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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Il diario del grande Faraone

La storia e la cultura dell'Antico Egitto continuano ad affascinarci. Ricerche archeologiche, mostre e ora un nuovo libro aprono spiragli di conocenza su un mondo carico di misteri

del Prof. Giulio Cesare Maggi

Ancora una volta il grande Faraone Akhenaton si avvale del suo grande Scriba Roberto Zacco e questa volta per raccontarci le sue memorie ne ''Gli occhi della Luna'' (Mondadori, 2006). Gia' ne ''Le braccia del Sole'' l'Autore, con il suo stile elegante, fluente e di accattivante lettura, ci aveva coinvolti nella affascinante personalita' del faraone che, rompendo ogni consolidata tradizione del popolo egizio, aveva cercato di imporre una religione monoteistica, quella di Aton, il dio Sole. Ne ''Gli occhi della Luna'' con straordinaria capacita' empatica, Zacco ci presenta un'autobiografia del grande Faraone e ci affascina per una penetrazione psicologica del personaggio, pur in un contesto storico. Ci sono cosi' presentati i rapporti con il padre e la madre, i primi turbamenti, l'apprendimento del ''ruolo cosmico'' che spetta al Faraone, ma anche i viaggi a Rodi, Rhodos: ''quell'isola e' un luogo dolce'' detta il giovane Principe allo Scriba Roberto Zacco. E di li a Micene, per conoscerne il Re e per discutere il pericolo che gli Ittiti rappresentano per entrambi i Potentati. Ma non manca, prima una sosta a Thera per osservare il risultato della esplosione che trecento anni prima aveva oscurato la luce del sole. E dal confronto tra i molti de'i egizi e l'Olimpo della Grecia prende avvio quel pensiero fisso che diverra' dominante del dio unico, unica salvazione dell'uomo.Il matrimonio con la bellissima Nefertiti, la nomina a ''Bastone della vecchiaia'' e infine la morte del padre lo conducono ora a essere il Faraone dell'Alto e del Basso Egitto. 

Il diario del grande Faraone Non seguiremo il grande Faraone lungo l'arco della vita (e' compito fortunato del lettore). Solo vorremo sottolineare come lo Scriba, che racconta con accenni di sincerita' il tormento di Akhenaton alla ricerca di una entita' divina uni-ca, ben piu' sacrale degli de'i dei Sacerdoti e del popolo. E a Nefertiti, il Grande Faraone affida l'incarico di scrivere l'Inno al Sole-Aton. E dalla lettura del Diario di Nefertiti scopre questo pensiero della Regina al proposito: ''e' impresa faticosa scrivere, scrivere per far rimanere le cose, per raccontare il semprevero, l'universale. Scrivere in modo che chi legge debba muovere il capo in un cenno di muto assenso e in silenzio impossessarsi in un istante della bellezza o della verita' con una specie di folgorazione che sta a esse come l'orgasmo sta all'amore. e' difficile trovare nella foresta dell'umano quel sentiero tortuoso e nascosto che porta a tutti gli alberi e sfiora ogni ramo e che pure tutto toccando rimane intatto al di sopra dello stormire delle cose, libero e leggero, libero e lontano eppure tanto prossimo ed avvolgente quanto il vento''. Difficile scrivere, certo, ma al Grande Scriba Roberto Zacco cio' e' riuscito in modo mirabile: sicuramente anche con fatica, ma di questa non vi e' traccia. Un libro altamente godibile, di un fascino senza tempo.


 

 

 


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