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Cachessia e perdita di peso
La terapia nutrizionale puo' essere considerata parte integrante delle terapie oncologiche per migliorare prognosi
e qualita' della vita
di Lavinia Martella
La parola cachessia evoca emozioni e immagini drammaticamente crude. In campo sanitario, con questo termine si
e' soliti indicare uno stato di denutrizione e ipotrofia generalizzata dell’organismo, in genere con astenia, ipotensione e
ipoprotinenemia, secondario a malattie croniche, cardiopatie di grado elevato e tumori, in primo piano. Secondo l’accezione e il convincimento diffuso, la cachessia precede quasi sempre la morte e non
e' suscettibile di importanti e risolutive terapie. Ma recentemente sembra che le cose stiano cambiando. A sostenere questa buona notizia sono gli esperti che si sono riuniti a Roma per la III Conferenza Internazionale sulla Cachessia, tenutasi a Roma dall’8 al 10 dicembre scorso. In particolare, nel corso dei lavori, molta enfasi
e' stata posta sull’importanza della terapia nutrizionale che deve diventare parte integrante delle cure oncologiche.
e' stato infatti verificato che la perdita di peso, che puo' aumentare la possibilita' di morte molto piu' della neoplasia stessa,
e' prevenibile e reversibile, con conseguenze tangibili sulla qualita' della vita dei pazienti. “Il progressivo calo del peso corporeo
e' un problema molto frequente e critico, seppur spesso sottovalutato, nei malati di cancro – ha sottolineato in apertura dei lavori Filippo Rossi Fanelli, uno dei promotori del seminario e chairman della conferenza - esso compromette la risposta alla terapie oncologiche e causa l’aumento del numero e della durata delle degenze ospedaliere. Inoltre, facilita le complicanze e le infezioni, diminuisce la sopravvivenza e ha un impatto negativo sulla qualita' della vita, a causa della debolezza e della perdita della forza fisica che ne derivano. Nei casi piu' gravi, la perdita di peso puo' costringere i pazienti a letto e portare a stati di profonda depressione”. L’importanza di agire sulle cause della perdita di peso nei malati di cancro, contrastandole fin dall’inizio della malattia attraverso terapie nutrizionali adeguate e attualmente disponibili,
e' stato inoltre il focus di un seminario organizzato appositamente per i pazienti da parte di alcuni esperti del Comitato Scientifico della Conferenza.
“Secondo diversi studi, fino all’80% dei malati di cancro va incontro a significativi cali di peso – ha continuato nel suo intervento Rossi Fanelli - ben il 20% dei decessi per cancro, inoltre, sono correlati alla malnutrizione e alla perdita di peso, piu' che direttamente alla malattia. Nonostante la perdita di peso sia un problema estremamente ricorrente e grave per i malati, ed esistano oggi le possibilita' di
antagonizzarla, il problema
e' troppo spesso trascurato. e' invece necessario un cambiamento paradigmatico che metta la terapia nutrizionale sullo stesso piano delle cure oncologiche, su un percorso parallelo. Inteso in questo modo, l’intervento nutrizionale contribuisce al mantenimento di una buona qualita' della vita e aumenta la sopravvivenza”. Uno degli aspetti piu' importanti messi in evidenza da tutti gli esperti in ogni intervento
e' che la terapia nutrizionale deve essere avviata fin dall’inizio del decorso della malattia: prima comincia questo percorso parallelo, piu' elevate sono le possibilita' di prevenire o limitare i danni della perdita di peso. Su questo argomento si
e' focalizzata anche la relazione di Maurizio Muscaritoli, professore associato di Medicina Interna presso il Dipartimento di Medicina Clinica dell’Universita' “La Sapienza” di Roma: “le cause scatenanti la perdita di peso, che non sono solo ed esclusivamente meccaniche o determinate dalle cure oncologiche, intervengono fin dal momento in qui la prima cellula neoplastica si moltiplica.
e' percio' un errore concettuale e una mancanza strategica intendere gli interventi nutrizionali unicamente come cure palliative in fase terminale. Piuttosto, essi dovrebbero essere presi in considerazione dai medici oncologi fin dal momento della diagnosi. La malnutrizione non deve essere vista come un effetto collaterale della malattia oncologica a cui rassegnarsi, bensi' un aspetto prevenibile e reversibile”. Le soluzioni disponibili fino a poco tempo fa, come il semplice accrescimento dell’apporto dietetico o supplementi nutrizionali tradizionali, difficilmente riuscivano nell’intento di far mantenere o riacquistare peso ai pazienti, perche' non erano in grado di agire sui meccanismi sottostanti la perdita di peso e specificamente sulla diminuzione della massa muscolare. “La perdita di peso nel cancro – ha sostenuto Attilio
Giacosa, Direttore del Dipartimento di Gastroenterologia del Policlinico di Monza - nonostante possa essere l’effetto collaterale delle cure, come la chemioterapia o la radioterapia, o anche un fenomento psicologico o meccanico,
e' infatti principalmente correlata a complesse alterazioni metaboliche dovute al cancro stesso, tra le quali quelle causate dal Pif
(proteolysis inducing factor), che sottrae proteine alla massa magra per fornirle alle cellule tumorali”.
Le ricerche in ambito oncologico hanno recentemente evidenziato che e' possibile adottare regimi dietetici e vere terapie nutrizionali che agiscono sui meccanismi metabolici che tipicamente causano la malnutrizione nel cancro. Molte di queste diete sono a base di sostanze farmacologiche ben note come la carnitina o l’acido
eicosapentaenoico, un acido grasso omega-3 (EPA) arricchite in proteine e calorie, e secondo i medici intervenuti all’incontro, possono fare la differenza, agendo sulla perdita di peso e di combatterlo, contrastando quindi una serie di effetti inabilitanti del tumore e incidendo sulla qualita' della vita. “Se per molto tempo i tentativi di curare la perdita di peso nei pazienti neoplastici potevano risultare frustranti - ha concluso il Prof. Giacosa - con la conseguenza di essere spesso abbandonati o limitati alla fase palliativa terminale, questo nuovo approccio
e' efficace perche' si basa sulla comprensione delle alterazioni metaboliche che sottintendono la perdita di peso e interviene direttamente sulle stesse. Inoltre i suggerimenti sono di facile uso per i pazienti e non interferiscono con le cure oncologiche in corso”.
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