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articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

secondo congresso Dermoscopia e Imaging

Si e' svolto con grande successo a Gubbio il secondo congresso in Dermoscopia e Imaging Cutaneo, evento realizzato dal forum Italiano di Dermoscopia

del dott. Pier Luca Bencini dermatologo

Come recita il frontespizio della locandina del 2° master in demoscopia e Imaging Cutaneo, il simposio e' stato concepito per tutti gli specialisti che, gia' esperti nella diagnostica dermoscopica, desideravano approfondire quegli aspetti che rappresentano la massima espressione attuale delle conoscenze scientifiche nel campo della diagnostica non invasiva delle neoformazioni cutanee. Un impegno che e' tutto un programma e che sulla carta poteva apparire ambizioso ed estremamente rischioso (gli organizzatori si sono trovati davanti a una platea estremamente competente). Non facile quindi da garantire ma che e' perfettamente riuscito sia per l'alta qualita' dei contenuti, che per la grande capacita' didattica, comunicativa e umana di tutti i relatori. Questi, infatti,hanno affrontato le difficili tematiche sempre con generosita' e semplicita', ponendosi come primi inter pares, coinvolgendo l'attenta platea in relazioni che si sono trasformate piu' in dialoghi interattivi che in monologhi e lezioni magistrali. Anche per i piu' dubbiosi, di meglio non si poteva chiedere! Il corso e' stato cosi' coinvolgente per noi partecipanti da quasi non sentire le fatiche di un rigoroso e serrato programma scientifico che ha trasformato il Master in una sorta di ritiro ascetico con pochi spazi alla distrazione. Sicuramente a questo clima ha contribuito anche la consueta sede del corso: la medioevale e francescana Gubbio (dalla atmosfera intima e magica che invita chi vi soggiorna al raccoglimento e all'approfondimento) e l'Hotel dei Cappuccini (lievemente appartato dalla cittadina ed ex Convento francescano). Questa sede ha finito con il trasformare temporaneamente i partecipanti in una sorta di ''confratelli della dermoscopia'' che, in raccoglimento, venivano condotti dai relatori a esplorare le alte vette della disciplina affinando di ora in ora le proprie capacita' diagnostiche. 
In questa avvolgente atmosfera anche le pause per i pranzi e le cene (ben lontane dai frugali pasti dei ricongressi cordati monaci) sono state occasione d'incontri ricchi da un punto di vista umano e scientifico. 
Non sono facile agli elogi ne alle celebrazioni, ma devo dire che, nella indubbia fatica, i tre giorni passati a Gubbio sono stati una sorta di ristoro tonificante grazie alla ricchezza dell'evento. Il merito va naturalmente agli organizzatori e in particolare a Saturnino Gasparini, chairman del master, e a Gian Luigi Giovene segretario scientifico. Questi colleghi, che da anni lavorano con la dedizione e la passione di autentici ricercatori, dando indubbi e notevoli contributi alla conoscenza della demoscopia, sono stati capaci di coagulare, al di la' delle diverse scuole, il meglio degli esperti internazionali della disciplina: da Argenziano a Vigl, da Bono a Kreusch, da Stanganelli a Ferranti, da Pellacani a Ferrara (solo per citarne alcuni tra i piu' autorevoli). Ma qualche parola va spesa anche sugli aspetti pratici dell'organizzazione perche', sicuramente, il successo non sarebbe stato cosi' pieno se la segreteria organizzativa non fosse stata affidata alla Meeter, storica partner di questi incontri: Silvio Campana e tutto il personale come sempre hanno offerto un servizio ''top level'', offrendo ai partecipanti la loro disponibilita' professionale full time con la solita cordiale e affettuosa accoglienza. 
Piu' volte ho avuto l'occasione di ascoltare colleghi che dicevano che partecipare a questi corsi e' come un ritrovarsi a casa tra amici e familiari. Ma ritorniamo alla cronaca dell'evento durante il quale sono state affrontate tutte le tematiche caratterizzate dagli aspetti piu' equivoci e di piu' ardua interpretazione (sempre correlati ai dati istopatologici): dalla analisi delle lesioni melanocitarie atipiche, allo studio del fenomeno di regressione, dalla diagnostica delle lesioni pigmentarie del volto a quella della patologia pigmentaria in sedi critiche, dai nevi melanocitari congenti al nevo di Spitz-Reed, dai pattern vascolari ai tumori di collisione, dai nevi ricorrenti a quelli combinati. Numerose le relazioni dedicate ai diversi aspetti del melanoma: molto innovativa quella tenuta dal prof Kreush sulle lesioni non tumorali, che ha illustrato come la demoscopia costituisca un valido aiuto non invasivo in molte patologie, le parassitosi in primis. 
Di grandissima utilita', poi, la sessione a colloquio con l'esperto in cui Argenziano, Zalaudek, Serresi, Zamperi, Pellacani, Rossi, Gasparini e Giovene si sono alternati per discutere con i partecipanti, divisi in piccoli gruppi, una nutrita casistica dermoscopica. 
In conclusione, possiamo davvero ribadire quanto scherzosamente il prof Vigl e' solito affermare: dopo Gubbio nessun dubbio.

IL MELANOMA DIFFICILE
Non sempre e' facile diagnosticare un melanoma. L'utilizzo della dermoscopia come ausilio diagnostico non invasivo rappresenta una delle piu' importanti novita' nella dermatologia dell'ultimo decennio. Tuttavia esistono insidie legate alla mancanza di inequivocabili segni dermoscopici di malignita', che stanno a indicare le limitazioni di questa metodica cui va sempre unita la valutazione integrata delle caratteristiche anamnestiche, clinico-morfologiche della neoformazione pigmentata. A facilitare la conoscenza e porre l'attenzione proprio sui melanomi difficili, cioe' quei casi non frequentissimi ma neppure eccezionali nella pratica clinica, ci pensa il miniatlante promosso e realizzato nell'ambito di un progetto multicentrico dell'Associazione Italiana di Diagnostica non Invasiva in Dermatologia, e curato dai dott.ri Maria Antonietta Pizzichetta (Centro di Riferimento Oncologico di Aviano), Riccardo Bono (IDI di Roma), Ignazio Stanganelli (Ospedale Niguarda di Milano) e Paolo Carli (Universita' di Firenze). Edito dalla Minerva Medica nel 2006, il volume e' diviso in due parti, una dedicata al melanoma amelanotico e l'altra al melanoma simil-nevo. Il primo puo' essere definito un sottotipo di melanoma (2-8%) che all'esame clinico appare parzialmente o totalmente privo di pigmento. Per la grande variabilita' degli aspetti clinici con cui puo' presentarsi, viene soprannominato il grande simulatore, e crea notevoli difficolta' sia nella diagnosi clinica che dermoscopica anche a un osservatore esperto. I melanomi nevus-like costituiscono il maggior rischio di falso negativo perche' manca di chiari caratteri morfologici diagnostici di malignita'. Il messaggio conclusivo degli Autori: nella pratica dermatologica routinaria e' essenziale imparare a ragionare in termini globali, inserendo la valutazione dermoscopica sempre in un ambito piu' ampio di procedura diagnostica clinica tradizionale.

il melanoma difficile in dermoscopia



 

 

 


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