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Negli ultimi tempi abbiamo assistito a un progressivo interesse nell'utilizzo di dispositivi tecnologici, atti a nebulizzare sulla pelle miscele di principi attivi e ossigeno al fine di contrastare gli effetti dell'aging. Slogan pubblicitari e articoli di giornali inneggianti alle virtu' dell'ossigeno e richiamanti l'attenzione su ''sempre verdi'' star di Hollywood hanno condizionato le scelte di tante pazienti, che hanno visto nell'equazione ''ossigeno, fonte di vita = antiaging'' una possibile soluzione alle loro problematiche. L'illusione si fonda su un presupposto reale. La pelle, gia' a partire dai 30 anni, tende progressivamente a perdere elasticita' e ad assottigliarsi; diminuisce anche l'afflusso di sangue e quindi ossigeno ai tessuti, a causa di una riduzione del numero di capillari sulla cute. Cio' provoca un ridotto apporto di elementi necessari per il sostentamento della pelle, con il risultato che essa perde tono, si ''spegne'' e compaiono le rughe. Sebbene l'ossigeno molecolare sia un elemento necessario per la sopravvivenza delle forme di vita aerobiche, inclusa quella umana, i nostri tessuti non hanno un sistema capace di immagazzinarlo. L'ossigeno dai polmoni, dopo la respirazione, viene trasportato in continuazione al suo target tessutale per mezzo dell'emoglobina. E' questo afflusso continuativo e controllato di ossigeno che garantisce l'integrita' e la funzionalita' delle cellule. Di conseguenza, la supplementazione di ossigeno attraverso la pelle mediante i dispositivi a infusione attualmente disponibili puo' scarsamente influenzare la risposta metabolica. Una interpretazione che a me appare piu' attraente e verosimile dal punto di vista scientifico, e' offerta dalla veicolazione dell'ossigeno/ozono. Si ritiene che questo, essendo un forte ossidante, possa indurre a basse concentrazioni un adattamento allo stress, rendendo le cellule meno vulnerabili allo stress ossidativo cui sono sottoposte. La medicina di questo inizio di millennio, sul piano della ricerca, e' molto interessata al significato biologico e alle implicazioni patologiche dello stress ossidativo, dovuto all'eccesso di radicali liberi. Non ci sono piu' dubbi che esso si associa alle principali patologie croniche dell'adulto, a carattere degenerativo e con una evoluzione parallela al processo d'invecchiamento. Alla luce della numerosa bibliografia e all'esperienza sul campo si riscontra, in seguito a somministrazione di O3, un'attivazione degli enzimi deputati alla neutralizzazione dei radicali liberi, i cosiddetti agenti scavenger, con conseguente ottimizzazione dei meccanismi di riparazione e rigenerazione propri delle cellule che pertanto sono in grado di tamponare la formazione di molecole reattive. Ovviamente, essendo l'ozono un potente ossidante, condizione fondamentale per l'impiego dell'O2/O3 nell'uomo, e' la dose somministrata, che non deve sopraffare la capacita' degli enzimi antiossidanti. Queste azioni terapeutiche sono rese difficoltose dalla intrinseca instabilita' dell'ozono nella sua forma gassosa per cui l'ozonoterapia e' possibile solo in ambiente medico e dietro supervisione di personale specializzato. Tuttavia da tempo, si e' constatato che l'ozono privilegia le catene fosfolipidiche, e in particolare i siti insaturi degli acidi grassi. Grazie alla ''reazione di Rudolf Criegee'', l'ozono puo' essere immagazzinato in substrati piu' stabili nel tempo per consentire un uso piu' facile di questo ''super-ossigeno''. Partendo da tali osservazioni, ho condotto uno studio per valutare l'efficacia di Mesofill OX, una formulazione antiaging arricchita con ozonidi. Allo scopo e' stata utilizzata una nuova metodica infiltrativa transdermica non invasiva, denominata Mesofilling, messa a punto dai laboratori di Aesthelab Srl. La tecnica iniettiva e' un perfezionamento della Mesoporazione, inventata dall'Ing. Renato Torre e diffusasi anche negli USA dove ha ottenuto l'approvazione FDA. In base alla tecnica, alla mesoporazione si associa un effetto cavitazione molto superficiale che crea dei canali di passaggio nello Strato Corneo senza danneggiare gli strati sottostanti. L'effetto congiunto aumenta notevolmente il flusso dei principi attivi attraverso la pelle, consentendo la veicolazione transdermica anche di grandi aggregati molecolari con dosaggi comparabili a quelli ottenibili con l'iniezione ipodermica. La metodica e' efficace, senza effetti collaterali, agevole e indolore e consente di veicolare nel derma un cocktail di ac. ialuronico, argilerina, Vit. E arricchito di ozonidi, per consentire un rilascio graduale di ossigeno attivo nei tessuti favorendo non solo l'ossigenazione e il ripristino del microcircolo ma anche il tono e l'idratazione cutanea. I risultati sono visibili alla prima applicazione, anche se le zone piu' soggette a mimica hanno mostrato una perdita del risultato ottimale in 3°/ 4° giornata, per tale motivo il protocollo prevede 2 applicazioni settimanali in fase d'urto, per 6 settimane, e poi un'applicazione settimanale per altre 6 ed eventualmente un mantenimento con una seduta mensile.
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