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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 

 

Gli strumenti per la fototerapia

Sorgenti che emettono radiazioni intorno ai 311 nm possono rivelarsi efficaci nella cura di patologie cutanee di origine autoimmune 

di Irina Letti

I raggi solari hanno rappresentato per molto tempo l´unico strumento a disposizione per il trattamento di numerose affezioni della pelle mediante l´elioterapia. In tempi più vicini si è studiata l´efficacia in campo dermatologico di specifiche lunghezze d´onda dello spettro solare, in modo particolare dei raggi UV, grazie anche alla possibilità di riprodurre artificialmente queste radiazioni mediante lampade a vapori di mercurio. I più recenti sviluppi della fototerapia hanno visto l´impiego con successo dei raggi UVB a banda stretta (narrow band) con picco di emissione a 311nm nel trattamento numerose affezioni della pelle. Per molti medici questa tecnica è più efficace e ha minori effetti collaterali rispetto ad analoghe terapie quali la P-UVA e UVB 311nm broad band (a banda larga). Nella fototerapia con raggi UVB vengono utilizzate sorgenti che emettono radiazioni concentrate intorno ai 311nm e l´azione immunomodulatrice di questa lunghezza d´onda è risultata particolarmente efficace nel trattamento di psoriasi, vitiligine, alopecia areata, dermatite atopica e altre patologie della pelle di origine autoimmune. A differenza della fototerapia con raggi UVB, nella P-UVA terapia l´esposizione ai raggi ultravioletti ad onda lunga (UVA) è associata all´assunzione orale (PUVA sistemica) o all´applicazione topica (PUVA topica) di farmaci fotosensibilizzanti, specie gli psoraleni, ai quali tuttavia sono associati effetti collaterali anche significativi. La radiazione UVB a banda stretta è considerata più efficace e sicura di quella a banda larga in quanto lo spettro di quest´ultima include sia le lunghezze d´onda specifiche per il trattamento delle affezioni della pelle che radiazioni a lunghezza d´onda più corta che possono indurre eritemi cutanei, con conseguenti effetti terapeutici negativi, aumento del rischio oncologico cutaneo e limitazione della quantità di raggi UVB terapeutici che può essere somministrata. Il protocollo terapeutico basato sull´utilizzo dei raggi UVB prevede un´accurata visita del dermatologo, al fine di individuare il fototipo del paziente e la sua patologia, e valutare l´eventuale presenza di controindicazioni soggettive alla fototerapia. Successivamente si procede alla determinazione della MED (Minimal Erythema Dose) del paziente e alla prescrizione della terapia con indicazione delle dosi per ogni esposizione (espresse in Joule/cm2) e della durata di ogni ciclo di applicazioni. La scelta del tipo di apparecchio da utilizzare è funzione in genere dell´estensione della zona da trattare. Il laser ad eccimeri (308nm) consente di irradiare solo piccole zone e con un´intensità di emissione molto elevata, pertanto è poco adatto al trattamento di zone estese del corpo. In genere è molto più diffuso l´utilizzo di apparecchi dotati di lampade a raggi UV. Tuttavia non tutte le lampade a vapori di mercurio hanno il medesimo spettro di emissione nel campo dell´ultravioletto. È innanzitutto necessario distinguere tra emettitori a media e bassa pressione. I primi sono bulbi un quarzo trasparente che producono radiazioni in tutto lo spettro dell´ultravioletto (UVA-UVB-UVC) e con loro non è possibile effettuare una fototerapia basata sull´utilizzo di una specifica lunghezza d´onda UV. Le lampade UV a bassa pressione sono tubi fluorescenti che all´interno contengono, oltre al mercurio, anche speciali fosfori applicati sulla parete del tubo di contenimento in grado di convertire le radiazioni UV incidenti in altre con particolari lunghezze d´onda. Gli apparecchi più utilizzati per la fototerapia in argomento sono dotati di lampade UV a bassa pressione del tipo Philips TL/01 che emettono radiazioni UVB a banda stretta con picco a 311nm. Infatti, essendo state le prime a essere introdotte, sperimentate e utilizzate in stretta cooperazione con Università e Cliniche in tutto il mondo, le lampade Philips TL/01 sono utilizzate in dermatologia da oltre 30 anni, al punto che la sigla TL/01 è diventata sinonimo di Fototerapia UVB 311nm banda stretta. Le lampade TL/01 hanno una potenza di 20, 40 e 100W. Accanto a queste lampade, la Philips ha sviluppato una gamma di lampade di potenza 9W e 36W (sigla PL-L/01 e PL-S/01) con medesimo spettro di emissione del tipo TL/01 ma di dimensioni più ridotte che vengono utilizzate in dispositivi per fototerapia localizzata.  
 

 

 


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