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La forma e' mobile
Il rapporto fra forma e movimento non e' solo tema di polemiche artistiche ma entra a far parte della nostra vita quotidiana
di Giorgio Bartolomucci
Il 20 febbraio del 1909 Marinetti pubblica il Manifesto futurista sul giornale francese Le Figaro. Una provocazione che con forza immise l´arte italiana tra le grandi protagoniste della
modernita'. E' l'inizio del movimento e del dinamismo delle forme, che provano a superare il paradosso teorico che vuole la figura dipinta e la scultura come fisse e immobili, nel tentativo di far evincere la
mobilita' insita nelle figure. Perche', per i Futuristi, il movimento s'identifica con la vita e
l'immobilita' con la morte. Il contrasto
pero' non e' nuovo. Nel Quattrocento gli artisti rendevano statuari e congelati anche gli eroi
piu' combattivi rifacendosi ad Aristotele, il primo a sostenere che la forma e' immobile,
cosi' come immobile e' anche lo spazio entro cui il processo si realizza (Phys. V 1, 224 a 34-b 10). La loro posizione era forse condizionata dalla scarsa conoscenza anatomica, proibita dalla Chiesa, e
porto' all'adozione di schemi geometrici platonizzati, di un universo stabile e ordinato, costruito come una
citta' ideale in cui tutti gli edifici erano dipinti secondo nobili prospettive, sia alla raffigurazione del corpo umano, perfettamente proporzionato, entro uno spazio misurabile certo, immutabile. A guidare la reazione contro questo modo di vedere l'arte, c'e' fra gli altri Michelangelo, che inizia a studiare l'anatomia invece delle proporzioni: ogni membro si allunga o si accorcia secondo il movimento e, spesso, la bellezza non sta nella norma, ma nell'eccezione.
E' un attacco diretto all'immobilita', che continuera' nel Barocco, movimento che si nutre di visioni, incubi e disordine, ma che non
vedra' mai soccombere del tutto il partito degli immobilisti, contro i quali, agli inizi del secolo scorso, insorsero
Marinetti, Boccioni e Balla. A dare una mano ai futuristi arriva, negli stessi anni, lo sviluppo della fotografia. Nel 1880, per fotografare il movimento,
čtienne-Jules Marey, sceglie tempi di posa molto ridotti, frazionando il tempo in istanti vicini, riproducendo
cosi' gli spostamenti del corpo nello spazio in altrettante istantanee (cronografia). Il 13 febbraio del 1895, i fratelli
Lumie're brevettano il cinematografo, affermando prepotentemente che per rappresentare il modo di vita moderno, non si
puo' fare a meno del valore del movimento. Un aspetto dell'esperienza umana che nel XX secolo diventa oggetto di studi di fisiologia e
neurofisiologia. Si viene
cosi' ad accertare un concetto che ancor oggi assume una particolare importanza e, non sempre, viene preso del tutto in considerazione dai chirurghi estetici: un corpo in movimento
e' strutturalmente e formalmente diverso dal corpo in stasi, su cui pure si fondano tutte le nostre conoscenze di quel corpo. I suoi movimenti, infatti, che pure avvengono in uno spazio ben conosciuto, non seguiranno sempre le linee di quello descrivibile con la geometria
euclidea, una concezione teorica che non ha alcun rapporto con l'esistenza intesa,
fenomenologicamente, come una lunga serie di movimenti. Come si sa, sono i processi neuronali di fondo alla base della pianificazione e dell'esecuzione dei semplici movimenti volontari. Le informazioni provenienti da sensori situati nei muscoli, nelle articolazioni, nel tendini e nella pelle, raggiungono una serie di aree della corteccia dove vengono elaborate e da dove partono gli impulsi neuronali che attivano i muscoli coinvolti nei relativi movimenti.
E' possibile ipotizzare che modifiche importanti della forma del corpo di una paziente (aumento del seno, riduzione dei volumi di pancia, fianchi e glutei, ecc.) possano influenzare il punto di equilibrio mobile originale lungo cui si sviluppa il campo di forze elastiche, spesso contrapposte, fondamentale per la determinazione del punto di equilibrio necessario all'esecuzione dei movimenti? E che quindi, dopo un intervento maggiore di chirurgia plastica ci sia bisogno di un periodo di riabilitazione psicomotoria al fine di favorire un altrettanto plastico riadattamento a livello cerebrale? Che esista un rapporto diretto, tra forma e movimento, lo si ricava anche dall'osservazione che una migliore forma favorisce lo sport e
l'elasticita' dei movimenti,
cosi' come, allo stesso modo, il fitness e gli esercizi fisici favoriscono una migliore forma e il benessere psico-fisico. E non
e' un luogo comune che lo stesso processo dell'invecchiamento fisiologico e la prevenzione delle malattie degenerative, trovano nello stato di forma e
nell'attivita' fisica due condizioni irrinunciabili. Sarebbe inoltre un errore ritenere che nella cultura orientale si raggiunge il benessere tramite lo yoga e la meditazione che non prevedono movimenti,
perche', queste pratiche non consistono nel non far niente, ma secondo i testi tradizionali del Taoismo la meditazione
e' sempre azione, un equilibrio fra quiete e movimento, fra lo stare seduti (meditazione passiva) e lo stare in piedi (meditazione attiva),
perche' con una postura equilibrata, una respirazione calma, e tramite movimenti semplici, lenti, elastici, si
puo' trovare il proprio ritmo, il proprio piacere, la propria felicita'.
Forme in Movimento a Siena
In programma nella citta' toscana, dal 24 giugno al 7 settembre una importante mostra dal titolo
''Mario Ceroli. Forme in movimento'' . Una selezione di opere di grande impatto, straordinarie per dimensioni e forza espressiva, installate presso il Complesso museale Santa Maria della Scala e in altri spazi del centro storico che faranno da culla ad alcune delle opere
piu' significative dello scultore romano che, in comune con il Palio, hanno i tratti essenziali della passione, del movimento e dell'azione. Mario
Ceroli, si cimenta ancora una volta con l'idea stessa del movimento, cercando di risolvere il paradosso teorico che vuole la scultura
''fissa'' e ''immobile'' ma sempre tesa a scoprire come far evincere la mobilita' insita nelle sue figure e, lo fa da una prospettiva nuova, quella offerta dalla festa senese. Il tema equestre
e' affrontato nella celebre Battaglia, un insieme di sagome di legno rappresentanti un gruppo di cavalli in atto di attaccare sovrastati da lance colorate che ricorda le celebri composizioni rinascimentali di Paolo Uccello. L'opera che per la forza che esprime rimanda ad uno dei momenti fondamentali del Palio: la mossa. Nel cortile di Palazzo Chigi Saracini,
e' collocata Maestrale un'onda realizzata interamente in schegge di vetro. Altre opere di forte impatto sono il Sole posizionata all'interno della limonaia di Rocca Salimbeni e, all'interno del Complesso museale Santa Maria della Scala: Discorsi platonici sulla Geometria con i suoi 8 personaggi e La Cina ove coesistono sagome di figure umane ritagliate nel legno grezzo, ripetute in modo ossessivo. Estremamente suggestiva infine in Piazza del Duomo, la Scala, esempio vivo di come l'artista si muova agevolmente tra simbolo e
realta', scegliendo di lavorare su materiali naturali. (G.B.)
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