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AIDA: fidelizzare per restare forti
Buona affluenza e alta qualita' scientifica per un programma tutto disegnato
per il dermatologo ambulatoriale
L’AIDA non ha certo bisogno di presentazioni. Da numerosi anni, l’Associazione
che riunisce i Dermatologi Ambulatoriali Italiani svolge un ruolo di primo piano
nella crescita di una specialita' che svolge il ruolo di cinghia di trasmissione
fra la dermatologia che s’insegna nelle Universita' o che si vede negli
ospedali, e le esigenze e le richieste che vengono poste sul territorio da
pazienti alle prese con problemi cutanei. Il Congresso Annuale e' sempre stato
un importante momento della vita dermatologica del nostro Paese, tanto che agli
inizi e per lunghi anni, in tema di manifestazioni congressuali, si e' parlato
di uno ''stile AIDA'', improntato al connubio fra programmi scientifici di
alto livello e socializzazione perfetta fra i partecipanti, riuniti in strutture
in grado di ospitare tutti nello stesso spazio, preferibilmente un villaggio o
un unico albergo. La storia recente racconta che a causa di restrizioni
minesteriali, di scissioni e partenogenesi di associazioni, crisi di crescita e
quant’altro, l’AIDA e' passata attraverso una serie di fasi, ma conferma che
oggi l’associazione e' ancora capace di attrarre oltre 500 specialisti in una
citta' tanto bella quanto difficile come Roma, dove tutto costa di piu' e non
solo in termini economici ma anche di traffico, tempo e fatica. Merito di un
gruppo dirigente affiatato, capace e motivato, che recentemente ha introdotto
una serie di innovazioni che hanno voluto rimarcare la centralita' del ruolo dei
dermatologi che operano in regime di convenzione o libero-professionale,
rafforzandone l’identita' culturale, difendone l’autonomia professionale,
promuovendo in tutta Italia campagne educative. Una dirigenza che si e' posta
anche il bisogno di intraprendere modifiche strutturali come l’elezione dei
Coordinatori Regionali eletti direttamente dai Soci della regione di competenza.
Tutte novita' che fanno pensare che l’AIDA abbia preso le misure, e deciso le
contromisure, per contrastare quella crisi da sovraffollamento che sembra
caratterizzare il panorama dermatologico nazionale. Attraverso i corsi
organizzati durante l’anno si tenta infatti di fidelizzare il proprio
iscritto, differenziando la propria attivita' da quella delle altre, piu' o meno
storiche, Societa' professionali. Al dermatologo frastornato e indeciso si
promettono e offrono nozioni pratiche, preziose per la sua crescita
professionale. La strategia appare vincente, eppure, nei corridoi del congresso
quest’anno si respirava una sensazione di de'ja' vu, una certa stanchezza del
format e la mancanza di quell’entusiamo proprio dello stile AIDA, come se per
rinnovarsi veramente si fosse alla ricerca di un’idea che ancora non c’e'.
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