cellule squamose, carcinoma cutaneo della cervice, noduli tumorali di Kaposi e leiomiosarcoma cutaneo e sottocutaneo in sequenza discendente. A 150 giorni dal trattamento, il tasso di controllo locale del tumore con elettrochemioterapia era
dell'88% con bleomicina somministrata per via endovenosa, del 73% intratumoralmente e del 75% con cisplatino per via
intratumorale. Il trattamento di noduli in aree precedentemente irradiate
è stato ugualmente efficace. Riguardo gli effetti collaterali, lo studio ha messo in luce che sono lievi e ben tollerati (contrazione muscolare e dolore durante
l'applicazione elettrica. Un altro studio molto incoraggiante è stato condotto in Italia, con iniezione di bleomicina endovenosa in anestesia totale su 14 pazienti affetti da metastasi cutanee (233) da melanoma presso Ia Clinica Dermatologica
dell'Università di Torino e i risultati possono essere letti su www.medicinamultidisciplinare.it (P. Quaglino et al.
L'Elettrochemioterapia con bleomicina endovenosa nel trattamento locale di metastasi cutanee da melanoma).
Una sigaretta gigantesca per smettere di fumare
In Italia ogni anno 35.000 persone vengono colpite dal tumore al polmone, la cui principale causa resta il fumo, passivo o attivo. La Fondazione Umberto Veronesi, da sempre in prima linea nella lotta a questo tipo di mali, ha recentemente inaugurato il progetto triennale No smoking be happy, che coinvolge ben 27 paesi nel mondo e si articola attraverso diverse proposte. Tra queste: la creazione nelle scuole di laboratori interattivi e workshop per gli insegnanti, al fine di divulgare informazioni utili e la giusta cultura della prevenzione nei più piccoli; una mostra itinerante multisensoriale (a Roma dal 30/3 al 18/4, presso il Parco dei Daini, a Villa Borghese)
all'interno di una istallazione a forma di sigaretta, grazie alla quale i visitatori percorreranno in prima persona le vie aeree del fumo, per meglio capirne gli effetti
sull'organismo. www.nosmokingbehappy.it info@fondazioneveronesi.it
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