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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 

 

Cellulite o adiposita'? Dilemma adolescenziale

Spesso cellulite e adiposita' localizzate possono essere confuse tra loro. In realta' si tratta di fenomeni diversi imputabili a cause e fattori differenti

di Stefan Dima Responsabile Centro U.S.I. "Santa Bonora" - Roma. 

L’aspetto fisico, come detto tante volte, gioca un ruolo fondamentale nella socializzazione. Soprattutto in un periodo come quello dell’adolescenza in cui spesso avere una buona opinione di se' stessi e' riflesso dell’opinione che gli altri hanno di noi. Il confronto con i propri coetanei e con i modelli imposti dai mass media appaiono sempre piu' necessari al fine di un’accettazione del se' fondamentale nell’allontanare insicurezze e paure che potrebbero trasformarsi in futuri traumi. Soprattutto in una societa', come la nostra, in cui l’apparenza e' divenuta determinante anche per le proprie aspettative di successo lavorative e affettive. Va da se' che anche il ricorso a specialisti come estetiste, dermatologi, medici estetici e in alcuni casi chirurghi plastici, e' diventato enormemente piu' diffuso rispetto a qualche anno fa. Secondo alcune statistiche, uno dei motivi per cui spesso le piu' giovani richiedono un aiuto specialistico e' la comparsa della cellulite. Per combatterla si ricorre a diete (anche pericolose visto che ci si trova nell’eta' dello sviluppo), palestra, creme, cavitazione etc. Tuttavia cio' che s’ignora e' che in molti casi si affronta il nemico sbagliato. Si parla infatti di cellulite senza le dovute distinzioni. La cellulite e' una patologia risultante da numerosi e differenti processi patologici e che spessissimo viene confusa con i comuni accumuli adiposi. In realta' i due concetti vanno distinti e chiariti, in particolare, alle ragazze adolescenti. P.E.F.S. e' l’acronimo di Pannicolopatia Edemato Fibroso Sclerotica. Molte ragazze non sanno che si tratta di una patologia del tessuto sottocutaneo degli arti inferiori dovuta a modificazioni del microcircolo e, di conseguenza, del tessuto connettivo adiposo. Poche sono a conoscenza, inoltre, che gli effetti della stasi venosa, caratteristica della P.E.F.S., si possono ricondurre a 4 stadi, in relazione alla gravita' della patologia, che vedono passare da un antiestetico effetto a ''buccia d’arancia'' alla formazione di veri e propri micro e macro-noduli, oltre a registrare una riduzione dell’elasticita' e un incremento dell’ipotermia distrettuale. Bisogna pero' chiarire che per adiposita' localizzate, invece, si intendono le zone del corpo, maschile e femminile, in cui il tessuto adiposo e' presente in maggiore quantita' per la tendenza a immagazzinare in queste zone corporee, sotto forma di depositi di grasso, gli eccessi di una sovra alimentazione ma anche causati da una riduzione dell’attivita' lipolitica determinata, a sua volta, da ormoni sessuali, razza, condizioni socio economiche di stile di vita. Nel corpo femminile - e' esperienza comune - esse sono individuabili nel distretto inferiore, a livello di fianchi, glutei, addome, fascia supero-esterna di coscia e ginocchio, ovvero nelle zone in cui l’azione degli enzimi lipolitici e' inibita dall’attivita' estrogenica locale. e' importante quindi che le adolescenti conoscano il tipo di patologia (e/o inestetismo) e le sue cause per scegliere il trattamento piu' adatto. Per questo il momento del primo colloquio rimane prioritario per valutare origine e gravita' dell’infiammazione tissutale, prima di spiegare ogni possibile terapia. Ovvero che la riduzione degli eccessi volumetrici degli accumuli adiposi puo' avvenire attraverso trattamenti non invasivi, o poco invasivi, che utilizzano la lipolisi ultrasonica cavitazionale e la radiofrequenza, singolarmente o in maniera combinata. La lipolisi che sfrutta l’azione cavitazionale degli ultrasuoni e' ormai una metodologia consolidata nell’ambito del trattamento delle adiposita'. La cavitazione a ultrasuoni agisce direttamente e in maniera selettiva sulla cellula adipocita, provocandone la distruzione nel momento in cui una serie di onde di compressione e decompressione causano la rottura della membrana cellulare. La radiofrequenza, invece, e' una metodica che utilizza onde elettromagnetiche ad alta frequenza per scaldare uniformemente il derma. Il riscaldamento cutaneo, agendo sulle fibre di collagene, svolge un’azione contraria a quella dell’invecchiamento, con conseguenti effetti benefici sugli inestetismi della cellulite e sul rilassamento cutaneo in generale. Per questo, va detto, che e' consigliabile utilizzare la radiofrequenza in abbinamento alla lipolisi ultrasonica per contrastare efficacemente l’atonia dei tessuti. 



 



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