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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 

 

dottor Massimo Papi

Artisti e dermatologi cosa li accomuna?

Le relazioni fra dermatologia e arti figurative sono tante e in passato hanno stimolato la fantasia per una diagnosi tramite similitudini con figure o disegni

del dott. Massimo Papi, dermatologo Resp. U.O."Ulcere cutanee" Istituto Dermopatico Immacolata, IRCCS Roma

Fino a qualche anno fa, nel corso del Congresso Nazionale dell´ADOI, si svolgeva un simpatico concorso iniziato nel 1983 e oggi interrotto: la Dermatologia nell´Arte. Un appuntamento e una sfida cui hanno partecipato migliaia di dermatologi chiamati a mostrare la loro capacità di osservazione nei riguardi di opere d´arte che contenessero elementi e patologie dermatologiche di cui veniva chiesta la, non sempre facile, diagnosi. Al di là dell´ottima intuizione su cui si è basata questa iniziativa che è durata 20 anni, c´è da riconoscere che le relazioni tra dermatologia e arti figurative sono numerose. Questo perché molte manifestazioni cliniche delle malattie cutanee sono assimilabili a disegni e figure che evocano rappresentazioni artistiche o che possono essere riconosciute attraverso similitudini con le arti figurativi. Dall´origine della dermatologia tali descrizioni hanno consentito a generazioni di professionisti di sospettare o diagnosticare dermopatie di varia natura nell´attimo di uno sguardo. Fino all'ultimo quarto del XVIII secolo, poi, lo studio delle malattie dermatologiche non era ancora una vera disciplina medica, basata su una rigorosa metodologia clinica e sulla comprensione dei meccanismi e delle cause delle malattie, ed è innegabile che al suo sviluppo accademico e scientifico contribuì notevolmente un elemento innovatore per la letteratura medica dell'epoca: l'introduzione e lo sviluppo dell'iconografia dermatologica. La rappresentazione pittorica delle lesioni cutanee non era sempre corrispondente alla realtà clinica, ma talora esse erano raffigurate in modo schematico, o anche appena abbozzato, mentre talvolta a esse si rimandava filologicamente tramite elementi cui poteva essere attribuito un qualche significato semeiologico. Le stesse espressioni cliniche delle malattie cutanee stimolarono spesso la fantasia dei dermatologi morfologi, che per facilitare la comunicazione ricorsero a termini o a quadri di colore e figure molto immediate (es. homme rouge, langue noire dei Francesi, lilac ring degli anglosassoni). Altro elemento in comune fra artisti e dermatologi è che entrambi lavorano attraverso la percezione dell´immagine visiva e la sua interpretazione attraverso l´analisi delle sue molteplici proprietà: colore, trama, ombreggiatura, occlusioni, gradienti di consistenza, contorni, dimensione, forma, ecc. La percezione tramite il sistema nervoso, dal momento della visione a quello della elaborazione concettuale, in entrambi i casi sembra seguire modelli interpretativi prestabiliti, che nell´artista corrispondono a criteri di stile e di scuola pittorica, e nel dermatologo derivano da anni di formazione e di studio su testi e iconografie scientifiche. Se per un pittore il mondo in cui ci muoviamo, gli oggetti che ci circondano, le ombre che proiettiamo sembrano possedere la facoltà di stimolare l´immaginazione imponendosi allo sguardo come rappresentazioni, anche involontarie, di qualcosa che oltrepassa la concreta apparenza reale, per lo specialista della cute, l´osservazione delle lesioni, delle neoformazioni o delle macchie che all´improvviso compaiono sulla pelle, tramite la percezione della prevalenza di un colore sull´altro, della variabilità o della loro uniformità, della loro tridimensionalità, rimanda a tipologie e a entità nosologiche che possono anche essere sistemiche e non locali, e quindi concettuali e di conseguenza impalpabili. Il dermatologo classico considera la vista il suo strumento principale e sebbene oggi la disciplina non sia più solamente clinica essendosi arricchita di strumenti diagnostici tecnicamente evoluti, a chi ha imparato l´arte della diagnosi e della cura attraverso gli occhi, essi appaiono freddi, perché incapaci di risalire dalla patologia espressa in colori e linee, all´animo della persona affetta. 

Progetto Maternità protetta in Tanzania
Mama Onlus è stata fondata nel 2000 da Padre Vincenzo Boselli e Suor Maria Rosaria Gargiulo, che coordinano le attività dei volontari e degli operatori, per aiutare migliaia di donne africane sieropositive e ha come obiettivo di far nascere, all´interno del "Villaggio della Speranza" di Dodoma (capitale amministrativa della Tanzania) bambini non contagiati dal virus HIV, offrendo alle future mamme ogni tipo di assistenza e di cura, oltre che una nutrizione adeguata e un sostegno psicologico ed economico, prima e dopo il parto. Il villaggio si trova in una zona quasi desertica che prima di questo insediamento aveva poca acqua e vegetazione. Ora esistono 12 case famiglia per 120 bambini orfani malati di AIDS, assolutamente privi di un supporto familiare che vivono con una coppia di adulti che vicariano la funzione dei genitori. Sono stati costruiti anche un Laboratorio di analisi, una struttura sanitaria di prima accoglienza per i bambini più gravi, un ambulatorio per pazienti esterni, un asilo e una scuola elementare, una piccola fattoria, una stalla e un orto per il sostentamento alimentare, una cucina e una lavanderia centralizzate, la casa delle Suore e la casa dei Volontari, il padiglione della Maternità, costituito dagli Alloggi delle Mamme, la Sala Parto e la Sala Operatoria per i casi più complicati. Per un sostegno economico: MAMA Onlus c/c bancario 400454369 – Unicredit Banca di Roma Ag. 61, ABI 03002, CAB 03361, CIN P - Cod. Iban: IT51P0300203361000400454369c/c Postale 75989293

Workshop e Corso Pratico Dermatologia come Arte 
Scopo del workshop, che si terrà a Roma il 12 dicembre 2009 presso l'Hotel Residenza in Farnese (V. del Mascherone 59), è riportare l’attenzione alla clinica della cute guardando con gli occhi degli appassionati di arte pittorica e riesaminando una serie di antichi e nuovi elementi morfologici ''artistici'' che aiutano a capire, a differenziare e a scoprire le malattie della cute e la psicologia della persona malata. I corsi tramite l’analisi dei disegni, dei colori e delle forme delle malattie della pelle (farfalle cutanee, forme dei nevi, disegni dei funghi, figure delle infezioni, disegno e localizzazione dell’orticaria, forme delle paraneoplasie, colori delle dita, aspetti artistici dei preparati istologici, l’assenza di colore nelle ipomelanosi, tatuaggi e piercing, ecc.) si prefiggono di approfondire e aiuteranno a riconoscere per curare o non curare. L’evento è organizzato dai dott.ri Biagio Didona e Massimo Papi, quest’ultimo anche apprezzato pittore che ama disegnare e dare colore ai sentimenti propri e dei suoi personaggi. Per informazioni e iscrizioni: Francesca Giuliani, ecmsims@libero.it - Cell. 338 7091451

 
 

 


 



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