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Apprezzo il ritorno del collagene
L'esperienza acquisita nel corso degli anni nel campo dei filler permette una serie di valutazioni che possono essere di aiuto nella scelta del materiale piu' adatto
del Dott. Bruno Bovani chirurgo plastico Docente presso l'Universita' degli Studi di Firenze
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Chi come me da circa venti anni pratica l'attivita' di chirurgia plastica e di medicina estetica non puo' non ricordarsi delle prime esperienze con il collagene bovino, impiegato come filler per la correzione delle pieghe nasogeniene prima, delle rughe sottili e profonde del volto poi, per arrivare infine
all'aumento di volume delle labbra. Erano gli anni in cui la medicina estetica muoveva i primi passi ed io, come tanti, cercavo di carpire ai congressi
''i segreti '' dei grandi nomi della dermatologia e della chirurgia plastica d'oltreoceano, che ci parlavano di questo prodotto con grande fervore. Per molti anni, in tanti, ci siamo fatti una grande esperienza con il collagene bovino, unica vera alternativa al temuto silicone liquido.
Il collagene di prima generazione
e' stato sempre, nella mia esperienza, un bellissimo prodotto: per nulla doloroso, molto fluido durante
l'iniezione, consentiva delle ottime correzioni, in particolare delle rughe piu' sottili con la tecnica allora chiamata della
''pavimentazione'' o del contorno e del volume delle labbra, con la tecnica nota come
''paris lip''. L'unico neo di questo prodotto, da non sottovalutare per l'importanza che rivestiva, risiedeva nel fatto che richiedesse due test allergici preventivi, a distanza di quindici giorni uno
dall'altro, per potere almeno limitare i rischi di reazione all'inoculazione.
L'arrivo
dell'acido ialuronico rappresento', per noi tutti, una vera e propria svolta: non piu' test allergici, ampia varieta' di densita' dei prodotti, facilita' di correzione, buona durata nel tempo, ma soprattutto scarsissimi effetti collaterali. Queste caratteristiche rassicuranti hanno portato a una grande crescita del settore dei filler riassorbibili, per cui nel tempo si sono identificate nuove zone
d'impianto alle quali dedicare prodotti specifici: basti pensare ai filler per le labbra o a quelli per gli zigomi. In questo panorama, sostenuto dalla forte richiesta del mercato,
l'acido ialuronico ha lentamente ma inesorabilmente soppiantato il collagene, tanto da fare dimenticare ai
piu', me compreso, le caratteristiche positive che
quest'ultimo aveva e relegandolo sempre piu' in una nicchia per pochi ''affezionati''. A onor del vero, va ricordato che, dopo vari anni di sperimentazione,
e' stato immesso nel mercato mondiale un tipo di collagene umano, che prometteva un impiego facilitato paragonabile
all'acido ialuronico ma poi, all'atto pratico, non e' riuscito a decollare adeguatamente sia per lo scarso potere volumizzante che per la durata ridotta e per i costi elevati.Circa cinque anni fa, a uno dei tanti congressi ecco comparire una
novita': un collagene porcino purificato della parte immunogenica con una tecnologia chiamata
Glymatrix, concatenato con D-Ribosio, denominato Evolence, che prometteva facilita'
d'impiego (niente test preventivi appunto per la purificazione), buona fluidita'
all'iniezione, buon potere volumizzante, lunga durata, prezzo in linea con gli altri filler riassorbibili. Legato affettivamente al collagene, che avevo usato nei primi anni di carriera, decisi di provare il nuovo prodotto
Evolence.
L'inizio non fu dei migliori, poiche' il prodotto piuttosto denso all'iniezione, non scorreva in modo fluido nella siringa ma
''a salti'' nonostante l'ago da 27 G, per cui diventava quasi un'impresa riuscire a fare un buon impianto. Il prodotto, inoltre, bruciava abbastanza durante
l'iniezione. Oggi il collagene porcino, che ha di recente ottenuto l'approvazione
dell'FDA, ha migliorato molto la sua fluidita' d'impianto ed e' anche nata una seconda formulazione, piu' adatta alle correzioni di piccole rugosita' e alle rifiniture piu' delicate. Grazie alle due diverse formulazioni - una piu' densa,
l'altra piu' fluida - attualmente il collagene porcino si utilizza per la correzione dei seguenti distretti: le classiche pieghe
nasogeniene, le marionette lines, i profili della mandibola, il volume della guancia e dello zigomo, la zona
peribuccale, anche se personalmente, il collagene lo uso prevalentemente per la correzione dei profili, per
l'aumento di volume delle labbra, oltre che nella correzione della regione peri-orale. Grazie alle due formulazioni disponibili, infatti,
e' possibile procedere alla correzione delle piu' fini rugosita' (il cosiddetto codice a barre) mediante quella tecnica, nota come
''pavimentazione'' che solo il collagene concede.
L'aumento di volume delle labbra, poi, conferisce a queste ultime un aspetto naturale e soffice, difficilmente realizzabile allo stesso modo con
l'acido ialuronico. Oltre a cio', si aggiunge un ulteriore pregio legato alla caratteristica intrinseca del prodotto e,
cioe', di indurre un minore effetto edemigeno proprio per la sua qualita' intrinseca emostatica rispetto
all'acido ialuronico: ne consegue una piu' pronta ripresa delle proprie attivita' sociali, senza particolari disagi. Quanto, infine, alla sua durata nel tempo, mi
e' difficile sostenere una durata superiore a un anno, anche perche' la mia esperienza con questo prodotto si
e' rivolta in particolare verso la correzione delle labbra: un distretto che, notoriamente,
e' soggetto ad una grande mobilita' e vascolarizzazione, per cui qualunque prodotto impiegheremo sara' soggetto a una degradazione piu' rapida che in altre regioni. Nonostante tutto, nella mia esperienza il prodotto ha una sua lunga durata, certamente uguale se non superiore a quella di altri acidi ialuronici ad alta densita' come studi clinici di confronto svolti dimostrano
(Narins, Dermatol Surg 2007; 33:p213-p221). In altri distretti, invece, come le pieghe nasogeniene o le rughe
glabellari, a esempio, ho potuto senza dubbio constatare una durata molto piu' prolungata nel tempo, certamente superiore a quella di parecchi acidi ialuronici in commercio. Al momento non posso riferire, nella mia esperienza di oltre cinque anni di utilizzo del prodotto, di particolari effetti collaterali verificatisi durante
l'impiego di questo filler, se non di un discreto senso di bruciore che il prodotto provoca al momento
dell'iniezione, ma che puo' essere dominato agevolmente con la consueta anestesia topica. Per concludere, quindi, ho accolto con grande piacere questo
''ritorno'' del collagene, che, per mio conto, ha gia' trovato il suo spazio all'interno dei trattamenti che svolgo, ma sono certo che sapra' trovare la sua giusta collocazione nello strumentario di molti colleghi.
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