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articolo aggiornato il: Wednesday 07 December 2011

 

 


Perche' la papaya

 

Tommaso Addonisio

Dott.ssa. Francesca Calabretta Dott.Tommaso Addonisio, dermatologo, Presidente Societa' Italiana di Medicina del Benessere

La polpa e i germogli contengono enzimi e sostanze con alto valore protettivo nei confronti di molteplici patologie cardiovascolari, cutanee, otorinolaringoiatriche e neoplastiche 

 

La papaya e' una pianta della famiglia delle Caricacee (Carica papaia), detta anche albero dei meloni, originaria del sud del Messico e della vicina America centrale,attualmente diffusa in tutti i paesi tropicali e subtropicali. Il suo frutto e' molto apprezzato, soprattutto dall’industria alimentare. Il colore e' giallo quando il frutto e' maturo, verde quando ancora immaturo. La sua composizione percentuale in micronutrienti e non, e' cosi' ripartita: 86,8% acqua,12,8% carboidrati, vit. E, vit. C, vit A, riboflavina, niacina, tiamina., calcio, fosforo, ferro. La vitamina C, come e' noto, e' dotata di proprieta' antiossidanti e antiradicali liberi oltre a stimolare il sistema inmmunitario. Il suo contenuto nel frutto della papaya equivale a 84 mg/kg. Un altro importante costituente della papaya e' rappresentato dall’a-tocoferolo (vit.E). Il fabbisogno dietetico giornaliero raccomandato di vit.E, e' pari a 10 mg per i soggetti maschi adulti e a 7.6 mg per le femmine in eta' adulta. Essa ha un valore protettivo nei confronti di molteplici patologie: cardiovascolari, cutanee, otorinolaringoiatriche e neoplastiche. Infatti la vitamina E protegge le membrane cellulari dai processi di degradazione (lipoperossidazione), con attivita' antiossidante e anti-radicali liberi. Ha inoltre proprieta' vasoprotettive ed elasticizzanti cutanee. Il contenuto di vit. E nei germogli di papaya e' pari a 113mg/kg. La vitamina A (contenuto nel frutto della papaya pari a 10,9 mg/kg), rigenera i tessuti epiteliali e incrementa la funzionalita' degli annessi pilosebacei. Tutte le parti della pianta contengono un lattice in cui sono contenuti enzimi cosiddetti cistein-proteinasi, appartenenti alla famiglia delle chitinasi di classe II. Tra queste la principale e' la papaina che si presenta come una polvere grigia, solubile in acqua, dotata di marcata azione proteolitica in un pH compreso tra 4 e 6.5. La papaya viene utilizzata in medicina popolare per la cura della dispepsia, oltre che in varie preparazioni per uso topico; infatti alcune formulazioni tradizionali a base di papaya vengono utilizzate in Africa e in Jamaica per la terapia delle ustioni in eta' pediatrica e per le ulcere cutanee croniche in eta' adulta. La papaya infatti, e in particolar modo gli enzimi in essa contenuti, oltre ad avere un’azione cheratolitica, possiedono proprieta' esfolianti e antimicrobiche sull’epidermide, facilitando l’eliminazione del tessuto necrotico, la formazione di tessuto di granulazione e impedendo infine fenomeni di sovrainfezione batterica in sede di lesione. I germogli di papaya contengono alcuni tipi di flavonoidi (1264 mg/kg ), polifenoli con proprieta' antiossidanti e antiradicali liberi, antinfiammatorie, antiaggreganti piastriniche, antitrombotiche e antiallergiche. Inoltre essi inibiscono la sintesi di numerosi enzimi implicati nei processi di genesi tumorale, come le lipossigenasi e le ciclossigenasi, oltre a rappresentare una fonte di riserva di vitamina C. La papaina costituisce, da un punto di vista funzionale, il costituente fondamentale della papaya (viene estratta nella sua forma attiva, quando il frutto e' verde e quindi non ancora maturo). Infatti le sue proprieta' cheratolitiche, rigeneranti il tessuto collagene, eutrofiche, antisettiche, rappresentano delle caratteristiche fondamentali per l’utilizzo in dermocosmesi. Alla luce di quanto esposto in precedenza, possiamo dunque concludere che il frutto della papaya, oltre a essere dotato di proprieta' sistemiche (digestive, antiparassitarie, antiossidanti etc. etc.) e' altresi' assai idoneo all’utilizzo in dermo-cosmesi. In particolare, esso puo' rappresentare una alternativa valida ed efficace agli AHA (alfa-idrossiacidi), a esempio all’acido glicolico.


 

 

 


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