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Stai male? Vola a Bangkok
Cliniche di lusso, trattamenti personalizzati a cinque stelle, medici laureati e accreditati da ospedali europei e nord-americani, e tanta tecnologia d'avanguardia.L'oriente attrae centinaia di migliaia di pazienti stranieri
di Giorgio Bartolomucci
Nella sanita' c'era una volta la netta distinzione fra paesi ricchi e paesi poveri. Solo i primi potevano permettersi le innovazioni tecnologiche che garantiscono cure e interventi d'eccellenza. Gli altri erano visti, invece, come nazioni non in grado di offrire ai propri cittadini un'assistenza sanitaria in linea con i progressi scientifici altrove raggiunti. E quindi fonte di legittime preoccupazioni per chi vi si fosse trovato - per vacanza o per lavoro – in occasione di un incidente o di una malattia grave. Oggi non
e' piu' cosi' e negli ultimi anni le cose sono talmente cambiate che attualmente si assiste a un fenomeno inverso: sempre
piu' persone comprano un biglietto aereo e vi si trasferiscono per farsi curare. Il fenomeno della migrazione sanitaria non
e' nuovo: annualmente in Italia si registrano flussi costanti di decine di migliaia di malati che dal sud si spostano verso il nord, e tanti pazienti guardano ad alcuni specialisti stranieri come l'ultima
possibilita' per un trapianto o per interventi considerati da noi ad alto rischio o impossibili. In tutti questi casi, sono i medici considerati
piu' bravi quelli che alimentano i viaggi della speranza e si e' disposti a qualsiasi sacrificio economico pur di essere visitati e operati dal grande nome. La
realta', pero', e' che a questa tendenza se ne e' aggiunta un altra - che pochi avrebbero immaginato - che viene definita Turismo della Salute verso paesi la cui organizzazione sanitaria fino a un decennio fa era considerata da terzo mondo. Sparsi per il mondo, da Hong Kong a Nuova Delhi, da Singapore a Kuala
Lampur, ci sono ospedali che attraggono pazienti provenienti da tutto il mondo – inclusi i paesi europei e il nord america – offrendo medici
superspecializzati, tecnologie all'avanguardia, personale e
ospitalita' di livello alberghiero, il tutto a costi estremamente piu' bassi che in Europa o negli Stati Uniti. Abacas
International, una
societa' specializzata in analisi dei flussi turistici, ha stimato che nel 2012 questo fenomeno potrebbe generare un mercato di oltre 4,5 miliardi di dollari. Immagino lo scetticismo di molti colleghi, che era anche mio prima di accettare l'invito del Ministero del Commercio e del Turismo Tailandese che ha organizzato una delegazione di giornalisti internazionali cui presentare alcune importanti
realta' sanitarie del paese: Il Bumrungrad International e il Bangkok Hospital Medical Center due dei
piu' attrezzati ed efficienti ospedali del mondo. Il primo, nel 2006, e' stato indicato dalla rivista Newsweek fra le dieci
''mecche'' della sanita' mondiale. Il secondo offre apparecchiature sofisticatissime, incluso un modernissimo sistema operatorio robotizzato e un acceleratore lineare per trattamenti oncologici di ultimissima generazione. La prima impressione che si ha entrando in queste strutture
e' quella di varcare la soglia di due grandi alberghi a cinque stelle. Nella
reception, hostess e assistenti sociali accolgono i pazienti che arrivano direttamente
dall'aereoporto. Entrambi gli ospedali contano su diverse centinaia di medici, la maggior parte specializzata all'estero e per la
meta' a part-time, migliaia di infermieri e piu' di cento interpreti per altrettante lingue straniere, compreso l'italiano. Nel 2007 sono stati oltre 700mila i pazienti non tailandesi curati nelle due cliniche, provenienti da oltre 150 paesi, fra cui oltre un migliaio di nostri connazionali.
E' stato calcolato che solo dagli Stati Uniti e dall'Europa ne sono arrivati piu' di 200mila, altrettanti dai Paesi Arabi. Le prestazioni
piu' richieste: dagli interventi a cuore aperto alla protesi d'anca, dalla mastoplastica alle cure dentarie e oculistiche. Ad attirare i pazienti
e' certamente il fattore prezzo: per un'angioplastica che negli USA costa piu' di 50mila dollari qui ne occorrono circa 10mila, viaggio e soggiorno incluso, ma sarebbe riduttivo credere che
e' solo il fattore costo a spingere Assicurazioni, Aziende e perfino il Ministero della Difesa di alcuni Stati arabi a inviare i propri dipendenti a Bangkok per essere operati. Altri motivi vanno ricercati nell'assenza di liste d'attesa, nel trattamento personalizzato a cinque stelle e nella
qualita' delle strutture cliniche. Un fenomeno, quindi, che non va ne' ignorato
ne' sottovalutato, ma che anzi pone una considerazione piu' generale: il medico perde la sua originaria importanza
perche' chi decide di avventurarsi in Oriente per un qualsiasi intervento poco sa dello specialista che
l'operera' – spesso non sa neanche pronunciarne il cognome – e invece riversa la sua totale fiducia sugli ospedali (tutti accreditati ISO e da severi Organi Internazionali) e sull'organizzazione che gli propone e vende chiavi in mano, dal viaggio all'accoglienza in aeroporto, dalle cure medico - chirurgiche fino alla riabilitazione. Affidandosi, quasi alla cieca, a una struttura che conosce solo attraverso la
pubblicita' bocca a bocca o una presentazione fatta in internet. Non e' certo una
novita' che anche nella sanita', si possa verificare che la credibilita' del marchio
e' trainante rispetto a quella dei propri medici (lo sanno bene anche tante strutture italiane) e con lo sviluppo della tecnologia
cio' avra' sempre maggiore peso nella scelta di dove farsi operare. Insieme al bisogno di contenere i costi...
Premio IGEA PER TESI DI LAUREA
Ricerca e sviluppo sono i punti cardine della missione aziendale di IGEA, leader nel settore della biofisica clinica che, da oltre 25 anni,
e' impegnata per il miglioramento della vita dei pazienti tramite progettazione e sviluppo continuo di dispositivi medici elettronici per diagnosi e terapia. La
volonta' dell'azienda di puntare sulla ricerca, ha avuto una ulteriore conferma con l'istituzione di una borsa di studio di 3.000 euro, giunta ormai alla 6a assegnazione, che ogni anno premia la miglior tesi di Laurea. Il 20 Ottobre
IGEA, dopo un'attenta selezione effettuata da una commissione composta dal Presidente del circolo Medico J. Berengario di Carpi e da 2 docenti universitari della
Facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' degli studi di Modena e Reggio Emilia, ha premiato una giovane laureata della stessa
Facolta'. La vincitrice per l'anno accademico 2005/06 e' stata la Dr.ssa Valentina Fioravanti con la tesi di Laurea dal titolo:
''Strutture cerebrali implicate nel riconoscimento degli stati mentali complessi: uno studio di risonanza magnetica
funzionale''. Il premio, consegnato in occasione della cerimonia per l'inizio delle
attivita' del Circolo Medico J. Berengario.
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