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Bruciore: un sintomo non chiaro
Un racconto semiserio che ha come oggetto la difficile lotta di un paziente contro questo fastidioso disturbo urinario
del Dr. Giulio Biagiotti, andrologo Parlare di problemi genito-urinari maschili
puo' essere imbarazzante. Molti uomini hanno difficolta' a trovare le parole giuste per descrivere il fastidio che li affligge. Altrettanti medici non riescono a mettere a loro agio i loro pazienti e queste patologie spesso non ottengono le necessarie e tempestive attenzioni. Cerchiamo quindi di raccontare, in maniera scherzosa, come fossimo degli sceneggiatori, la giornata particolare di un uomo di circa quarantanni, alle prese con un bruciore urinario in uno studio medico di medicina generale .
''Dottore, mi brucia quando faccio la pipi''': il medico di famiglia che ha, in media, sette minuti disponibili a paziente, cataloga velocemente il sintomo tra le patologie non gravi e, di riflesso, richiede
un'urinocoltura. Il nostro paziente, si reca al laboratorio analisi con un barattolino preso in farmacia, consegna ligio il campione e ripassa dopo un paio di giorni ritirando un referto che consegna al medico. Il dottore legge
''assenza di crescita colturale'' e conclude per un ''non ha niente di grave, se non passa da solo in qualche giorno, si faccia rivedere. Intanto beva molta acqua e mangi
leggero''. L'uomo e' perplesso e, mentre torna a casa in macchina, ripensa a un articolo sulle medicine naturali. Si ferma in Erboristeria e descrive il suo bruciorino
all'erborista che ha piu' di sette minuti da dedicargli e lo fa felice con tre tisane, una antinfiammatoria, una per stimolare le difese naturali e una diuretica. Il paziente rimonta in macchina e torna a casa pensando
''speriamo bene''. Lui non lo sa ma la prima tisana probabilmente contiene un antitestosteronico a basso dosaggio, la seconda
e' a base di
un'erbetta americana usata dai pellerossa che si chiama erba del diavolo, dalle effettive
proprieta' stimolanti
l'apparato immunitario e la terza del te' verde biologico, diuretico, appunto. La sera prepara la sue tisane come da istruzioni e, una dopo
l'altra, se le ingoia tutte e tre. Dorme un po' agitato e alle tre di notte si alza per fare una valanga di
pipi'. Alle sei si alza perche' ha suonato la sveglia e corre in bagno con la vescica piena. Il bruciore
e' in lieve aumento ma non se ne cura. Altro giro di tisane per colazione e via al lavoro. Di mestiere fa il rappresentante di commercio e ha qualche centinaio di km da fare, come ogni giorno. La giornata scorre bene, salvo per il fatto che deve far
pipi' ogni ora e mezzo, ha sete piu' del solito e il bruciore e' sempre li'. Torna a casa alle nove stanco morto e con una fame da lupo. La famiglia ha
gia' cenato: si prepara un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino, due salcicce, un etto di pecorino stagionato e insalata di ravanelli, due bicchieri di rosso e, sul divano davanti alla TV, una grappa. Altro giro di tisane e a nanna con la moglie che non ha nessuna intenzione di dormire. Lui non ha una gran voglia, ma lei sa stimolarlo e in pochi minuti sono volati via i pigiami. Durante il rapporto il bruciore si riaffaccia poco prima di una eiaculazione lunga e fastidiosa,
nonche' maledettamente prematura rispetto ai suoi standard. Guarda la moglie che gli sorride come sempre ha fatto, con dolcezza, senza proferire parola ma lui vede un sorrisetto sarcastico e sprofonda nel buio
dell'amor proprio ucciso. Si sveglia sudato alle tre per fare pipi' e poi non riesce a dormire anche
perche' deve farla ogni
mezz'ora. Il bruciore aumenta. Telefona alle otto e dieci al cellulare del medico
''dotto', il bruciore ora e' bestiale…'' E quello gli risponde ''ok, le lascio dalla segretaria una ricetta per un
antibiotico''. Lui esce passa allo studio, prende la ricetta, va in farmacia e poi al bar. Un
caffe' e inizia la sua giornata di lavoro con una fermata ogni
mezz'ora per fare pipi'. La sera e' ancora daccapo col suo bruciore, cui si e' aggiunto un senso di peso appena sopra il pube: non riesce a stare seduto normalmente, sposta continuamente il peso da una natica
all'altra senza trovare pace, e' stanco e triste. Prende ancora le tisane e va a dormire, la fame gli
e' passata. Dopo
un'ora si sveglia e ricomincia il va e vieni col bagno, cui si aggiunge una botta di colite come non se la ricordava da tempo. Al mattino la moglie telefona al medico e gli racconta tutta la storia, incluse le tisane, i sudori freddi e il resto. Il medico fornisce il nome di uno specialista in grado di visitarlo in giornata.
L'epilogo di questa storia, che e' vera, e' una diagnosi di prostato-vescicolite abatterica, fatta sulla base di una ecografia (edema del tratto sovramontanale) e della ricerca batteriologica sullo sperma, che
e' negativa per batteri ma segnala una quantita' notevole di globuli bianchi. Lo stile di vita, la posizione seduta forzata e
l'alimentazione incongrua sono alla base del problema. Le tisane non hanno avuto effetto alcuno se non esacerbare in parte la sintomatologia. La
prematurita'
dell'eiaculazione e' un effetto tipico delle prostatiti; l'ansia generata ha aggravato, ovviamente il quadro. In
realta' nessuno dei protagonisti ha sbagliato, il medico di base ha fatto quello che doveva rispetto al primo sintomo,
l'erborista quello che poteva. Da premiare invece la moglie che ha spinto per una visita specialistica.
Perche'
l'esperienza conferma che un maschio, con un problema del genere, ritarda piu' che
puo'
l'andare dallo specialista.
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