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AIDA: the show must go on
Buona affluenza di iscritti a un congresso caratterizzato da commozione e consapevolezza del vuoto lasciato da Vanni Labrini
Nel mondo dello spettacolo c'e' una frase che nessuno vorrebbe mai pronunciare. Quando infatti si dice
''the show must go on'' gli addetti ai lavori comprendono subito che qualcosa di grave
e' successo - quasi sempre un lutto - ma per il rispetto dovuto al pubblico ''lo spettacolo deve
continuare''. Un
po' quello che e' successo a Bari in occasione del XVI Congresso Nazionale dell'AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali), quando gli
organizzatori si sono visti costretti a mettere da parte la loro tristezza per la perdita di un vecchio amico e a tirare avanti,
perche' cosi' lui avrebbe voluto che fosse fatto. Giovanni Labrini dell'AIDA era
stato animatore fin dalle origini e suo Presidente, e certamente ha apprezzato il modo e il tono poco convenzionale con cui la sua figura
e' stata ricordata. Un breve e spettacolare filmato, realizzato dal figlio di Paolo
Silvestris, in cui le immagini di laghi, canyon e splendidi mari avevano lo scopo di riappacificare il pubblico con una natura purtroppo non sempre benigna. Un lungo applauso ha concluso la commemorazione che ha dato poi inizio ai lavori congressuali che, come di consueto, hanno visto l'attenta partecipazione di tanti dermatologi - oltre settecento gli iscritti - e di numerose aziende del settore. Da dire che nell'incertezza delle regole e delle politiche congressuali di
Farmindustria, fino a qualche giorno prima dell'evento ancora impostate alla netta chiusura, molti colleghi avevano avuto
difficolta' a trovare un'adeguata sponsorizzazione, optando spesso per l'iscrizione diretta. Comunque, la
qualita' del programma scientifico, ricco di crediti ECM e incentrato sulla
interattivita' e su temi di sicura ricaduta pratica nell'ambito dell'attivita' ambulatoriale, ha prevalso sui dubbi e, alla fine, il Congresso ha raggiunto una quota di partecipanti che, pur restando lievemente al di sotto dei livelli cui
l'AIDA ci ha abituato, lo conferma pur sempre uno dei
piu' importanti appuntamenti per la disciplina dermatologica italiana. Da segnalare quest'anno, in particolare, la decisione di puntare su argomenti meno abusati, quali la dermatologia ambientale e quella
allergologica, ma anche su quelli
piu' classici, da sempre cavallo di battaglia dei dermatologi ambulatoriali: la
dermoscopia, la dermatologia oncologica, il ringiovanimento cutaneo e la
laserdermatologia. Una parola a parte merita lo sforzo, peraltro riuscito con buoni risultati, di mettere insieme allo stesso tavolo
piu' figure che oltre al dermatologo si possono trovare a trattare un'Alopecia Androgenetica Femminile: dall'endocrinologo al ginecologo. Infine non si
puo' non segnalare l'impegno, iniziato proprio da Vanni Labrini, e che oggi l'AIDA continua in maniera decisa, nello sviluppo di una Dermatologia Legale che sia in grado di guidare l'operato degli specialisti ma anche di difenderli da accuse non fondate e miranti solo all'ottenimento di un risarcimento spesso non giustificato. In questa ottica s'inquadra anche il tentativo di giungere alla formulazione di alcune guide, che presto verranno presentate al Ministero della Salute, per l'uso dei filler e che potrebbero, finalmente, creare ordine nella jungla dei trattamenti di ringiovanimento del volto.
(G.B.)
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