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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 


AIDA: the show must go on

Buona affluenza di iscritti a un congresso caratterizzato da commozione e consapevolezza del vuoto lasciato da Vanni Labrini

 Nel mondo dello spettacolo c'e' una frase che nessuno vorrebbe mai pronunciare. Quando infatti si dice ''the show must go on'' gli addetti ai lavori comprendono subito che qual­cosa di gra­ve e' successo - quasi sempre un lutto - ma per il rispetto dovuto al pubblico ''lo spettacolo deve continuare''. Un po' quello che e' successo a Bari in occasione del XVI Congresso Nazionale dell'AIDA (Associazione Italiana Der­matologi Ambulatoriali), quando gli organizzatori si sono visti costretti a mettere da parte la loro tristezza per la perdita di un vecchio amico e a tirare avanti, perche' cosi' lui avrebbe voluto che fosse fatto. Giovanni Labrini dell'AIDA era stato animatore fin dalle origini e suo Pre­sidente, e certamente ha apprezzato il modo e il tono poco convenzionale con cui la sua figura e' stata ricordata. Un bre­ve e spettacolare filmato, realizzato dal figlio di Paolo Silvestris, in cui le immagini di laghi, canyon e splendidi mari avevano lo scopo di riappacificare il pubblico con una natura purtroppo non sempre benigna. Un lungo applauso ha concluso la commemorazione che ha dato poi inizio ai lavori congressuali che, come di consueto, hanno visto l'attenta partecipazione di tanti dermatologi - oltre settecento gli iscritti - e di numerose aziende del settore. Da dire che nell'incertezza delle regole e delle politiche congressuali di Far­min­dustria, fino a qual­che giorno pri­ma dell'evento ancora impostate alla netta chiusura, molti colleghi avevano avuto difficolta' a trovare un'adeguata sponsorizzazione, optando spesso per l'is­crizione diretta. Comun­que, la qualita' del programma scientifico, ricco di crediti ECM e incentrato sul­la in­te­rattivita' e su temi di sicura ricaduta pratica nell'ambito dell'attivita' ambulatoriale, ha prevalso sui dubbi e, alla fi­ne, il Congresso ha raggiunto una quota di partecipanti che, pur restando lievemente al di sotto dei livelli cui l'AIDA ci ha abituato, lo conferma pur sempre uno dei piu' importanti appuntamenti per la disciplina dermatologica italiana. Da segnalare quest'anno, in particolare, la decisione di puntare su argomenti meno abusati, quali la dermatologia ambientale e quella allergologica, ma anche su quelli piu' classici, da sempre cavallo di battaglia dei dermatologi ambulatoriali: la dermoscopia, la dermatologia oncologica, il ringiovanimento cutaneo e la la­ser­dermatologia. Una parola a parte me­rita lo sforzo, peraltro riuscito con buoni risultati, di mettere insieme allo stesso tavolo piu' figure che oltre al dermatologo si possono tro­vare a trattare un'Alo­pecia Andro­genetica Femminile: dall'endocrinologo al ginecologo. Infine non si puo' non segnalare l'impegno, iniziato proprio da Vanni Labrini, e che oggi l'AIDA continua in maniera decisa, nello sviluppo di una Der­ma­tologia Le­gale che sia in grado di gui­­dare l'operato degli specialisti ma anche di difenderli da accuse non fondate e miranti solo all'ottenimento di un risarcimento spesso non giustificato. In questa ottica s'inquadra anche il tentativo di giungere alla formulazione di alcune guide, che presto verranno presentate al Ministero della Salute, per l'uso dei filler e che potrebbero, finalmente, creare ordine nella jungla dei trattamenti di ringiovanimento del volto. (G.B.)

 

 



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