| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
   

articolo aggiornato il: Wednesday 02 May 2012

 

 

Dermoscopia: l'IDS a Napoli

L'International Society of Dermoscopy ha chiamato oltre seicento iscritti provenienti da tutto il mondo per discutere dello stato dell'arte della dermoscopia. E del suo futuro prossimo

dei dott. Giuseppe Argenziano, Caterina M. Giorgio, Elvira Moscarella Clinica Dermatologica, Seconda Universita' di Napoli

In campo dermatologico, la dermoscopia ha ottenuto un significativo incremento di interesse negli ultimi anni. Tale incremento si evince nella crescita del numero di pubblicazioni che, dalle 160 dei 14 anni a cavallo tra il 1987 e il 2000, sono passate a quasi 500 soltanto negli ultimi 5 anni. Il congresso internazionale di demoscopia svoltosi a Napoli e' stato un successo in termini di partecipazione e di qualita' delle letture proposte. I massimi esperti internazionali della metodica si sono riuniti per presentare lo stato dell'arte sulla dermoscopia e i risultati delle piu' recenti ricerche nel campo della diagnosi precoce del melanoma e degli altri tumori della cute. La manifestazione e' stata aperta da letture magistrali sulla diagnosi clinica del melanoma, sui rapporti fra gli aspetti morfologici e quelli genetici di questo tumore e sui trend attuali delle ricerche in campo dermoscopico. Gli aspetti piu' tecnici sono stati affrontati nel corso di due sessioni dedicate agli aspetti di base e a quelli avanzati della metodica. Una delle sessioni piu' interessanti e' stata quella dei pro e contro, dove esponenti di primo piano nella ricerca scientifica internazionale si sono fronteggiati su alcuni degli aspetti piu' controversi, come la gestione dei pazienti con sindrome del nevo displastico, i vantaggi e gli svantaggi della documentazione digitale e l'applicabilita' clinica delle tecnologie di diagnosi automatica delle lesioni pigmentate. Ampio spazio e' stato dedicato alle sessioni di presentazioni libere, nel corso delle quali numerosi ricercatori provenienti da tutto il mondo hanno presentato i risultati dei loro lavori nei piu' disparati campi di utilizzo della tecnica dermoscopica. Il congresso si e' poi concluso con le letture magistrali di alcuni dei piu' accreditati opinion leader in campo clinico e istopatologico, che hanno fatto il punto della situazione a riguardo dello screening dei tumori cutanei e delle piu' recenti tecniche diagnostiche in campo istologico e molecolare. In questo breve articolo proveremo a rissumere le sessioni plenarie, che sono state di grande interesse per tutti i partecipanti. Per iniziare segnaliamo W. Sterry che ha sostenuto che la variabilita' molecolare e genetica del melanoma cutaneo influenza non solo la biologia della cute affetta e delle cellule tumorali, ma anche la diagnosi e la terapia. Secondo il professore tedesco, la dermoscopia puo' aiutare a correlare la morfologia e la genetica delle lesioni melanocitarie. Alla domanda Cosa c'e' di nuovo in dermoscopia? A. Kopf ha riportato che approssimativamente 120.000 melanomi in situ ed invasivi vengono diagnosticati ogni anno negli Stati Uniti, con un incremento di circa il 90% dei costi. Per lo studioso americano la dermoscopia puo' migliorare l'accuratezza diagnostica delle lesioni cutanee maligne e benigne del 35% per una migliore visualizzazione della morfologia delle lesioni e una migliore conoscenza dei nevi acrali, delle presentazioni del colore a seconda dello spessore del tumore, dei vasi nei tumori, e dei possibi- li cambiamenti dei nevi causati dalla immunosoppressione. La sua presentazione includeva una dimostrazione pratica di come coprire un dermatoscopio in plastica avvolgente trasparente, al fine di utilizzarlo in ferite aperte o in aree con pericolo di infezioni. Nella sessione La dermoscopia nel 2025, G. Argenziano, ha riportato i primi risultati di uno studio su 458 pazienti con lesioni pigmentarie, comparando gli esami clinici convenzionali con e senza l'aiuto della dermoscopia. Il tempo medio dell'esame aumentava soltanto di 42 secondi quando l'esame dermoscopico era incluso nell'esame standard. Si auspica che la fotografia di tutto il corpo avra' un impatto sempre crescente nel futuro e di cio' ha parlato nella sessione Il ruolo della dermoscopia nella decisione della gestione'' il prof. A. Marghoob (USA) discutendo i fattori che influenzano l'uso giornaliero della demoscopia, in particolare la familiarita' e l'esperienza con la metodica. Essendo centrata sull'aspetto morfologico delle lesioni cutanee, la dermoscopia migliora le abilita' cliniche e aumenta l'accuratezza diagnostica di chi la utilizza. R. Braun (Svizzera) si e' invece concentrato sui Criteri dermoscopici classici e nuovi, rivedendo le caratteristiche essenziali delle lesioni melanocitiche e non, enfatizzando il ruolo dei vasi in entrambi i gruppi di tumori. Le lesioni esofitiche possono essere caratterizzate dermoscopicamente da differenti pattern di movimento e pressione laterali (''segno del barcollamento''), ma anche di grande interesse e' stata la riflessione di G. Ferrara sulla Correlazione dermoscopico-patologica: l'interazione fra clinici ed istopatologi e sull'importanza della reciproca collaborazione tra clinici e istopatologi attraverso la dermoscopia. Atal scopo, sono richieste conoscenze di base da parte di entrambi gli specialisti e, data la limitata visibilita' nella profondita' dei tumori esofitici, bisogna considerare con attenzione la direzione del taglio effettuato nel preparare il campione e il numero di sezioni esaminate. Si e' passati poi a parlare del Consenso sul referto dermoscopico con la proposta venuta dallo spagnolo J. Malvehy per un metodo standard di refertazione dell'esame dermoscopico. Il metodo, pubblicato di recente, si basa sull'esperienza clinica dei membri dell'IDS e consiste di 10 criteri fra quelli obbligatori e quelli opzionali. Nel discutere se la diagnosi del melanoma potrebbe essere fatta nel futuro con l'ausilio del computer, J. Grichnik (USA) ha sostenuto che l'occhio umano e' molto piu' capace di rilevare le caratteristiche inusuali che spesso il melanoma puo' evidenziare, mentre P. Rubegni ha dimostrato che i computer sono piu' utili nel follow-up delle lesioni pigmentate, nell'assistere i metodi diagnostici e nell'organizzare database di immagini per la didattica e la ricerca. Ma il quesito cui tutti avrebbero voluto una risposta era: Quando una lesione dovrebbe essere monitorata oppure escissa? Secondo G. Argenziano il rapporto tra lesioni cutanee benigne e maligne che vengono escisse dovrebbe essere 5-10:1. Se il rapporto e' piu' alto di 10:1, dovrebbe essere eseguito un numero piu' elevato di follow up. Se il rapporto e' piu' basso di 5:1 dovrebbe essere eseguito un numero piu' grande di escissioni. Alcune lesioni, particolarmente quelle con strutture nodulari atipiche, dovrebbero essere sempre completamente escisse. Le lesioni cutanee che appaiono insospettabili in dermoscopia, ma che sono cambiate nel tempo, dovrebbero essere messe in follow-up entro 3 mesi. H. Kittler (Austria) ha invece posto l'accento sul valore di combinare la fotografia totale del corpo e la dermoscopia di quanti piu' nevi e' possibile. Questa procedura facilita la diagnosi precoce del melanoma iniziale. Circa il 5% delle lesioni melanocitarie cambiano nel corso di un anno. Ma allora: La dermoscopia e' utile per tutte le lesioni cutanee o solo per le lesioni clinicamente atipiche? H. Kittler (Austria) ha dimostrato che la dermoscopia e' utile anche nella diagnosi del chiaro melanoma cutaneo, fornendo informazioni aggiuntive per l'istopatologo. In ogni caso, la dermoscopia puo' fallire nella diagnosi del melanoma in fase iniziale per piccole lesioni. Il tedesco J. Kreusch ha suggerito ai dermatologi di esaminare dermoscopicamente ogni lesione cutanea pigmentata e non, e ha dimostrato, esaminando circa 400 lesioni cutanee, che in questo modo si impiegherebbero non piu' di 15-20 minuti a paziente. Il problema tempo e' tornato di attualita' discutendo di Analisi di pattern o algoritmi semplificati?e l'austriaco R. Hofmann-Wellenhof ha sostenuto di riuscire ad analizzare 100 tumori malanocitari in 8 minuti utilizzando il metodo dell'analisi di pattern, mentre impiegherebbe 32 minuti utilizzando uno degli algoritmi prestabiliti. L'analisi di pattern inoltre fornisce informazioni aggiuntive nella diagnosi differenziale tra tumori benigni e maligni. W. Stolz (Germania) ha contrabbattuto che l'approccio alla diagnosi mediante algoritmi predefiniti si rivela particolarmente utile per i principianti e porta a una maggiore accuratezza diagnostica. Gli esperti, si e' detto, tendono a usare sempre di piu' l'analisi di pattern. Cosa si puo' dire rispetto al quesito: La dermoscopia salva la vita? Per A. Halpern (USA) e' notevolmente aumentata la sensibilita' nella diagnosi di melanoma. e' ovvio che la dermoscopia aiuta la diagnosi di un gran numero di melanomi invasivi, ma solo osservando una conseguente riduzione della mortalita' potremo confermare che la dermoscopia salva la vita. Non e' ancora del tutto chiaro se tutti i melanomi invasivi hanno la capacita' di dare metastasi. H.P. Soyer (Austria) ha sostenuto invece con forza che la dermoscopia salva la vita. Grazie alla dermoscopia alcuni tumori cutanei clinicamente non sospetti possono essere meglio classificati ed e' possibile individuare i melanomi in uno piu' stadio precoce. Si e' poi passati ad esaminare situazioni specifiche e controverse quali Il melanoma nodulare e amelanotico''. S. Menzies (Australia) ha descritto i differenti tipi di vasi che possono essere ritrovati nei tumori cutanei. Il melanoma nodulare presenta un distinto colore rossastro. In qualsiasi caso in cui si verifichi un aumento del polimorfismo dei vasi bisogne pensare al melanoma. J. Kreusch (Germany) ha sottolineato l'importanza di utilizzare una corretta tecnica nell'esaminare i vasi in dermoscopia: bisognerebbe applicare la minima pressione possibile sul tumore e puo' essere utile l'utilizzo di un gel per ecografia. Senza dimenticare i Falsi negativi: consigli per non perdere un melanoma. Il dermatologo spagnolo S. Puig ha riportato che l'istologia rivela melanomi nell'1% delle lesioni escisse come cheratosi seborroiche. Il melanoma deve essere considerato nella diagnosi differenziale di molti tumori esofitici. J. Bowling (UK) ha poi descritto ulteriori tumori cutanei e lesioni che possono mimare il melanoma in dermoscopia: la cheratosi lichenoide, il granuloma piogenico e le bolle che fanno seguito a crioterapia. Riguardo a Nuove intuizioni sul carcinoma basocellulare, l'italiana K. Peris ha presentato diversi esempi di carcinomi basocellulari che simulano il melanoma. Ricordando che i criteri stabiliti per il carcinoma basocellulare, come i nidi ovoidali, vasi arboriformi e strutture a foglia d'acero non sempre sono riconoscibili. I. Zalaudek (Austria) ha invece descritto il tumore di Pinkus, che appare clinicamente e dermoscopicamente come un dermatofibroma o un nevo dermico. Aspetti caratteristici del tumore di Pinkus - si e' detto - sono i vasi arboriformi, i vasi puntiformi, aree fibrotiche biancastre e pigmentazione incompleta. Quando si pensava di sapere tutto sui nevi, l'assemblea ha potuto ascoltare Un nuovo concetto sulla vita dei nevi che secondo I. Zalaudek sarebbero diversi se osservati in bambini e adulti. I nevi globulari sono quelli prevalenti nei bambini, mentre i nevi reticolari sono risultati prevalenti negli adulti. e' possibile che i nevi dei bambini si convertano in nevi dermici, e i nevi acquisiti degli adulti col tempo non siano piu' visibili per perdita di pigmento o regressione. A. Marghoob (USA) ha utilizzato la dermoscopia per analizzare la ''Abtropf-Theory'' sui melanociti della cute. Per questo ricercatore, i nevi nel tempo evolverebbero dal pattern globulare a quello reticolare, il contrario di quello che la ''Abtropf- Theory'' suggerisce. Il tipo di nevi puo' inoltre essere influenzato dal fototipo. In tema di nuove acquisizioni, non si puo' ignorare la presentazione fatta da H. Kerl sui Tumori melanocitari: con casi selezionati e mostrando diversi tipi di nevi di Spitz e melanomi che differivano per aspetto clinico ed evoluzione. Le cause di queste differenze includono possibili mutazioni di BRAF, l'esposizione solare e il numero totale di nevi. Per il relatore devono essere scelte delle soluzioni personalizzate in caso di una inaspettata progressione della malattia e puo' essere utile anche una chiedere un secondo consulto. ma la dermoscopia e' anche algoritmi cosi' S. Henning (USA) ha riportato i risultati preliminari dell'algoritmo C.A.S.H. (colore, disordine architetturale, simmetria, omogeneita'/ eterogeneita'). In questo primo studio con 324 tumori melanocitari e' stata raggiunta una sensibilita' del 98%, specificita' del 68% e accuratezza diagnostica dell'80%. Si riuscira' a Differenziare i nevi comuni dai nevi atipici e dal melanoma in situ? La Prof. S. Seidenari ha mostrato che la presenza di punti neri indipendenti da una rete, regressione di parte della rete e pigmentazione grigio blu in una lesione melanocitaria ne suggeriscono la malignita'. per concludere ci si e' chiesti: la dermoscopia apre Futuri orizzonti nella prevenzione del melanoma? Per fornire una risposta A. Halpern (USA) ha sottolineato la complessita' della prevenzione del melanoma: la protezione dagli UV come strategia a lungo termine, l'autoesame della cute, l'educazione medica continua, l'incremento della consapevolezza da parte della popolazione generale e degli operatori della sanita'. Infine l'autoesame ha la maggiore potenzialita' di incrementare il numero di diagnosi precoci e di ridurre la mortalita', ma l'altro americano A. Marghoob ha presentato diverse indicazioni nelle quali la dermoscopia potra' giocare un certo ruolo: il lichen planus, la psoriasi, il lichen aureus, la porocheratosi, la scabbia, la verruca volgare, il mollusco contagioso, e la capillaroscopia. La dermoscopia potra' inoltre essere utile anche nella valutazione nel tempo del risultato di alcuni trattamenti, per esempio la laser terapia delle strutture vascolari. Nella sessione finale, H.P. Soyer (Austria) ha predetto che notevoli progressi nell'uso globale della dermoscopia saranno una conseguenza della rete di connesione globale. Le strutture esistenti e le istituzioni dovranno adattarsi a questa nuova situazione e dovranno essere chiariti i nuovi aspetti legali che ne conseguono. In definitiva, la speranza di tutti e' che Nessuno dovrebbe morire di melanoma: ma cio' resta un'illusione o realta'? Nelle parole di L. Cerroni (Austria) l'ncremento nella diagnosi del melanoma in stadio precoce e' certo e fa sperare per il futuro, ma la Natura mostra ancora all'uomo i sui limiti.

GIOVANE E FORTE
La societa' internazionale di dermoscopia (www.dermoscopy- ids.org) e' stata fondata nel 2003 e ha organizzato il suo primo congresso nell'aprile del 2006. Sotto la guida del Prof. Peter Soyer (Austria), come presidente, e del Prof. Giuseppe Argenziano dell'Univ. di Napoli come segretario (nella foto), la IDS ha recentemente organizzato a Napoli uno straordinario meeting internazionale con piu' di 600 partecipanti provenienti dai 5 continenti che hanno presentato piu' di 150 relazioni e circa 100 poster. Il congresso e' stato organizzato in sessioni plenarie, workshops, comunicazioni libere e corsi di base ed avanzati.




 

 

 


|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore