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Il caldo e gli anziani
Dopo il drammatico 2003 che ha visto la popolazione piu' anziana affrontare con disagio le impreviste alte temperature dell’estate, le Istituzioni non vogliono farsi trovare impreparate, hanno percio' dichiarato guerra al caldo
di Danilo Panicali
L’estate scorsa si e' assistito ad un drammatico aumento della mortalita' tra le persone anziane. Si
e' calcolato che ci siano stati ben 7659 decessi in piu' riferiti al solo territorio nazionale nel periodo che va tra la meta' di luglio e la fine d’agosto. In Francia, dove il numero
e' stato di molto maggiore, si e' arrivato a parlare di olocausto degli anziani. Inoltre si
e' evidenziata una corrispondenza tra il numero dei decessi ed i periodi in cui le temperature e l’umidita' sono stati maggiori.
e' cosa risaputa che l’elevata temperatura aumenti la mortalita' soprattutto per quei soggetti a rischio “d’abbandono sociale” come appunto gli anziani.
Sta di fatto che ancora una volta l’accento da parte dei media
e' stato posto soprattutto sull’attribuzione delle responsabilita' e non su tematiche quali la solitudine, la qualita' dell’ambiente di vita e la scarsezza di misure igieniche, sintomi di un vero e proprio degrado sociale cui sono spesso soggetti gli individui piu' indifesi della nostra civile, societa' moderna. Probabilmente molte di queste morti sarebbero potute essere evitate se si fossero disposti per tempo degli opportuni sistemi di controllo e prevenzione a opera soprattutto di quelle che dovrebbero essere considerate, dagli organi politici, forze organizzate quali il volontariato, il controllo telefonico e le visite domiciliari e che invece, spesso, non vengono facilitate nell’adempimento del loro lavoro, se non addirittura contrastate, dalla folle corsa all’attribuzione di una colpa preventiva. Nelle persone anziane, soprattutto quelle che fanno uso di farmaci, si verifica un’inadeguatezza dei meccanismi di dispersione del calore.
Come si sa, i sistemi che vi provvedono sono molteplici: l’irradiazione per emissione di onde elettromagnetiche; la convenzione; la conduzione; la respirazione e l’escrezione. Ma alcune specifiche caratteristiche dell’organismo degli anziani possono aggravare il problema. A partire dal fatto che la temperatura corporea tende a diminuire con gli anni probabilmente a causa di un metabolismo piu' lento. Ne consegue che le ghiandole sudoripare risultano meno attive e richiedono temperature piu' elevate per attivarsi. Questo rende problematica l’acclimatazione, cioe' il processo di adattamento a situazioni sfavorevoli per l’organismo. Di conseguenza l’anziano
e' piu' esposto a rischio di ipo o ipertermia.
Il verificarsi del cosiddetto colpo di calore fa emergere la possibilita' che questi vada incontro a disidratazione progressiva. La dose giornaliera di acqua raccomandata
e' di 1-1,5 ml/Kcal in condizioni normali, che diventa piu' elevata se le condizioni ambientali ed energetiche sono sfavorevoli. Il fenomeno della disidratazione in un soggetto anziano
e' frequente e dovrebbe essere valutato con particolare attenzione. Anche perche' non bisogna dimenticare che recentemente
e' stato documentato che l’anziano malato, depresso e solo puo', per autodistruzione, scegliere la disidratazione volontaria e il digiuno.
Ancora una volta la miglior cura risulta essere la prevenzione. Infatti il trattamento tardivo
e' destinato ad avere un successo improbabile. La regola da tenere a mente deve essere quella di assumere, il piu' possibile, liquidi. Bere molto quindi, almeno un litro d’acqua al giorno e tanti succhi di frutta e bevande ricche di sali minerali. Per quanto riguarda l’alimentazione sono consigliabili le verdure e la frutta fresca. Cibi leggeri e poco salati. Nel vestirsi bisogna cercare di evitare fibre sintetiche che aumentano la sudorazione, preferendo invece il cotone. L’anziano deve stare il piu' possibile in ambienti provvisti di aria condizionata; come
e' stato dimostrato, infatti, il ventilatore, piu' economico, riduce la sua efficacia alle alte temperature, quando addirittura sembra aumentare lo stress termico.
La valutazione della salubrita' delle abitazioni degli anziani che vivono soli rientra fra i compiti della geriatria multidisciplinare in quanto questo parametro complesso condiziona il benessere e la qualita' di vita; alcune realizzazioni urbanistiche tipiche delle grandi citta' rappresentano autentiche isole termiche sicuramente dannose agli anziani che ci vivono.
e' quindi indispensabile disporre di un piano d’emergenza da attivare in presenza di situazioni ambientali sfavorevoli e pericolose; l’educazione sanitaria e l’impiego della diffusione di notizie attraverso i mass media sono fondamentali per la prevenzione; ma ancora di piu' occorre che le ASL conoscano dove si trovano gli anziani a rischio, soli, malati, in abitazioni non appropriate; che dovranno essere attivamente visitati tenendo ben presente che il condizionamento dell’aria rappresenta lo strumento preventivo piu' efficace. Da ricordare, infine, che per il colpo di calore non basta la borsa di ghiaccio applicata alla testa, ma l’intervento piu' efficace e di agevole realizzazione consiste nel ridurre, non repentinamente, la temperatura corporea ricorrendo a metodologie alla portata di tutti come l’applicazione di una coperta bagnata sulla superficie corporea oppure spugnature. Quest’anno il caldo non sembra essere quello del 2003, e piu' piani d’emergenza sono stati preparati a livello delle grandi citta' fino ai piccoli centri, cui stanno concorrendo i diversi settori della vita sociale, sanitaria ed economica. Speriamo che i risultati potranno dimostrare, a fine estate, che le fluttuazioni giornaliere della mortalita' saranno rimaste nella
normalita', e che le misure d’emergenza sono riuscite a privare di reale significato l’espressione: morire di caldo.
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