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Spettacolo beneficenza per la campagna contro il melanoma
La Clinica Dermatologica di Perugia conclude la sua Campagna di Prevenzione
con uno spettacolo di beneficienza
Spettacolo beneficenza per la campagna contro il melanoma
La dermatologia italiana e' cambiata. Sembrano passati secoli da quando i
congressi e altre analoghe iniziative si svolgevano nei piu' rigidi canoni della
tradizione, e le Universita' e gli Ospedali si aprivano solo per offrire
ricoveri, cure e visite ambulatoriali. Oggi, sulla spinta che viene dalla societa'
e dai mezzi di comunicazione, in nome di politiche sanitarie che puntano anche
sulla sensibilizzazione, sull’informazione e sulla prevenzione, il rapporto
con il territorio e con la popolazione sana e' molto piu' intenso e articolato
in momenti pubblici che servono a realizzare ampi screening epidemiologici o ad
aggregare i malati e le loro famiglie. Oppure, fenomeno ancor piu' recente, ad
autofinanziare le attivita' o l’acquisto di costose apparecchiature
difficilmente alla portata della sanita' pubblica e privata. A fare scuola, le
diverse maratone televisive di grande successo, mentre in dermatologia, sull’esempio
degli Stati Uniti, si sono moltiplicati eventi straordinariamente efficaci quali
i giorni della Psoriasi, della Sclerosi Multipla, dell’Acne, del Melanoma e
via dicendo. Manifestazioni importanti, che richiamano l’attenzione su
patologie altrimenti ignorate, o semplicemente poco considerate, e che si basano
sull’impegno del volontariato, organizzato in vere forme associative o, piu'
spontaneamente, intorno ai servizi sanitari territoriali. Sarebbe ingiusto pero'
stilare una classifica in base alla visibilita' dell’iniziative, perche' ogni
manifestazione, su base nazionale o locale, e' l’espressione di un impegno e
di una solidarieta' che vanno sempre apprezzate e valorizzate, qualunque sia la
somma raccolta o le persone raggiunte. Cio' nonostante puo' essere motivo di
stimolo apprezzare le differenze e la diversa capacita' creativa e
organizzativa, da cui possono scaturire momenti analoghi o altri eventi, in un
sano spirito emulativo e, puranche, nell’ambito di una competizione - che
potremmo definire a fin di bene - e i cui unici obiettivi sono una migliore
informazione e la piu' estesa partecipazione di tutti i cittadini. e' con questo
spirito che vogliamo segnalare e raccontarvi, a mo' di esempio, una brillante
idea realizzata in Umbria nella prima decade di aprile. Per una settimana, un’intera
skin cancer week, i medici, gli infermieri e i tecnici della Clinica
dermatologica di Perugia, all’insegna dello slogan ''no al melanoma'', hanno
messo in atto una Campagna di Prevenzione contro i melanomi e si sono messi a
disposizione dei cittadini della provincia per visite gratuite finalizzate all’individuazione
di nei a rischio o di forme precoci di melanomi o altre neoplasie cutanee.
Contemporaneamente, nelle farmacie della provincia venivano consegnati
pieghevoli informativi e questionari per conoscere il grado d’informazione che
la cittadinanza ha sul tema del melanoma. A detta del Prof. Paolo Lisi,
direttore della Clinica Dermatologica, che tanto ha voluto che lo skin cancer
day si trasformasse nella Settimana della prevenzione, ''anche in questa
regione, come in Italia, i casi di melanoma sono cresciuti esponenzialmente e cio'
a causa di vari fattori: a esempio le ripetute e prolungate esposizioni al sole
o ai raggi UV delle lampade abbronzanti, o le scottature solari in giovane eta'.
Ma se l’incidenza di questa neoplasia continua ad aumentare, la mortalita'
rimane stabile o si e' ridotta grazie a una diagnosi sempre piu' precoce e a una
strategia di lotta che si fonda anche sulla sensibilizzazione, sulle campagne di
prevenzione e sull’escissione chirurgica, accompagnata quando necessario, dall’eventuale
ricerca del linfonodo sentinella e da una corretta stadiazione della neoplasia''.
Come e' comprensibile, sul versante della prevenzione, fondamentali sono gli
screening di massa, le visite periodiche e le strumentazioni specialistiche a
disposizione dei medici. E qui veniamo al momento finale e piu' originale della
settimana perugina: uno spettacolo teatrale messo in scena nel Teatro Turreno, a
scopo benefico, dalla Compagnia dei Mattacchioni, espressione dell’Associazione
culturale Art Casebruciate, la cui presidentessa e attrice principale, Simonetta
Samori, e' soprattutto la moglie di un dermatologo del Policlinico di Monteluce.
Il dott. Gian Marco Tomassini, nello spettacolo e' un convincente, e
spettinatissimo tifoso del Perugia Calcio, coinvolto in uno dei tanti intrighi e
divertenti situazioni che si susseguono nella commedia ''Al bar du' lire''di
Fausto Galassi, che e' allo stesso tempo autore, regista e protagonista dello
spettacolo. Il ricavato della serata, derivante da contributi degli sponsor e
dal biglietto di 15 euro, e' ammontato a circa 30mila euro e servira' ad
acquistare una gamma-camera, unica in Italia, in grado di fornire immagini
planari e topografiche per una migliore identificazione del linfonodo sentinella
nel melanoma maligno. Prima dello spettacolo, introdotto da uno dei decani della
dermatologia umbra, il Prof. Mario Tomassini, che per l’occasione
spiritosamente mostrava sotto la sua giacca scura la t-shirt No al melanoma,
distribuita anche a tutto il pubblico presente, il Prof. Lisi ha consegnato una
targa di riconoscimento per il lavoro svolto in questi ultimi anni, alla
SIdeMaST e all’ADOI, rispettivamente rappresentate dai due Presidenti, il
Prof. Giannetti e il Prof. Arcangeli. Il pubblico, oltre mille spettatori, ha
molto gradito il racconto di scene di vita di una Perugia che non c’e' piu',
applaudendo a scena aperta una compagnia (oltre ai gia' citati membri vogliamo
ricordare e' composta da attori dilettanti: Luca Ciani, Marco Manieri, Marta
Pellegrino, Laura Sellari, Mario Palazzetti, Nicola Nofrini, Marco Bocci e
Rosanna Campagnoli) che sara' anche formata da mattacchioni, ma soprattutto da
persone dal cuore d’oro, che non hanno paura a mettersi in gioco - complimenti
particolari a Gian Marco Tomassini cui pochi colleghi accreditavano una tale
bravura - gettando sul palcoscenico l’anima e vere gocce di sudore, ognuna
delle quali ha il valore di un seme di speranza e di solidarieta'. Un esempio da
seguire e, una compagnia da invitare - perche' no - anche in occasioni analoghe
in altre parti d’Italia.
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