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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 


Come creare vere mappe cutanee

Arriva dalla Svizzera la testimonianza relativa all’uso di una nuova tecnologia che permette di acquisire e valutare lesioni cutanee pigmentate, catalogandole in base alla probabile malignita'

del Dr. Adrian Charles Major MD, dermatologo

Nel vasto panorama delle apparecchiature in ausilio alla diagnosi delle lesioni pigmentate (ad esempio i videocapillaroscopi), si inserisce uno speciale strumento veramente innovativo, basato sull’acquisizione di diagrammi colorimetrici, progettato e prodotto in Svizzera. La Tecnologia Spectroshade® e' un sistema brevettato costituito da due fotocamere digitali connesse tramite fibre ottiche a uno speciale spettrofotometro. e' un dispositivo in grado di misurare i parametri dei colori in maniera molto piu' efficace rispetto all’occhio umano. L’utilizzo e' semplice: il medico, secondo la propria esperienza, valuta la lesione e posiziona il manipolo dell’unita', procedendo con l’acquisizione. Quest’operazione consente di acquisire un’immagine RGB (percio' a colori) e soprattutto una serie di 15 immagini multispettrali che per lunghezza d’onda si estendono nella larghezza di banda vicina all’infrarosso, oltre la zona di percezione visiva del medico. Infatti e' stato dimostrato che la permanenza dell’immagine nella zona dell’infrarosso rappresenta un importante indicatore di malignita' della lesione pigmentata in esame. .

Come creare vere mappe cutanee Come creare vere mappe cutanee
Come creare vere mappe cutanee Come creare vere mappe cutanee
Una volta acquisite le lesioni, la valutazione delle medesime, segue diverse fasi di classificazione, tutte elaborate automaticamente dal software: definizione del contorno, valutazione di alcuni dei descrittori e classificazione. Da queste fasi di elaborazione, le lesioni vengono quindi classificate in quattro diverse categorie che attribuiscono alle stesse un’indice di probabile, non-probabile malignita'. Il punto chiave dell’elaborazione spettrofotometrica e' basato sui descrittori della lesione che ne valutano: la dimensione a 584nm; l’assorbimento dai 650nm ai 750nm; l’assorbimento dai 750nm ai 950nm e la variegatura, ovvero la disomogeneita' della lesione quando illuminata con luce nella gamma del rosso fino quasi all’infrarosso, cioe' ancora dai 650nm ai 750nm. 
Una volta terminate l’acquisizione e la successiva valutazione spettrofotometrica, le immagini vengono salvate in un database facilmente richiamabile per i successivi eventuali follow-up, permettendo il confronto nel tempo dei parametri morfologici dimensionali delle lesioni, ma soprattutto, piu' interessante, il confronto dell’analisi dell’eleborazione dei descrittori delle lesioni precedentemente acquisite con le medesime del momento. La mia esperienza triennale nell’utilizzo di questo strumento, ha confermato la sua validita' nel creare le comunemente chiamate ''mappe cutanee'', mappe che divengono dinamiche grazie alla possibilita' di analizzare e confrontare i parametri spettrofotometrici nei controlli mappa successivi. Tenuto conto del ruolo del medico nella diagnosi, Spectroshade e' divenuto un ottimo supporto alla sempre piu' richiesta mappatura dei nevi con un’ottima accettabilita' da parte del paziente


 

 

 


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