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Matrice extracellulare e microvibrazione
Secondo la Medicina Funzionale, un buon intervento estetico non puo' prescindere da un recupero fisiologico e funzionale del tessuto in deficit
del dott. G. Fausto Bellabona docente SIMF (Scuola Italiana di Medicina Funzionale)
La matrice extra cellulare (MEC) e' stata per molti anni la cenerentola dei tessuti. La sua presunta dubbia
utilita' ha favorito la concezione che il modello riduzionistico fosse quello vincente. Oggi, pur se a fatica, la medicina tutta accetta
cio' che per la Medicina Funzionale da anni e' una realta': la MEC rappresenta un elemento importante e fondamentale dell'unita' base del sistema vivente. La MEC, balia delle cellule, permette che adeguati flussi nutrizionali e informazionali si muovano dall'ambiente extra a quello intracellulare e viceversa, intervenendo in modo attivo nei processi di autoregolazione del sistema vivente. Grazie alle nuove conoscenze sul comportamento della matrice, il processo di invecchiamento fornisce oggi una prospettiva di intervento
piu' ragionata. L'andamento bifasico del metabolismo quotidiano, prevede due fasi. Una fase attiva, ortosimpaticotonica, coadiuvata da adeguate increzioni di ormoni tiroidei, sessuali e surrenalici, con un concomitante stato di gel della MEC che tende a mantenersi tendenzialmente
piu' acida rispetto al sangue. Una fase di recupero parasimpaticotonica coadiuvata da adeguate increzioni di ormoni, tra i quali il Gh e la melatonina, in cui la MEC passa a una fase di sol, cedendo acidi al sangue che raggiunge il fegato per la depurazione grazie al fenomeno della centralizzazione della massa ematica. Questo andamento bifasico viene turbato dall'intervento di stressori e richiede, in risposta dal sistema vivente, un comportamento biologico stereotipato che prevede una fase di resistenza, in cui la MEC resta in acidosi prolungata fino al perdurare dello stress:
cio' comporta stasi ematica e stasi linfatica con accumulo tissutale di elementi strutturali danneggiati. Segue una fase di recupero che per avvenire in modo coerente, deve essere ricca di micro e macro nutrienti adeguati alla rigenerazione cellulare e tissutale la dove
e' avvenuto il danno. Il progressivo deterioramento strutturale della MEC e' conseguente al suo permanere in acidosi e quindi in fase di Gel, condizioni rilevabili dall'aumento dei valori di misurazione dello stress ossidativo che nel tempo e nel caso del volto si manifesta con i segni dell'esaurimento funzionale del tessuto: si osserva la formazione di rughe di
profondita' progressivamente crescenti in una cute sempre piu' atonica e anelastica
perche' povera sia di componenti strutturali (glicoproteine, proteoglicani ecc.) che di popolazione cellulare, incapace di svilupparsi
perche' non nutrita. Ci si chiede come affrontare questo fenomeno complesso, giudicando inadeguata la risposta terapeutica fornita dai filler i quali, in definitiva, rappresentano una mera terapia sostitutiva, indubbiamente adeguata se applicata a un tessuto totalmente incapace di ristrutturarsi ex novo, ma pericoloso induttore di calo di produzione tissutale endogena quando l'applicazione avviene su tessuti con buone
capacita' rigenerative o residue ma inespresse. Se inizialmente il tessuto si acidifica a causa della stasi emo-linfatica conseguente al mancato recupero
e' ovvio che una terapia efficace puo' essere un adeguato massaggio emo-linfatico il quale
pero' da solo e' insufficiente. Se i presupposti del danno cellulare sono la carenza di micro e macronutrienti,
e' ovvio che decontratturando i muscoli del viso si ottiene l'effetto di un maggior afflusso di sangue e quindi di nutrienti adeguati alle
necessita' di ricambio. Ma ottenere questo risultato con l'ausilio di tossine e'
un rischio che dovrebbe essere corso solo in assenza di metodiche alternative che si dimostrino altrettanto efficaci. Altro spunto di riflessione: se le cellule staminali rigenerative non giungono ai tessuti del viso ove predominano le rughe
e' perche' risultano inattivi i meccanismi di richiamo: poter esercitare un trauma minimo controllato
puo' essere una soluzione adeguata al loro richiamo biologico. La micro vibrazione compressiva permette di attuare in modo non invasivo, privo di effetti sistemici e con un unico trattamento in contemporanea le tre azioni suindicate. La metodica consiste nell'applicare uno stress vibratorio e compressivo minimo e controllato alla cute del viso, determinando una rigenerazione della matrice in 4 passaggi. L'azione drenante, grazie all'intervento sul sistema linfatico locale del volto contribuisce ad allontanare i detriti metabolici verso gli organi di smaltimento. Un'azione
decontratturante, esercitata sui muscoli mimici, e in generale tutti i muscoli del viso e del collo con un effetto distensivo non paralizzante, quindi senza l'introduzione di tossine potenzialmente pericolose. Un'azione vascolare, conseguente al rilasciamento muscolare indotto dal trattamento che permette di migliorare l'afflusso ematico a tutto il territorio trattato con massimo apporto di nutrienti essenziali per la rigenerazione cellulare, migliora gli effetti dell'acidosi tissutale, quindi dello stress ossidativo con un'ovvia azione antiageing. Infine l'azione rigenerativa sulla ruga, legata all'applicazione mirata della rotovibrazione sulla ruga stessa che crea un microtraumatismo che riattivato il circolo linfatico ed ematico richiamando cellule staminali ad azione riparatoria. Gli effetti sono visibili dalla prima seduta e i risultati al termine di un ciclo di 10 sedute sono paragonabili a quelli che si ottengono con metodi ben
piu' invasivi e non scevri di rischi nel medio/lungo termine. In base alla nostra esperienza, applicare la microvibrazione compressiva alla cute del viso rappresenta oggi una
novita', certamente ecologica e biologica per affrontare il problema rughe gia' nelle pazienti che per
eta' non dovrebbero ancora essere reclutate tra le fruitrici della terapia sostitutiva con filler. Accompagnare poi la micro vibrazione con adeguati e personalizzati apporti di micronutrienti permette di ampliare la gamma della clientela perfino alle pazienti
piu' mature a dimostrazione che la cute sebbene poco elastica e poco tonica ha comunque delle notevoli
capacita' di rigenerazione residue.
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