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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

La filosofia della ricerca praticata

I rapporti fra ricerca scientifica, formazione universitaria e sviluppo industriale risentono di una diversa base di partenza. Un recente libro propone i criteri per misurare l’innovazione prodotta dalla ricerca

di Alessandra Moia

Volendo contestualizzare il tema nell’attuale dibattito in corso sui rapporti tra ricerca scientifica, formazione universitaria e sviluppo industriale, si puo' essere certi che il lettore di questo libro ha l’opportunita' di conoscere un punto di vista assolutamente inedito sull’argomento. Il libro, infatti, enuncia una sorta di manifesto della “Filosofia della ricerca praticata”, fissando dei punti indispensabili che rendono misurabile la reale portata innovativa dell’attivita' di ricerca stessa.
Questi punti diventano le parole chiave su cui la ricerca basa le sue fondamenta, per creare le condizioni che rendono possibili le scoperte scientifiche con gradi diversi di innovazione. Si tratta di cardini concettuali che devono necessariamente essere comuni ai numerosi attori della ricerca, istituzionali e non, cioe':
• i ricercatori, pubblici e privati, in primis;
• le universita' e i centri ricerca intesi come strutture che ospitano i ricercatori;
• le aziende (medie e grandi imprese) che investono nella ricerca e sviluppo;
• il mondo politico e istituzionale che predetermina le condizioni strutturali, economiche, organizzative e logistiche per rendere operativa la ricerca.
Per ognuna delle parole chiave identificate ne viene fornita una definizione e una riflessione che ne illustrano gli aspetti funzionali e operativi. 
Ne abbiamo prese in considerazione alcune delle piu' note estrapolando dal testo una breve definizione:
La Ricerca di base e sperimentale consiste nella formulazione di teorie adeguatamente formalizzate e nella loro sperimentazione. Sono attivita' complementari che permettono di fare le scoperte fondamentali, cioe' quelle scoperte che ridisegnano i criteri con cui si produce la conoscenza scientifica e che hanno segnato, e continuano a segnare, la storia della scienza. Ricerca di base e sperimentale consentono anche le scoperte incrementali, esse s’innestano e lavorano sulle scoperte fondamentali, specificandole e perfezionandole in un ambito piu' ristretto. La ricerca di base non ha bisogno di tanti ricercatori collocati in grandi strutture centralizzate, ma di piccoli gruppi di ricercatori con competenze diversificate che favoriscono la produzione di idee non convenzionali. Ci vogliono pochi soggetti che lavorando insieme, si intendono e condividono gli stessi obiettivi.
La Ricerca applicata ha lo scopo di verificare la trasferibilita' e la produttivita' delle scoperte, sia fondamentali che incrementali, in specifici settori sociali e industriali. e' il ponte tra la ricerca di base e quella industriale. Questa ricerca deve essere valutata economicamente, e vanno considerati i ritorni economici a breve/medio termine. Questo livello di ricerca ha bisogno di un’alta concentrazione di ricercatori orientati verso uno specifico obiettivo. 
Anche in questo caso e' necessario definire delle condizioni, non burocratiche, per produrre innovazione a questo livello. Inoltre il livello di rischio tra ricerca di base e ricerca applicata e' diverso, la ricerca di base e' ad alto rischio di fallimento, deve esistere piu' liberta' di sbagliare, nella ricerca applicata esiste un percorso gia' delineato, si tratta di esplorarne tutti gli aspetti. La Ricerca industriale e' l’ottimizzazione sociale, economica e culturale della ricerca applicata. Deve essere in grado di trasformare i risultati positivi raggiunti dalla ricerca applicata in tecnologia innovativa e, quindi, in prodotto. Deve ingegnerizzare la nuova tecnologia perche' diventi prodotto culturale. Nella ricerca industriale il ritorno economico va valutato e pianificato. Queste tre diverse dimensioni dell’attivita' di ricerca devono essere contemporaneamente separate e integrate, solo cosi' possono produrre innovazione. 
L’innovazione nasce dalla ricerca di base, cresce nella ricerca applicata e diventa prodotto sociale nella ricerca industriale. Qualunque societa' avanzata che ignora questo processo e' destinata a scomparire.

Il Centro Ricerche Semeion

Fondato nel 1985, il Semeion e' un Ente Scientifico con personalita' giuridica riconosciuta dal Ministero Istruzione Universita' e Ricerca (MIUR). L’attivita' di ricerca del Centro e' concentrata da anni nel campo delle scienze dell’artificiale e delle teorie della mente, con risultati prodotti a livello di ricerca fondamentale, sperimentale e applicata. Ha ideato, progettato e costruito modelli per la simulazione dei sistemi complessi e non lineari, molti dei quali sono stati brevettati. e' uno dei pochi centri in Italia che oltre a sviluppare modelli informatici artificiali adattivi (basati su reti neurali artificiali e algoritmi evolutivi) ha elaborato teorie originali sul funzionamento del cervello, con relative pubblicazioni. Coopera con Universita', centri di ricerca e aziende, in Italia, Europa e USA. I ricercatori del Semeion sono informatici, ingegneri, medici, semiologi, economisti, psicologi, sociologi che lavorano in equipe miste valorizzando la logica multidisciplinare dell’attivita' di ricerca. Dalla fondazione ad oggi i ricercatori del Semeion hanno pubblicato 20 libri, decine di articoli su riviste internazionali, sviluppato numerosi programmi software che implementano algoritmi originali, scoperti durante l’attivita' di ricerca. Per maggiori informazioni: Semeion Centro Ricerche di Scienze della Comunicazione Via Sersale 117 - 00128 Roma www.semeion.it



 

 



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