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Come creare vere mappe cutanee
Arriva dalla Svizzera la testimonianza relativa all’uso di una nuova
tecnologia che permette di acquisire e valutare lesioni cutanee pigmentate,
catalogandole in base alla probabile malignita'
del Dr. Adrian Charles Major MD, dermatologo
Nel vasto panorama delle apparecchiature in ausilio alla diagnosi delle
lesioni pigmentate (ad esempio i videocapillaroscopi), si inserisce uno speciale
strumento veramente innovativo, basato sull’acquisizione di diagrammi
colorimetrici, progettato e prodotto in Svizzera. La Tecnologia Spectroshade® e'
un sistema brevettato costituito da due fotocamere digitali connesse tramite
fibre ottiche a uno speciale spettrofotometro. e' un dispositivo in grado di
misurare i parametri dei colori in maniera molto piu' efficace rispetto all’occhio
umano. L’utilizzo e' semplice: il medico, secondo la propria esperienza,
valuta la lesione e posiziona il manipolo dell’unita', procedendo con l’acquisizione.
Quest’operazione consente di acquisire un’immagine RGB (percio' a colori) e
soprattutto una serie di 15 immagini multispettrali che per lunghezza d’onda
si estendono nella larghezza di banda vicina all’infrarosso, oltre la zona di
percezione visiva del medico. Infatti e' stato dimostrato che la permanenza dell’immagine
nella zona dell’infrarosso rappresenta un importante indicatore di malignita'
della lesione pigmentata in esame. .
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Una volta acquisite le lesioni, la
valutazione delle medesime, segue diverse fasi di classificazione, tutte
elaborate automaticamente dal software: definizione del contorno, valutazione di
alcuni dei descrittori e classificazione. Da queste fasi di elaborazione, le
lesioni vengono quindi classificate in quattro diverse categorie che
attribuiscono alle stesse un’indice di probabile, non-probabile malignita'. Il
punto chiave dell’elaborazione spettrofotometrica e' basato sui descrittori
della lesione che ne valutano: la dimensione a 584nm; l’assorbimento dai 650nm
ai 750nm; l’assorbimento dai 750nm ai 950nm e la variegatura, ovvero la
disomogeneita' della lesione quando illuminata con luce nella gamma del rosso
fino quasi all’infrarosso, cioe' ancora dai 650nm ai 750nm. |
| Una volta
terminate l’acquisizione e la successiva valutazione spettrofotometrica, le
immagini vengono salvate in un database facilmente richiamabile per i successivi
eventuali follow-up, permettendo il confronto nel tempo dei parametri
morfologici dimensionali delle lesioni, ma soprattutto, piu' interessante, il
confronto dell’analisi dell’eleborazione dei descrittori delle lesioni
precedentemente acquisite con le medesime del momento. La mia esperienza
triennale nell’utilizzo di questo strumento, ha confermato la sua validita'
nel creare le comunemente chiamate ''mappe cutanee'', mappe che divengono
dinamiche grazie alla possibilita' di analizzare e confrontare i parametri
spettrofotometrici nei controlli mappa successivi. Tenuto conto del ruolo del
medico nella diagnosi, Spectroshade e' divenuto un ottimo supporto alla sempre
piu' richiesta mappatura dei nevi con un’ottima accettabilita' da parte del
paziente |
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