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L’eziologia delle dermatiti atopiche
Oggi s’indagano l’infiammazione, la disfunzione della barriera cutanea, i mediatori chimici, le mutazioni genetiche, la colonizzazione microbica e l’infezione
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Sebbene l’eziologia rimanga non completamente chiarita, le dermatiti atopiche derivano da una combinazione di fattori che include la genetica, l’ambiente, i difetti della barriera cutanea, e il sistema immunitario |
Un recente aggiornamento clinico pubblicato come supplemento alla rivista "Skin & Allergy News" ha provato a fare il punto sullo stato dell’arte delle conoscenze sull’eziologia e il trattamento delle dermatite
atopiche. Secondo alcuni studi, questo quadro clinico, che come è noto può insorgere a qualsiasi età ma è più comune in bambini e adolescenti, rappresenta per una percentuale compresa fra il 10-20%, il motivo della richiesta di una visita dermatologica. Le manifestazioni di dermatite atopica iniziano nella prima infanzia, e il 90% degli individui affetti sviluppa i sintomi entro i primi 5 anni. Secondo Lawrence
Eichenfield, Professore di Pediatria e Dermatologia presso il Rady Children’s Hospital dell’Università della California, a San Diego: "per ragioni che devono ancora essere completamente spiegate, le dermatiti atopiche sono da tre a quattro volte più comuni oggi rispetto a quello che erano 50 anni fa. Negli anni ‘50 la prevalenza, tra i bambini in età scolare, era del 5%. Tra i giovani nati dopo il 1980, la prevalenza va dal 15% al 20%, mentre la prevalenza completa stimata negli Stati Uniti è del 3% e tra i bambini di età tra i 5 e i 9 anni, è del 17.2%." è ormai accettato che per validare la diagnosi di dermatite
atopica, un paziente deve soddisfare almeno tre dei quattro criteri di base: prurito; distribuzione e morfologia tipica ed età dipendente; decorso cronico o
cronico-decrescente; anamnesi personale o familiare per l’atopia (asma, rinite allergica, dermatiti
atopiche). |
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"Le teorie e i concetti relativi all’etiologia e alla patogenesi delle dermatiti atopiche continuano a svilupparsi - aggiunge il professore californiano - causa l’interconnessione tra genetica, sistema immunitario e fattori ambientali. Le attuali teorie sull’etiologia delle dermatiti atopiche comprendono il processo infiammatorio, la disfunzione della barriera cutanea, i mediatori chimici, le mutazioni genetiche, la colonizzazione microbica o l’infezione". Diverse evidenze suggeriscono che anche la cattiva regolazione del sistema immunitario gioca un ruolo nella patogenesi delle dermatiti
atopiche. L’errata regolazione può manifestarsi con cellule infiammatorie anomali, incluse cellule di Langerhans e cellule
dendritiche. è presente anche una eccessiva attivazione di cellule T in risposta agli antigeni. Fattori solubili possono essere alterati in modo da promuovere l’infiltrato cellulare. L’incremento della sintesi delle immunoglobuline E
(IgE) e l’anomala regolazione della fosfodiesterasi sono altri potenziali cofattori della disregolazione immunitaria. "Una stimolante ipotesi di lavoro - aggiunge Eichenfield - ipotizza l’epidermide come organo
immunologico. Il concetto si basa su recenti osservazioni: i cheratociti agiscono come recettori
toll-like, con un ruolo essenziale e centrale nella immunità innata; i
cheratociti, e per estensione, l’epidermide sono attivi nella regolazione immunitaria; l’apoptosi indotta dei cheratociti precede l’emergenza dell’edema cutaneo caratteristico della dermatite eczematosa". L’eziologia della dermatite atopica probabilmente comprende anche uno o più difetti nella barriera epidermica, giungendo alla disfunzione di barriera. Fattori multipli possono alterarne la fisiologica funzione protettiva, includendo un anomalo metabolismo dei lipidi, in particolare le
ceramidi, l’aumentata attività delle proteasi, i difetti inibitori della
serin-proteasi, e le mutazioni genetiche strutturali. Sebbene non si conosca il fattore specifico eziologico e patogenetico della dermatite
atopica, la disfunzione della barriera sembra esacerbare la situazione incrementando la suscettibilità fino all’irritazione.
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| "La compromissione della barriera - conclude il dermatologo americano - inizia il movimento delle
citochine, dei fattori di crescita e dei mediatori lipidici associati con l’infiammazione, che raggiungono più in profondità gli strati cutanei. L’aumentato assorbimento degli antigeni determina l’iperattività cutanea. La secchezza e il disagio cutaneo che ne consegue, portano direttamente al ciclo
prurito/grattamento caratteristico delle dermatiti atopiche". è infatti accertato che nella dermatite
atopica, la massima espressione nell’epidermide dell’enzima sfingomielin deacilase-simile
(sfingomielinasi, o SM) porta alla perdita di ceramide |
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1, 2 e 3 nello strato corneo, a un minor rapporto di ceramidi verso il colesterolo libero e alla formazione di anomali sottotipi della ceramide che si correlano con la perdita di acqua trans-epidermica
(TEWL). Le ceramidi rispondono anche alle variazioni ambientali che influenzano la loro capacità a mantenere l’integrità fisiologica della barriera cutanea. Recenti studi su dermatite atopica ed eczema hanno infine sottolineato il ruolo di una barriera cutanea anomala nelle atopie e l’importanza di una ricostituita barriera cutanea fisiologica nella riduzione dei sintomi e il rischio di una malattia con arrossamenti, ma va sottolineato che i livelli e la composizione delle ceramidi hanno variazioni stagionali che influenzano l’apparenza della cute e l’integrità anche della barriera di una cute normale a tutte le età.
(L.Z.)
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