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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 


Due artisti per ricordare il mito

A Milano una mostra dedicata al mito di Marylin Monroe attraverso le parole della poetessa Alda Merini e le opere del maestro Mimmo Rotella

di Danilo Panicali

Icona intramontabile di bellezza femminile, Marylin Monroe e' stata una di quelle donne universalmente riconosciute capaci d'imporsi con semplicita' nell'immaginario collettivo. Pittori, registi, scrittori ne hanno nel corso degli anni omaggiato la figura e la storia attraverso la loro arte, aggiungendo ognuno un tassello alla leggenda di Marylin, interpretandone e reinterpretando quelle caratteristiche che l'hanno resa celebre nel mondo e che ancora oggi ne fanno un personaggio dalle mille sfaccettature. Quasi misteriosa nelle stupende foto che ne immortalavano i rari momenti di privacy, inevitabilmente stupida nei tanti ruoli leggeri che dovette interpretare, quasi drammaticamente umana nelle circostanze della morte. Ma mai banale. Ed e' forse per questo che la bellezza di Marylin e' divenuta col passare degli anni ancora piu' sofisticata e unica. Perche' l'attrice americana che amava Anna Magnani e che con frivolezza usciva dalla torta di quello che era il suo amante Presidente (e che amante!) aveva nel suo destino il peso opprimente di dover trasformare tutti i difetti della generazione a cui apparteneva, e di cui era splendida incarnazione, in manifestazioni uniche di qualcosa d'altro: un sogno fatto di apparenza e perfezione appena increspato da un sorriso mancato in uno scatto rubato. Alla Monroe, a tutto quanto lei incarnava, Milano ha dedicato recentemente una mostra. La location, il Palazzo Reale, non poteva essere da meno, cosi' come il titolo della manifestazione: ''ultimo atto d'amore'' non poteva essere piu' azzeccato. Una mostra articolata concepita come un percorso multimediale, un film, un racconto che attraverso le parole della poetessa Alda Merini e le opere del maestro Mimmo Rotella descrive cio' che questa diva ha rappresentato e rappresenta ancora per intere generazioni. Uno struggente percorso della memoria e nella memoria di quanti sono stati toccati almeno una volta dal suo fascino, di quanti hanno creduto almeno per un istante al sogno che lei rappresentava. Il regista dell'allestimento, a tale scopo, ha fuso filmati storici, registrazioni di voci, fotografie inedite, recite poetiche in una composizione multimediale. Un percorso che ha condotto gli spettatori alla percezione dell'animo piu' profondo e inedito dei due artisti. Un cammino catartico, un saluto rivolto al passato che entrambi e Milano ci hanno regalato. 





 
 



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