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Una nuova maschera per il peeling
Una originale maschera che veicola importanti principi attivi aumenta le
possibilita' di intervenire sul viso nel caso di diversi inestetismi cutanei
di Giuseppe Maria Izzo Specialista in Dermatologia, Napoli e Paola Tarantino Medico Esetico, Cerignola (FG)
Negli ultimi anni la Spagna ha dato piu' volte prova della sua creativita' in medicina estetica e dermatologia, formulando nuove e originali proposte sia di trattamenti ambulatoriali che di cosmeceutici altamente innovativi. Oltre a numerose varianti dei classici peeling chimici, quello che ha
piu' colpito l'attenzione degli addetti ai lavori e' stata la messa in commercio di
''maschere terapeutiche'' o ''peeling in maschera'' che, variamente formulati, possono correggere del tutto o parzialmente i
piu' vari inestetismi, dall' acne alle ipercromie al cloasma o al fotoaging, tutte mediamente con la stessa filosofia: correggere con breve o assente periodo di de- socializzazione, ripetendo magari
piu' volte l'iter terapeutico. Da circa un anno utilizziamo una innovativa maschera terapeutica spagnola chiamata Spot Out, adatta principalmente per lo schiarimento delle ipercromie melaniche a sede epidermica, ma utilizzabile anche, in
virtu' dei principi attivi in essa contenuti, nel trattamento del fotoaging e dell'acne. Essa risponde in pieno alla filosofia operativa cui abbiamo fatto cenno,
perche' il medico possa lavorare in sicurezza per ottenere risultati terapeutici veramente sorprendenti. La composizione chimica della maschera
e' estremamente interessante in quanto in essa e' contenuto acido azelaico in elevata concentrazione. L' acido azelaico
e' un acido dicarbossilico; si trova nel grano, nella segale e nell'orzo, e inoltre
e' prodotto dalla malassetia furfur, saprofita presente sulla nostra cute, in grado di determinare le antiestetiche chiazze discromiche tipiche della pitiriasis
versicolor. Molteplici le sue azioni terapeutiche: antibatterico in quanto riduce la proliferazione intrafollicolare dello stafilococcus epoidermidis e del propionibacterium
acnes; comedonolitico e cheratolitico per la capacita di ridurre la ipercheratosi follicolare; anti radicali liberi e anti flogosi, schiarisce le aree
ipercromiche, rispettando quelle normocromiche, tramite un meccanismo selettivo di danno mitocondriale (danno strutturale), mentre inibisce la 5a-reduttasi, che trasforma il testosterone in diidrossitestosterone
(DHT) a livello del follicolo pilo sebaceo, determinando una notevole
seboregolazione. Per tutte queste sue
proprieta' l'ac. azelaico e' stato da tempo in dermatologia per la cura della seborrea del viso e del cuoio capelluto, per l'acne giovanile, per le ipercromie compreso il melasma e per il trattamento del fotoaging del viso. Nella formulazione
e' presente anche l' acido kojico, prodotto da alcuni miceti del genere penicillum e aspergillum
nonche' dalla fermentazione naturale della soia. Questa molecola e' in grado di determinare uno schiarimento della cute per inibizione competitiva della
tirosinasi, enzima chiave della melaninogenesi. Importante
e' anche la presenza dell'arbutina, che e' un glucoside idrochinonico e in natura si trova nelle foglie dell'uva ursina e nelle
sommita' fiorite di diverse Ericaceae. Il suo meccanismo d'azione depigmentante e'
dovuto alla competizione per il legame con i recettori della tirosinasi. Una volta nella cute, ha azione
simil-idrochinonica, senza averne
ne' gli effetti collaterali ne' la potenza d' azione. Oltre a queste sostanze, ricordiamo anche la presenza di un mix di acidi soft (salicilico, lattico e citrico),
nonche' sostanze ad azione lenitiva. Come spesso avviene per i prodotti spagnoli, insieme alla maschera sono forniti un detergente con acetone e alcool e un prepeeling con acido salicilico e alcool, oltre a una crema domiciliare contenente gli stessi principi attivi della maschera ma in concentrazioni ridotte. Facile
e' la tecnica di applicazione: detersione e successiva applicazione della maschera in modo uniforme e su tutto il viso per un tempo variabile in rapporto al
fototipo, dalle 4 ore per il tipo I e II fino alle 8 - 10 per i fototipi
piu' scuri.
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