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General Topics
La storia inizia nel 1735, nella farmacia di famiglia. Oggi
General Topics esporta in 23 paesi ma in Italia è meno conosciuta di quanto lo siano i suoi prodotti. Che spesso sono commercializzati tramite altre aziende. Ricerca e tecnologia le chiavi di un meritato successo
Raramente, quando proviamo un cosmetico, ci domandiamo cosa c’è, in termini di ricerca, dietro il prodotto o la confezione. Spesso chi ha ideato o messo a punto la formula, è poco noto anche agli addetti ai lavori, agli specialisti e ai farmacisti. Ma cosa si prova a rimanere dietro le quinte? Non è frustrante essere gli ideatori di un prodotto di successo e non avere, quasi mai, i giusti o dovuti riconoscimenti di paternità e di immagine? Proviamo a chiederlo a chi da anni sforna decine di molecole all’anno per sottoporle all’attenzione del mercato, sia quello nazionale che internazionale e che, con la propria creatività ha fatto molta strada nella propria attività.
Dottor Gianfranco de Paoli Ambrosi, quale è stato il punto di partenza della sua carriera nel mondo dell’industria cosmetica?
La mia “carriera”? Nella realtà è stata ed è tuttora vissuta come una splendida avventura esistenziale. Sono farmacista, specializzato in Scienza e Tecnologia Cosmetiche. Appartengo a una famiglia di farmacisti e probabilmente la mia formazione culturale si è dimensionata grazie allo spirito liberale nel quale sono cresciuto. La farmacia di famiglia, una farmacia storica nata nel 1735, è stata un punto di osservazione privilegiato; ho guardato ai bisogni della gente, ho osservato il modo in cui il pubblico dimensiona le proprie aspettative, sia che si tratti di problematiche di tipo patologico che nella ricerca di un concetto di benessere che sempre più assume una valenza olistica e nel quale anche il valore dell’”apparire” sfuma in modo sempre più pronunciato in quello di “essere”. Ho interpretato e tuttora considero la ricerca scientifica come un’accattivante opportunità intellettuale in grado di enfatizzare il concetto di apertura verso il futuro. Questo è stato, in sintesi, il mio punto di partenza. Da esso mi sono mosso; General Topics è ora una bella realtà che opera a livello internazionale nel campo dermocosmetico e i propri prodotti vengono presentati alla classe medica e a quella farmaceutica come strumenti utili per affrontare la maggior parte delle “disarmonie” rilevabili in campo dermatologico ed estetico.
Non le piacerebbe un maggior riconoscimento pubblico per la sua azienda?
Il riconoscimento non è un attimo di gloria. La mia soddisfazione si esaurisce nel piacere di vedere la mia azienda crescere in modo armonico e nella libertà di fare quello che mi piace fare.
Uno dei principi su cui si basa il vostro lavoro è l’innovazione: nella formula, nel sistema di delivery, nei principi attivi…. Come si caratterizza con la tradizione che caratterizza la vostra storia?
La conoscenza dalle barriere mobili rappresenta la genesi del concetto di innovazione che, in ultima analisi, rappresenta la nostra spinta propulsiva. Valutiamo l’impatto biologico di ogni ingrediente utilizzato nelle nostre formulazioni (l’approccio scientifico) ma che può essere amplificato e, a volte modificato dallo sviluppo di tecnologie innovative e praticabili (l’approccio tecnologico). Se posso semplificare… la scienza la metto nel platonico “mondo delle idee”, la tecnologia è la mano dell’uomo che si allunga verso l’alto, prende la “scienza” e la rende percettibile dagli altri uomini. Questo è lo spirito che è alla base dei nostri prodotti. La tradizione è quindi un momento che appartiene, senza annullarsi, all’asse di un futuro aperto ove non ci sono limiti e nel quale l’eventuale crepuscolo non annulla l’alba che lo ha preceduto. Così la tradizione, l’inizio (il banco della storica farmacia di famiglia da cui tutto ha avuto inizio) si definisce come memoria storica da cui è scaturita la volontà di risposta dei nostri prodotti.
Come si svolgono le varie fasi della ricerca nella sua azienda ?
L’indagine scientifica viene sviluppata sia internamente che esternamente, a livello nazionale e internazionale, e si articola in ricerca di base ed in ricerca applicata. La ricerca di base è mirata alla valutazione del “potenziale biologico” delle sostanze funzionali, e viene condotta sui singoli ingredienti valutandone: le caratteristiche
chimico-fisiche, il potenziale tossicologico e quello di “impatto biologico”. La ricerca applicata è invece mirata alla valutazione complessiva della sicurezza e dell’efficacia del prodotto finito, valutandone:
la stabilità chimico-fisica, la stabilità microbiologica, le cinetiche di assorbimento delle sostanze funzionali e la sicurezza d’impiego sia attraverso valutazioni in vitro che in vivo.
Quali sono le caratteristiche che identificano un buon prodotto?
Domanda diffide a cui voglio fare seguire una risposta semplice: ideare, verificare e soprattutto comunicare senza sovradimensionare le aspettative di consumo che si possono ingenerare nel pubblico. Il consumatore vuole certezze, ma non solo certezze. Una aspettativa “gonfiata”cresciuta al calore della promessa non mantenibile sbocca, senza rimedio, nella peggior conseguenza: la perdita di credibilità. In risposta: un buon prodotto è il prodotto che nasce dalla trasparenza, dalla scientificità e i cui contenuti vengono comunicati in modo chiaro e con la necessaria sensibilità per gli altri.
Siete fra le poche compagnie italiane i cui prodotti sono diffusi anche all’estero: quando è cominciato?
La vocazione all’internazionalizzazione è un valore nato con l’azienda in un connubio molto stretto con la ricerca e sviluppo. Ho degli eccellenti collaboratori, di diverse nazionalità, che operano in ambito aziendale con professionalità e passione per tutto quanto si fa. Nell’ambito del marketing internazionale sono a esempio assistito dalla dottoressa Francesca
Alaminos, laureata in filologia, che ha rivestito diverse cariche politiche nella pubblica amministrazione di un grosso comune Catalano.
Dottoressa Alaminos, lei non viene dal mondo scientifico eppure segue la gestione marketing di prodotti a elevato contenuto tecnologico. Quale è la sua visione dell’azienda e della sua specifica funzione?
La mia esperienza lavorativa mi ha portato a vivere realtà complesse e articolate. Ho sempre avuto una specifica sensibilità per la complessità dei bisogni del pubblico. Posso dire che in General Topics ho rivissuto la giusta attenzione per i bisogni della gente.
La nostra società è orientata alla ricerca e sviluppo e questo mi pone nella condizione di vivere in senso dinamico ed evolutivo la vita aziendale. Nulla di più interessante… ogni giorno un nuovo giorno!
Mi sento coinvolta ed attratta dal concetto di “futuro aperto”.
La mia funzione è di analizzare, correlare, gestire i contatti con i distributori a livello internazionale. Esportiamo in 23 nazioni, dall’Australia al Canada e, parafrasando quanto detto da uno dei miei vecchi Re, Carlo I di Spagna, “il nostro è un impero ove non tramonta mai il sole... non esiste alba e non esiste tramonto. In ogni punto del mondo qualcuno sta utilizzando i nostri prodotti”.
Quale è il prodotto da voi lanciato che ritiene più vicino alla filosofia di prevenzione e cura della pelle di General
Topics?
Abbiamo una serie di prodotti che approcciano a circa il 90% delle problematiche cutanee rilevabili in campo dermatologico ed estetico. Mi pone nella condizione di fare una scelta difficile… ma cercherò di rispondere lo stesso. Abbiamo prodotti per la prevenzione solare
(Sunwards) che mi attirano molto, forse per le mie origini mediterranee, i prodotti idratanti Hydratime e
Nutritime, per le proprietà biomeccaniche della pelle (Terproline), per la pelle sensibile
(Synchrorose/Rosacure), antiage come Lipoacid o Synchrovit, Enerpeel un nuovo e originale peeling chimico (lanciato sul mercato in occasione
dell’EADV di Barcellona – Ottobre 2003), una linea di prodotti effettivamente efficaci per la pelle a tendenza acneica
(Aknicare), ecc… come vede… ”molto di nuovo sotto il sole”.
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