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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 


Charlie Brown: 60 ma non li dimostra

Anche i fumetti compiono gli anni, ma non diventano mai adulti o vecchi, cristallizzati in una loro eta' quasi immutabile

di Sabrina Guzzoletti


I Peanuts, nati dalla matita di Charles Monroe Schulz, hanno ormai sessantanni essendo stati pubblicati per la prima volta il 2 ottobre 1950. Ma qual e' il segreto del loro ininterrotto successo planetario? Proviamo a capirlo attraverso un colloquio fra due dei personaggi piu' amati da tutte le generazioni. Charlie Brown dice a Linus: “la sai una cosa? ieri ero a un passo dall'essere felice. Per un brevissimo istante ho creduto di poter vincere nella gara della vita! Pero' naturalmente non e' andata cosi'. Mi chiedo perche' mi succeda sempre. Ogni volta che mi sembra che stia andando tutto a posto la vita mi sferra un pugno”. E Linus risponde: “lo so quello che vuoi dire, forse sarebbe meglio usare dei caschi protettivi!”. Questa in fondo e' la filosofia dei Peanuts, conservare sempre un grande senso dell'umorismo che aiuta a spogliare i problemi e a gioire della leggerezza della vita arricchendola di voli immaginari come fa il piccolo bracchetto Snoopy sul tettuccio della sua cuccia, ogni volta che sogna di essere il mitico Barone Rosso inforcando gli occhiali da pilota e indossando la sciarpetta rossa al collo. Poco importa se si rimane a terra, l'im­portante e' alzarsi in volo con la fantasia. La ricchezza dei personaggi e la varieta' delle situazioni narrate e' cio' che ha permesso a generazioni di lettori di potersi identificare, di affezionarsi al personaggio che sentiva piu' suo: Piperita Patty, Lucy, Schroeder, Linus, Charlie Brown e Snoopy, sono solo alcuni dei personaggi che rappresentano la caleidoscopica natura umana con un linguaggio divertente e semplice. Umberto Eco ha scritto nell'introduzione alla prima raccolta in italiano dei Peanuts: ”Se poesia vuol dire capacita' di portare tenerezza, pieta', cattiveria a momenti di estrema trasparenza, come se vi passasse attraverso una luce e non si sapesse piu' di che pasta sian fatte le cose, Schulz e' un poeta”. Ed e' proprio la tenerezza e la poesia che anima questo mondo che ci incantano: quanti di noi a fine gior­nata vorrebbero crogiolarsi come Linus nel tepore rassicurante della propria copertina morbida, chi succhiandosi il dito, chi arrotolando il ciuffo dei capelli, chi il lembo di stoffa del cuscino, abbandonandosi a gesti in­fantili rassicuranti e gratificanti. Charlie Brown e' il nostro mondo interiore di fanciulli, la parte piu' tenera di noi dove non e' consentito l'ingresso agli adulti, dove ognuno puo' mantenere le sue caratterialita' senza doverle uniformare o adattare alle convenzioni e, cosa incredibile, dove ognuno ha un totale rispetto di quelle degli altri. Il mondo della possibile convivenza sociale, dove c'e' liberta' di espressione nei pensieri e anche nei sentimenti, dei quali nessuno si vergogna.


 

 



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