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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 

 


Un nuovo mito: i nutricosmetici

 

Luc Montaigner

di Lavinia Martella

Secondo molti miti greci esistevano animali straordinari, frutto dell’unione di due specie da cui traevano caratteristiche diverse. Una combinazione che ne potenziava gli aspetti migliori. Oggi la ricerca scientifica punta allo stesso risultato con prodotti a meta' fra nutrizione e cosmetica 

Basta un nome per creare una nuova categoria di prodotti? Probabilmente no, ma spesso il concetto che esprime aiuta a semplificare la filosofia di ricerca che c’e' dietro. e' stato cosi' per i fitoceutici, per i cosmeceutici e ora per gli ultimi arrivati: i nutricosmetici. 

Ma, fra i tanti falsi miti e le frequenti eccessive aspettative che derivano inevitabilmente dal lancio di nuovi prodotti sul mercato legati alla bellezza femminile, cerchiamo di fare subito chiarezza: i nutricosmetici, le cui caratteristiche sono state illustrate recentemente durante il Congresso SIDEV, possono essere catalogati come integratori alimentari la cui finalita' e' quella di migliorare l’aspetto esteriore della persona partendo dall’interno, andando a correggere eventuali stati di subcarenze di nutrienti. 
Il nome descrive il “matrimonio” fra estetica e alimentazione, sintetizzato in un unico prodotto e testimoniato dall’impegno nella ricerca nutrizionale e dermatologica che ha visto protagoniste due aziende leader nel mondo per quanto riguarda questi due settori: Nestle' e L’Oreal.
I nutricosmetici sono gia' utilizzati nel resto d’Europa e negli USA, e si basano sulla teoria dei radicali liberi, molecole reattive altrimenti chiamate ROS, prodotte normalmente con il metabolismo e potenzialmente dannose per cellule e tessuti, la cui azione negativa puo' essere contrastata dagli antiossidanti prodotti dall’organismo o introdotti con l’alimentazione. e' stato dimostrato in particolare che i nutricosmeceutici agiscono, dopo l’assunzione via orale e l’assorbimento da parte dell’organismo, conservando la densita' e favorendo l’idratazione del derma, sulla fluidita' dei tessuti cutanei, sulla diminuzione della profondita' delle rughe, sull’aumento della luminosita' e dell’uniformita' del colorito.
Nei nutricosmetici sono presenti dunque sostanze che contrastano l’attivita' dei ROS, quali il licopene, un potente antiossidante che possiede proprieta' benefiche per la salute della pelle (si oppone all’assottigliamento e stimola la moltiplicazione dei cheratinociti), e che in altri studi si e' dimostrato efficace anche nella prevenzione del tumore della proposta. Al fine di ottimizzarne l’efficacia e' stata sviluppata una particolare tecnologia utilizzabile nei complementi alimentari: il lacto-licopene, dieci volte piu' disponibile del licopene e che protegge efficacemente le fibre di collagene. Sono presenti inoltre alcuni fitoestrogeni, quali gli isoflavoni della soia (daidzeina, genisteina, gliciteina), sostanze vegetali ben conosciute, con un’azione simile a quella degli estrogeni naturali, che favoriscono il rinnovamento epidermico e riducono il processo di degradazione dei componenti dermici (fibre matriciali), e infine vitamina C, il piu' potente antiossidante idrosolubile conosciuto, coinvolta anche nel meccanismo di produzione del collagene e che protegge le strutture lipidiche delle cellule dagli attacchi dei radicali liberi. La formulazione e' in confetti e cio' assicura buona stabilita' nel tempo e un’assunzione piacevole.
A seconda degli stili di vita si possono raccomandare 2/3 confetti al giorno: qualora l’alimentazione sia gia' ricca di frutta e verdura, la dose puo' essere limitata a 2 confetti, da assumere sempre nel corso del pasto. 
e' importante comunque che il dermatologo prescriva l’integrazione piu' adatta mediante la conoscenza dell’anamnesi del paziente per individuare le eventuali “lacune” di principi alimentari presenti: in tal modo si potranno ottenere i massimi benefici possibili da questa moderna chimera, meta' nutrimento e meta' cosmetico.

L’approvazione agli antiossidanti viene dall’alto

Le teorie scientifiche non sempre sono accettate immediatamente dalla Comunita' dei ricercatori. e' successo per il ruolo delle vitamine, per le terapie sostitutive, e in un certo senso anche per i radicali liberi e gli antiossidanti. Oggi il ruolo di quest’ultimi e' riconosciuto universalmente, ma fino a qualche decennio fa, il ricorso a integratori capaci di rafforzare il pool antiossidante gia' presente nel nostro organismo, era visto a meta' fra la funzione del “ricostituente” e quella del placebo. La ricerca si sa e' lenta, non deve cadere nella trappola dell’euforia, ne' fermarsi davanti ai pregiudizi e, prima o poi, arriva a esprimere i suoi verdetti, frutto di studi e dati incontestabili. Sentenze che diventano ancora piu' importanti quando a esprimerle sono ricercatori che con il loro lavoro hanno segnato la storia piu' recente della medicina. e' il caso del francese Luc Montagnier, scopritore del virus responsabile dell’AIDS, e attualmente e' uno dei piu' forti sostenitori dell’integrazione con molecole a effetto antiradicalico. Si dice che, dietro suo suggerimento, papa Giovanni Paolo II abbia iniziato ad assumere estratti di papaya, beneficiando di un inaspettato miglioramento di salute. Su questo argomento Montagner non si e' voluto sbilanciare durante una affollata conferenza recentemente tenuta presso l’ISBE, Istituto Scienze Bioenergetiche, di Roma, Ma non si e' certo risparmiato di parlare in maniera approfondita delle sue aspettative sugli antiossidanti. “Quando la produzione di radicali liberi aumenta perche' si fuma, o perche' ci si espone al sole o semplicemente si hanno delle cattive abitudini alimentari, quando si riduce l’introduzione di antiossidanti o quando si associano entrambe le condizioni, e si e' in presenza di un’alimentazione squilibrata o di altri fattori negativi per la salute (stress, inquinamento, droghe e alcool) tutto l’organismo, compresa la pelle ne possono fare le spese. Il pericolo dei ROS, in termini di danni cellulari e di invecchiamento, sarebbe potenzialmente riducibile al minimo se si conducesse sempre una vita equilibrata e si mangiasse il giusto in termini di qualita' e quantita', ma si sa che questo puo' essere impossibile a volte, dunque - per il professor Montagner- gli integratori con una buona biodisponibilita', una facile bioassimilazione e che contengano principi attivi in quantita' pari alla dose efficace, possono essere una scelta valida. Non solo in gente apparentemente sana, ma anche nei malati piu' gravi, quelli oncologici, affetti da malattie neurodegenerative o da AIDS”. Una benedizione che, anche se non viene direttamente dal Papa, speriamo possa servire a convincere i pochi ultimi scettici.



 

 

 


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