|
Prof. Motolese, lei e' considerato il padre della Intralipoterapia, ce la puo' definire in poche parole?
Si tratta di una tecnica iniettiva super selettiva del tessuto adiposo sottocutaneo. La tecnica si basa
sull'infiltrazione di una soluzione in grado di determinare la lisi degli adipociti. Il tutto secondo un protocollo rigido e preciso che stabilisce posologia, cadenza delle sedute oltre che un armamentarium ad hoc .
La soluzione ha il nome commerciale Aqualyx®, ma e' conosciuta anche come Soluzione di Motolese: in cosa consiste?
E' un medical device in forma microgelatinosa, che non contiene fosfatidilcolina ma un mix di principi attivi in grado di ridurre il volume del tessuto adiposo.
L'utilizzo di Aqualyx® prevede obbligatoriamente il ricorso al protocollo iniettivo denominato intralipoterapia, per questo il suo uso e' strettamente riservato solo ai medici che hanno acquisito una specifica formazione nell'utilizzo della tecnica dell'intralipoterapia.
Non crede che questo limite costituisca un ostacolo alla diffusione della tecnica?
I medici e i dermatologi sono avidi di novita' e apprezzano molto
l'acquisizione di nuove abilita', soprattutto se si tratta di procedure di indubbia bonta' e che possono essere considerate avanzate e pionieristiche. Tutto cio' infatti si traduce in una migliore offerta nel proprio ambulatorio. I dati sembrano premiare la nostra scelta: in 12 mesi, quasi 200.000 fiale vendute in Europa con Italia e Spagna come maggiori utilizzatori, nessuna segnalazione di effetto secondario maggiore e nuove procedure di registrazione in altri paesi extraeuropei.
Ma come funziona la vostra strategia di diffusione?
Per ogni nazione vi sono tre o quattro trainers da me addestrati che si occupano di formare i medici nel loro Paese. Il tutto si diffonde quindi
''a catena'' sotto la continua supervisione esercitata
dall'Italia. e' una organizzazione complessa ma fortemente efficace. Ma perche' questa rigidita'?
L'intralipoterapia e' un protocollo rigido e fortemente standardizzato che non ammette
''fantasiose variazioni'' pena
l'inefficacia e la perdita di sicurezza e questo i tutor internazionali, cosi' come i medici formati, lo sanno benissimo.
Ci saranno evoluzioni future?
E' gia' in fase di registrazione una nuova versione di Aqualyx® piu' potente e ancor meglio tollerata. Stiamo sperimentando nuove indicazioni sia in Italia che
all'estero, come per esempio il ''buffalo hump'' nei pazienti HIV trattati con antiretrovirali, insieme a sinergie di trattamento in associazione con particolari onde
d'urto. Era molto che non la incontravamo a congressi.
Ha forse troppi impegni
all'estero o non ha piu' niente da dire?
Da un paio di anni a questa parte ho modificato i miei interessi. Oggi faccio quello che amo e mi gratifica di piu'. Mi dedico alla didattica e alla ricerca sperimentale insieme a biologi molecolari e farmacologi con i quali studiamo fenomeni biologici e farmacodinamici nella
''patologia estetica''. Infatti alcune evidenze di microscopia elettronica, utilizzando anticorpi monoclonali e reazioni enzimatiche, hanno messo in luce alcuni elementi altamente tossici a livello del tessuto adiposo sottocutaneo, probabilmente correlati con
l'eziologia della PEFS. Da qui lo sviluppo di Alidia® come primo iniettabile specificamente indicato, la cui formulazione, che vede coinvolti sistemi farmacologici biocompatibili di rilascio controllato e graduale, insieme alla nanotecnologia sotto i 50 nanometri, nonostante la sua complessita' sta producendo dei risultati estremamente efficaci. Abbiamo inoltre evidenziato alcuni effetti verosimilmente rigeneranti su alcuni tessuti da parte di alcuni amminoacidi. Stiamo tipizzando alcuni elementi staminali del tessuto adiposo e provando ad inviare segnali naturali e biocompatibili nella speranza di indirizzare questi elementi multi potenziali verso una univoca e specifica differenziazione. Appena saremo pronti lo comunicheremo alla comunita' scientifica.
|