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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Spettacolo beneficenza per la campagna contro il melanoma

La Clinica Dermatologica di Perugia conclude la sua Campagna di Prevenzione con uno spettacolo di beneficienza

Spettacolo beneficenza per la campagna contro il melanoma

La dermatologia italiana e' cambiata. Sembrano passati secoli da quando i congressi e altre analoghe iniziative si svolgevano nei piu' rigidi canoni della tradizione, e le Universita' e gli Ospedali si aprivano solo per offrire ricoveri, cure e visite ambulatoriali. Oggi, sulla spinta che viene dalla societa' e dai mezzi di comunicazione, in nome di politiche sanitarie che puntano anche sulla sensibilizzazione, sull’informazione e sulla prevenzione, il rapporto con il territorio e con la popolazione sana e' molto piu' intenso e articolato in momenti pubblici che servono a realizzare ampi screening epidemiologici o ad aggregare i malati e le loro famiglie. Oppure, fenomeno ancor piu' recente, ad autofinanziare le attivita' o l’acquisto di costose apparecchiature difficilmente alla portata della sanita' pubblica e privata. A fare scuola, le diverse maratone televisive di grande successo, mentre in dermatologia, sull’esempio degli Stati Uniti, si sono moltiplicati eventi straordinariamente efficaci quali i giorni della Psoriasi, della Sclerosi Multipla, dell’Acne, del Melanoma e via dicendo. Manifestazioni importanti, che richiamano l’attenzione su patologie altrimenti ignorate, o semplicemente poco considerate, e che si basano sull’impegno del volontariato, organizzato in vere forme associative o, piu' spontaneamente, intorno ai servizi sanitari territoriali. Sarebbe ingiusto pero' stilare una classifica in base alla visibilita' dell’iniziative, perche' ogni manifestazione, su base nazionale o locale, e' l’espressione di un impegno e di una solidarieta' che vanno sempre apprezzate e valorizzate, qualunque sia la somma raccolta o le persone raggiunte. Cio' nonostante puo' essere motivo di stimolo apprezzare le differenze e la diversa capacita' creativa e organizzativa, da cui possono scaturire momenti analoghi o altri eventi, in un sano spirito emulativo e, puranche, nell’ambito di una competizione - che potremmo definire a fin di bene - e i cui unici obiettivi sono una migliore informazione e la piu' estesa partecipazione di tutti i cittadini. e' con questo spirito che vogliamo segnalare e raccontarvi, a mo' di esempio, una brillante idea realizzata in Umbria nella prima decade di aprile. Per una settimana, un’intera skin cancer week, i medici, gli infermieri e i tecnici della Clinica dermatologica di Perugia, all’insegna dello slogan ''no al melanoma'', hanno messo in atto una Campagna di Prevenzione contro i melanomi e si sono messi a disposizione dei cittadini della provincia per visite gratuite finalizzate all’individuazione di nei a rischio o di forme precoci di melanomi o altre neoplasie cutanee. Contemporaneamente, nelle farmacie della provincia venivano consegnati pieghevoli informativi e questionari per conoscere il grado d’informazione che la cittadinanza ha sul tema del melanoma. A detta del Prof. Paolo Lisi, direttore della Clinica Dermatologica, che tanto ha voluto che lo skin cancer day si trasformasse nella Settimana della prevenzione, ''anche in questa regione, come in Italia, i casi di melanoma sono cresciuti esponenzialmente e cio' a causa di vari fattori: a esempio le ripetute e prolungate esposizioni al sole o ai raggi UV delle lampade abbronzanti, o le scottature solari in giovane eta'. Ma se l’incidenza di questa neoplasia continua ad aumentare, la mortalita' rimane stabile o si e' ridotta grazie a una diagnosi sempre piu' precoce e a una strategia di lotta che si fonda anche sulla sensibilizzazione, sulle campagne di prevenzione e sull’escissione chirurgica, accompagnata quando necessario, dall’eventuale ricerca del linfonodo sentinella e da una corretta stadiazione della neoplasia''. Come e' comprensibile, sul versante della prevenzione, fondamentali sono gli screening di massa, le visite periodiche e le strumentazioni specialistiche a disposizione dei medici. E qui veniamo al momento finale e piu' originale della settimana perugina: uno spettacolo teatrale messo in scena nel Teatro Turreno, a scopo benefico, dalla Compagnia dei Mattacchioni, espressione dell’Associazione culturale Art Casebruciate, la cui presidentessa e attrice principale, Simonetta Samori, e' soprattutto la moglie di un dermatologo del Policlinico di Monteluce. Il dott. Gian Marco Tomassini, nello spettacolo e' un convincente, e spettinatissimo tifoso del Perugia Calcio, coinvolto in uno dei tanti intrighi e divertenti situazioni che si susseguono nella commedia ''Al bar du' lire''di Fausto Galassi, che e' allo stesso tempo autore, regista e protagonista dello spettacolo. Il ricavato della serata, derivante da contributi degli sponsor e dal biglietto di 15 euro, e' ammontato a circa 30mila euro e servira' ad acquistare una gamma-camera, unica in Italia, in grado di fornire immagini planari e topografiche per una migliore identificazione del linfonodo sentinella nel melanoma maligno. Prima dello spettacolo, introdotto da uno dei decani della dermatologia umbra, il Prof. Mario Tomassini, che per l’occasione spiritosamente mostrava sotto la sua giacca scura la t-shirt No al melanoma, distribuita anche a tutto il pubblico presente, il Prof. Lisi ha consegnato una targa di riconoscimento per il lavoro svolto in questi ultimi anni, alla SIdeMaST e all’ADOI, rispettivamente rappresentate dai due Presidenti, il Prof. Giannetti e il Prof. Arcangeli. Il pubblico, oltre mille spettatori, ha molto gradito il racconto di scene di vita di una Perugia che non c’e' piu', applaudendo a scena aperta una compagnia (oltre ai gia' citati membri vogliamo ricordare e' composta da attori dilettanti: Luca Ciani, Marco Manieri, Marta Pellegrino, Laura Sellari, Mario Palazzetti, Nicola Nofrini, Marco Bocci e Rosanna Campagnoli) che sara' anche formata da mattacchioni, ma soprattutto da persone dal cuore d’oro, che non hanno paura a mettersi in gioco - complimenti particolari a Gian Marco Tomassini cui pochi colleghi accreditavano una tale bravura - gettando sul palcoscenico l’anima e vere gocce di sudore, ognuna delle quali ha il valore di un seme di speranza e di solidarieta'. Un esempio da seguire e, una compagnia da invitare - perche' no - anche in occasioni analoghe in altre parti d’Italia.



 

 

 


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