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Il mitocondrio e l’energia luminosa
Le diverse lunghezze d’onda emesse da fonti LED permettono di modulare gli effetti biologici della luce a seconda degli obiettivi terapeutici scelti dal medico
della dott.ssa Sabrina Parodi Responsabile Ricerca e Sviluppo - Keratrade Div. Medica
Se la domanda venisse posta a un biologo la risposta sarebbe abbastanza facile: la vita dipende da pochi, fondamentali, fattori: acqua, ossigeno e luce. E' infatti quasi superfluo ricordare che senza luce la vita non e' possibile. La materia biologica ne trae linfa per vivere e rigenerarsi. E' noto che la luce solare viene usata a scopi terapeutici fin dall’epoca dei Greci e Romani, che ne conoscevano gia' gli effetti positivi. Quando la luce del sole colpisce la pelle, tutto il nostro corpo ne beneficia, perfino il nostro cervello e gli scienziati, avendo compreso le relazioni fra la luce e i suoi effetti positivi sul corpo, hanno cominciato quindi a sviluppare tecniche e dispositivi che utilizzano la luce come parte del processo di guarigione. Nei recentissimi anni, grazie all’introduzione della luce a Led, hanno preso campo sempre di piu' tecniche note come Terapia foto-dinamica (FTD) e Foto-biostimolazione terapeutica ed estetica (LLT '' Low laser terapy), con applicazioni in diverse branchie della medicina (fisioterapia, dermatologia, chirurgia plastica, medicina estetica e altre ancora).
Tutto cio' e' stato possibile a seguito di quello che la ricerca scientifica ha
approfonditamente accertato, ovvero il ruolo che all’interno della cellula,
svolge il mitocondrio che e' la parte interessata al processo di
foto-modulazione. Come e' ben noto questa struttura e' la centrale energetica
cellulare che produce gran parte dell’energia ad essa necessaria. Tramite il
processo di glicolisi, il mitocondrio crea le condizioni ideali per la
produzione di ATP (Adenosin Tri Phosphate).
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Quando le cellule sono irradiate, per esempio, dalla luce infrarossa da 810nm a
980nm, essa viene assorbita dai citocromi dei mitocondri, con conseguente
aumento dell’attivita' metabolica. Al loro interno, infatti, si genera una
reazione foto''chimica che determina una maggiore produzione di ATP da parte
della cellule stessa. Per spiegare in maniera piu' semplice cio' che succede si
puo' ricorrere all’analogia con i moderni calcolatori a energia solare in cui
il processo e' molto simile: la cella fotovoltaica trasforma la luce in energia
per il funzionamento della macchina. Con un processo parallelo il mitocondrio
trasforma la luce della ''finestra di foto-biomodulazione'' in energia
immediatamente disponibile (ATP). Se ora consideriamo che un solo fibroblasto
contiene circa 2000 mitocondri, e' facile pensare quali benefici possa dare la
foto-biomodumolazione in termini di produzione di elastina e collagene (e non
solo). Essendo anche dimostrato che la luce aumenta la produzione dei Fattori di
Crescita, la Foto-biomodulazione permette di trattare con grandissimi benefici i
tessuti interni lesionati. Nonostante sia una metodica gia' sufficientemente
diffusa, vale la pena riassumere, le proprieta' della foto-bio-modulazione che
migliora la circolazione sanguigna e linfatica, grazie all’azione svolta sulle
cellule endoteliali; favorisce il riassorbimento dei liquidi interstiziali
eccedenti, riequilibrando la membrana cellulare (polarizzazione); detossina i
tessuti, per incremento delle attivita' depurative cellulari; rinvigorisce e
normalizza la produzione di fibre reticolari, di collagene e di elastina nei
fibroblasti (da scarsa attivita' ad attivita' normale); incrementa le difese
immunitarie fornendo energia supplementare facilmente utilizzabile. E'
comprensibile come siano innumerevoli i campi di applicazione della stimolazione
cellulare effettuata tramite una sorgente a diodi LED che rilascia fotoni con
basso potere d’incidenza. Effetti che sono differenti in base alla lunghezza d’onda
e colore di ogni singola luce. Per certo, i fasci di luce intorno ai 650 nm sono
attivi in caso di gonfiori localizzati, edemi, teleangectasie, stasi linfatica e
cellulite nodulare in fase iniziale. Con una lunghezza d’onda fra i 450 - 550
nm s’interviene per trattare couperose, cute congestionata e rughe, mentre fra
gli 810 e i 980 nm l’azione migliorativa sui mitocondri porta a visibili
risultati in caso di disidratazione cutanea, invecchiamento precoce della pelle,
ipossia e discromie cutanee. Questa lunghezza d’onda inoltre induce
vasodilatazione e vascolarizzazione che svolgono un’importante azione
preventiva nei riguardi dell’aging cutaneo. L’effetto termico provocato,
infatti stimola il derma e riattiva la formazione dei fibroblasti e un
ricompattamento della matrice del collagene. Siccome la luce, a differenza di
altre energie, non provoca shock termico, il tutto avviene in maniera molto
pratica e sicura, senza limitazioni di fototipo o stagionali.
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