| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
   

articolo aggiornato il: Wednesday 04 April 2012

 

 

Una nuova maschera per il peeling

Una originale maschera che veicola importanti principi attivi aumenta le possibilita' di intervenire sul viso nel caso di diversi inestetismi cutanei

di Giuseppe Maria Izzo Specialista in Dermatologia, Napoli e Paola Tarantino Medico Esetico, Cerignola (FG)

Negli ultimi anni la Spagna ha dato piu' volte prova della sua creativita' in medicina estetica e dermatologia, formulando nuove e originali proposte sia di trattamenti ambulatoriali che di cosmeceutici altamente innovativi. Oltre a numerose varianti dei classici peeling chimici, quello che ha piu' colpito l'attenzione degli addetti ai lavori e' stata la messa in commercio di ''maschere terapeutiche'' o ''peeling in maschera'' che, variamente formulati, possono correggere del tutto o parzialmente i piu' vari inestetismi, dall' acne alle ipercromie al cloasma o al fotoaging, tutte mediamente con la stessa filosofia: correggere con breve o assente periodo di de- socializzazione, ripetendo magari piu' volte l'iter terapeutico. Da circa un anno utilizziamo una innovativa maschera terapeutica spagnola chiamata Spot Out, adatta principalmente per lo schiarimento delle ipercromie melaniche a sede epidermica, ma utilizzabile anche, in virtu' dei principi attivi in essa contenuti, nel trattamento del fotoaging e dell'acne. Essa risponde in pieno alla filosofia operativa cui abbiamo fatto cenno, perche' il medico possa lavorare in sicurezza per ottenere risultati terapeutici veramente sorprendenti. La composizione chimica della maschera e' estremamente interessante in quanto in essa e' contenuto acido azelaico in elevata concentrazione. L' acido azelaico e' un acido dicarbossilico; si trova nel grano, nella segale e nell'orzo, e inoltre e' prodotto dalla malassetia furfur, saprofita presente sulla nostra cute, in grado di determinare le antiestetiche chiazze discromiche tipiche della pitiriasis versicolor. Molteplici le sue azioni terapeutiche: antibatterico in quanto riduce la proliferazione intrafollicolare dello stafilococcus epoidermidis e del propionibacterium acnes; comedonolitico e cheratolitico per la capacita di ridurre la ipercheratosi follicolare; anti radicali liberi e anti flogosi, schiarisce le aree ipercromiche, rispettando quelle normocromiche, tramite un meccanismo selettivo di danno mitocondriale (danno strutturale), mentre inibisce la 5a-reduttasi, che trasforma il testosterone in diidrossitestosterone (DHT) a livello del follicolo pilo sebaceo, determinando una notevole seboregolazione. Per tutte queste sue proprieta' l'ac. azelaico e' stato da tempo in dermatologia per la cura della seborrea del viso e del cuoio capelluto, per l'acne giovanile, per le ipercromie compreso il melasma e per il trattamento del fotoaging del viso. Nella formulazione e' presente anche l' acido kojico, prodotto da alcuni miceti del genere penicillum e aspergillum nonche' dalla fermentazione naturale della soia. Questa molecola e' in grado di determinare uno schiarimento della cute per inibizione competitiva della tirosinasi, enzima chiave della melaninogenesi. Importante e' anche la presenza dell'arbutina, che e' un glucoside idrochinonico e in natura si trova nelle foglie dell'uva ursina e nelle sommita' fiorite di diverse Ericaceae. Il suo meccanismo d'azione depigmentante e' dovuto alla competizione per il legame con i recettori della tirosinasi. Una volta nella cute, ha azione simil-idrochinonica, senza averne ne' gli effetti collaterali ne' la potenza d' azione. Oltre a queste sostanze, ricordiamo anche la presenza di un mix di acidi soft (salicilico, lattico e citrico), nonche' sostanze ad azione lenitiva. Come spesso avviene per i prodotti spagnoli, insieme alla maschera sono forniti un detergente con acetone e alcool e un prepeeling con acido salicilico e alcool, oltre a una crema domiciliare contenente gli stessi principi attivi della maschera ma in concentrazioni ridotte. Facile e' la tecnica di applicazione: detersione e successiva applicazione della maschera in modo uniforme e su tutto il viso per un tempo variabile in rapporto al fototipo, dalle 4 ore per il tipo I e II fino alle 8 - 10 per i fototipi piu' scuri. 

peeling prima e dopo

Dopo la rimozione della maschera, anche a domicilio, la paziente osserva un eritema di grado variabile, con sensazione soggettiva di calore e a volte un lieve edema. Nei giorni successivi si osserva una desquamazione di tipo furfuraceo non de-socializzante, che si completa nel giro di 7 giorni al massimo. La crema domiciliare va applicata inizialmente 3 volte al giorno, poi 2 infine una sola volta, per ottimizzare lo schiarimento delle ipercromie gia' evidente dopo la rimozione della maschera. Ovviamente e' indispensabile una fotoprotezione molto alta in ogni stagione e con qualsiasi clima, in considerazione anche dell'eritema presente alla rimozione della maschera. A latere del trattamento combinato, e' utile che la paziente applichi per alcuni giorni una crema ristrutturante, mentre nel prosieguo del trattamento domiciliare, specie se la paziente presenta un fotoaging, un cosmeceutico antiage appropriato. In conclusione, non vogliamo certo affermare che una sola sessione mista possa portare sempre alla scomparsa delle ipercromie, specialmente in caso di melasma, che e' una patologia tendente a improvvise e gravi recidive, ma con questo trattamento, non aggressivo, ma notevolmente efficace, abbiamo rilevato che statisticamente le recidive sono piu' rare e di lieve entita'. La nostra personale esperienza ci ha portato ad alcune conclusioni, per ora provvisorie: il trattamento e' estremamente efficace, con scomparsa di molte ipercromie gia' dopo la prima seduta; notevole miglioramento della texture cutanea nelle pazienti con fotoaging; netta regressione delle lesioni attive dell'acne con concomitante miglioramento della seborrea. Mediamente si consiglia un intervallo di un mese o due. Non abbiamo riscontrato complicanze di sorta. Effetti collaterali sporadici e transitori per la reattivita' di alcune pazienti (eritema accessionale, esfoliazione protratta oltre sette giorni). Sulla base della casistica fin qui maturata, possiamo serenamente concludere che il sistema combinato di trattamento Spot Out costituisca indubbiamente un deciso passo avanti nel trattamento dei vari inestetismi, e in particolare del melasma epidermico, che riteniamo uno dei piu' grossi problemi terapeutici della medicina estetica e della dermatologia. La guerra contro tale patologia non e' ancora vinta, ma l' opportunita' offerta dal trattamento costituisce un netto progresso nella possibile definitiva guarigione di questa fastidiosa dermatosi.




 



|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore